PALERMO – Il caso del Consorzio autostrade siciliane sbarca all’Ars. La situazione finanziaria dell’ente che gestisce alcune delle autostrade siciliane sarà sul tavolo della commissione Ambiente, territorio e mobilità martedì 7 luglio.
Saranno ascoltati i vertici del Consorzio e il governo regionale, su richiesta dei deputati Giuseppe Lombardo (Sud chiama nord) e Salvo Tomarchio (Forza Italia), balzati sulla sedia davanti ai numeri contenuti nel piano di risanamento 2026-2028 approvato dalla governance del Cas, che chiede un soccorso alla Regione pari a 121 milioni di euro per coprire una parte dei debiti maturati negli anni che ammontano complessivamente a trecento milioni e 823mila euro. I deputati vogliono vederci chiaro sulla gestione economica del Consorzio negli ultimi anni.
Che cos’è il Consorzio autostrade siciliane
Il Consorzio per le autostrade siciliane è stato costituito nel 1997 dalla unificazione dei tre distinti Consorzi concessionari Anas operanti in Sicilia per la costruzione e gestione delle autostrade Messina-Catania-Siracusa, Messina-Palermo e Siracusa-Gela. Si tratta di un ente pubblico regionale sottoposto al controllo della Regione. Al momento gestisce i 183 chilometri della A20 Messina-Palermo, i 76,8 chilometri della A18 Messina-Catania e l’autostrada Siracusa-Modica-Gela, lunga oltre 130 chilometri ma in esercizio soltanto dal capoluogo aretuseo a Modica.
Il piano di risanamento del Cas
Lungo le 52 pagine del piano di risanamento 2026-2028 sono indicate le criticità del Cas e i possibili punti di forza sui quali fare leva per risollevare le sorti del Consorzio. A preoccupare è soprattutto la voce ‘debiti’, che al 2024 ammontava a 250 milioni e 542mila euro, di cui 165 verso i fornitori e 75 verso lo Stato (soprattutto Iva).

La situazione debiti del Consorzio autostrade siciliane
Sui 143,5 milioni di debiti verso i fornitori registrati nel 2023, le manutenzioni straordinarie e gli interventi di riqualificazione pesavano per 93 milioni di euro, mentre le manutenzioni ordinarie per 40 milioni. Nel 2024, i debiti verso fornitori sono aumentati di circa 21,8 milioni: una variazione principalmente riconducibile ad un aumento di circa 20,6 milioni del debito per energia elettrica causato dai maggiori consumi che il Consorzio ha dovuto sostenere a seguito del ripristino degli impianti di illuminazione all’interno di alcune gallerie.
Il costo delle bollette è una delle tante croci del Consorzio, che ha ottenuto un differimento nel pagamento delle forniture. Una possibilità concessa dalla legge che vieta ai provider la sospensione della fornitura di energia per gli enti che svolgono servizi di pubblica utilità. Per i debiti con l’erario, invece, il Consorzio ha ottenuto una rateizzazione che si concluderà nel 2029.
I nunmeri del pedaggio sulle autostrade del Cas
Per risollevare finanziariamente il Consorzio si punta non soltanto sull’aiuto della Regione ma anche sul pedaggio. Il Consorzio autostrade siciliane ad oggi è il decimo operatore in Italia per volume di traffico generato, con circa 1,6 miliardi di veicoli all’anno e un trend in crescita. A questi numeri, però, non corrispondono ricavi adeguati da pedaggio, tra i più bassi del settore. A fronte di una media nazionale di 1,6 euro per chilometro, in Consorzio incassa trenta centesimi.
La bassa incidenza è anche dovuta al fatto che, nel 2023, i ricavi da pedaggio sono arrivati soltanto dalla Messina-Catania e dalla Messina-Palermo. La Siracusa–Gela, nonostante sia attiva dal 2009, non è ancora soggetta a pedaggio ma il piano punta prevede di istituire il pagamento anche per quel tratto autostradale.
Un aumento dei pedaggi, intanto, si è già registrato a seguito dell’inchiesta della procura di Termini Imerese, nata dalla denuncia del Consorzio. Scoperti alcuni dipendenti infedeli che sarebbero riusciti ad appropriarsi di una parte degli incassi: 266 gli episodi contestati. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, ha annunciato all’Ars che già nel mese di giugno si è registrato un notevole incremento degli incassi rispetto allo stesso periodo del 2025. Ulteriore linfa, inoltre, dovrebbe arrivare dalla concessione di alcune aree destinate al fotovoltaico a partire da metà 2027. Secondo il piano, da questo investimento potrebbero arrivare introiti per 2,5 milioni di euro all’anno.

Lombardo: “Al Cas perdite senza controllo”
Lombardo e Tomarchio, però, lanciano l’allarme sui conti. “Il piano di risanamento approvato dal Cas descrive una situazione che non può essere sottovalutata – afferma Lombardo -. Se oggi il Consorzio è costretto a predisporre un piano di riequilibrio economico-finanziario superiore ai cento milioni di euro significa che, negli ultimi anni, qualcosa non ha funzionato. Si sono accumulate perdite senza un adeguato controllo“.
Tomarchio: “L’Ars ha il dovere di controllare i conti del Cas”
Sulla stessa linea Tomarchio. “Il piano di risanamento del Consorzio per le autostrade siciliane disegna un quadro che non consente di restare in attesa – evidenzia -. Se oggi si rende necessario un intervento di riequilibrio di oltre cento milioni di euro, vuol dire che la gestione ha mostrato profonde fragilità. L’Ars deve esercitare la sua funzione di controllo fino in fondo“.

