CATANIA – Nessun passo avanti nella vertenza che riguarda lo stabilimento Pfizer di Catania. È quanto sostiene il deputato regionale di Forza Italia Salvo Tomarchio al termine dell’audizione in Terza Commissione dell’Assemblea regionale siciliana, alla quale hanno partecipato azienda e organizzazioni sindacali.
Al centro del confronto la crisi del sito produttivo etneo, che mette a rischio oltre 300 posti di lavoro su un totale di 544 dipendenti.
“Abbiamo ascoltato con attenzione le posizioni di tutte le parti – afferma Tomarchio – ma purtroppo l’azienda ha confermato una chiusura alle richieste di rivedere la propria posizione, senza offrire alcuna prospettiva concreta per evitare gli esuberi o rilanciare il sito”.
Per il deputato azzurro è quindi necessario che “la vertenza prosegua sul piano nazionale”, ricordando che è stato aperto un tavolo di crisi al ministero del Lavoro e che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riconvocato le parti per il prossimo 24 settembre.
“Il tempo stringe e servono risposte immediate – aggiunge Tomarchio –. Ognuno deve farsi parte attiva e proporre soluzioni concrete e realistiche”.
Tra le ipotesi indicate dal parlamentare regionale figurano la riconversione delle linee produttive verso altri farmaci, la ricerca di nuovi investitori interessati a rilevare lo stabilimento, un piano straordinario di ricollocazione dei lavoratori coinvolgendo altre aziende del comparto farmaceutico-chimico e un percorso di ammortizzatori sociali che garantisca tutela durante la ricerca di una soluzione.
“Non si può accettare – conclude Tomarchio – che un presidio strategico per il territorio etneo venga abbandonato senza un confronto serio e senza proposte alternative”.
L’amarezza dei sindacati
“L’incontro di oggi non lascia dubbi. Pfizer ha deciso di abbandonare il sito di Catania. Non c’è nessuna volontà di riconversione produttiva così si confermano i licenziamenti e la volontà di cedere lo stabilimento. Dopo oltre sessant’anni di presenza in Sicilia, durante i quali ha costruito il proprio sviluppo grazie alle competenze e alla professionalità dei lavoratori, l’azienda sceglie di lasciare il territorio. Una scelta gravissima che ignora ogni responsabilità sociale e mette a rischio centinaia di famiglie”.
Lo dichiarano congiuntamente Carmelo Giuffrida (UGL Chimici), Jerry Magno (Filctem CGIL), Stefano Costa (Femca CISL) e Mimmo D’Antone (Uiltec UIL), al termine dell’audizione convocata dalla Terza Commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana.
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Le organizzazioni sindacali ringraziano Gaspare Vitrano e i deputati Salvo Tomarchio, Giovanni Burtone, Giuseppe Zitelli ed Ersilia Saverino per la tempestiva convocazione e il sostegno della vertenza. Nel corso dell’incontro, presieduto dal deputato Gaspare Vitrano, l’amministratore delegato dello stabilimento di Catania, Giuseppe Campobasso, collegato da remoto, ha ribadito la linea aziendale confermando quanto già emerso al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy pochi giorni fa.
“Il disegno è ormai evidente. – dichiarano ancora i rappresentanti sindacali -. Oggi si parla di 370 licenziamenti, ma è facile prevedere un futuro nero anche per i lavoratori che restano. Non permetteremo che uno dei più importanti siti industriali della Sicilia venga smantellato. Pfizer, che per anni ha investito su Catania solo il minimo indispensabile, oggi dimostra che l’unico obiettivo che intende perseguire è quello di fare cassa”




