Pescatori di Santa Maria La Scala salvano 16 migranti minorenni

Pescatori di Santa Maria La Scala salvano 16 migranti alla deriva

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L'equipaggio del Mathias ha dato ristoro ai minori in attesa della guardia costiera
AL LARGO DI MALTA
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ACIREALE – Sedici migranti, tutti minorenni, nei giorni scorsi, sono stati tratti in salvo dall’equipaggio del peschereccio “Mathias” di Santa Maria La Scala, frazione marinara di Acireale, in provincia di Catania, che, durante una battuta di pesca nelle acque al largo di Malta ha prestato il primo soccorso a un’imbarcazione in difficoltà, rimanendo sul posto fino all’arrivo della Guardia Costiera, che ha successivamente coordinato e concluso le operazioni di salvataggio.

L’elogio della Diocesi di Acireale

Lo ha reso noto la Diocesi di Acireale parlando di “un gesto che conferma il profondo senso di responsabilità e di solidarietà che da sempre caratterizza la gente di mare di Santa Maria La Scala”. Il peschereccio, in mare da aprile, rientrerà in Sicilia alla fine di agosto.

Il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, ha definito la visita del Santo Padre a Lampedusa “un forte segno evangelico, sociale e umano” e ha ribadito che “la Chiesa è chiamata a stare accanto agli ultimi, accogliendo quanti fuggono da guerre, violenze e povertà, nel rispetto della dignità della persona e della legalità”. “Un messaggio – ha aggiunto – che trova piena espressione nel gesto dell’equipaggio del Mathias, capace di trasformare la carità cristiana in un’azione concreta di salvezza”.

Il racconto e l’orgoglio delle mogli dei pescatori

A raccontare il valore umano di quanto accaduto sono anche le mogli di alcuni componenti del peschereccio, Alessia Re e Daiva Patanè: “Siamo orgogliosi dei nostri mariti – hanno detto – che hanno interrotto la battuta di pesca per soccorrere quella piccola imbarcazione incontrata al largo di Malta. Hanno dato acqua, pane e latte anche a un bambino di appena un anno. Hanno dimostrato grande coraggio e una straordinaria umanità”.

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“È stato prima di tutto un gesto umano, oltre che marittimo – ha spiegato una delle figlie dei pescatori, Grazia Patanè – la gente di mare tende ad aiutarsi ogni volta che è possibile. Sappiamo che queste persone affrontano viaggi drammatici, partendo spesso da condizioni di estrema precarietà, nella speranza di trovare una vita migliore e quei diritti fondamentali che, probabilmente, nei loro Paesi non possono avere”.

Le parole del parroco di Santa Maria La Scala

Per il parroco del borgo marinaro, don Mario Camera, “i pescatori di Santa Maria La Scala hanno mostrato una grande apertura d’animo, prestando soccorso a questi migranti che attraversavano il mare e si trovavano in pericolo di vita”. 


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