Dal set dei grandi film al carcere | La parabola dei Castagna - Live Sicilia

Dal set dei grandi film al carcere | La parabola dei Castagna

Visconti, Pasolini, De Sica, Coppola: sono alcuni dei maestri del cinema con cui hanno lavorato.

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PALERMO – Enzo Castagna, il “signor Enzo”, se ne andava in giro sul set fra Diane Keaton e Al Pacino. Erano i giorni in cui l’agenzia di Castagna piazzava comparse sul set del Padrino parte III.

Luchino Visconti, Pierpaolo Pasolini, Vittorio De Sica, Francis Ford Coppola, Francesco Rosi, Damiano Damiani, quando un grande regista sceglieva Palermo per un set le comparse erano quelle del “signor Enzo”.  Nella sua agenzia di pompe funebri reclutava pure la manovalanza da impiegare durante le riprese. Lavori di fatica che qualcuno doveva pur fare. Enzo Castagna godeva di una grandissima popolarità come accade a chi dà lavoro in una terra che muore di disoccupazione. Non poteva sfuggire a quei geni di Ciprì e Maresco che gli dedicarono un documentario dal titolo “Enzo, domani a Palermo”.

Quando il signor Enzo finì sotto inchiesta il testimone passo ai figli che dal padre hanno ereditato mestiere e guai. Tommaso e Gaetano Castagna sono stati condannati dalla Cassazione a pene pesanti per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Si erano presentati sul set de “Il Segreto dell’Acqua”, prodotta da Magnolia.

“Domani puoi chiamare il reggimento dei carabinieri… ti faccio vedere io – diceva minaccioso Tommaso Castagna -. Noi siamo come la Cina, siamo tremila i Castagna. Arrestano a me e ci sono i miei parenti, i miei amici. Hai capito? Del carcere non ci spaventiamo”. Il fratello Gaetano rincarava la dose. Era pronto a riempire di macchine la zona del ciak. Alla fine trovarono entrambi lavoro sul set, ma finirono pure in carcere e poi sotto processo.

Lunedì sera sono sono stati condannati dalla Cassazione, proprio come Saverio D’Amico che nel film di Ciprì e Maresco raccontava quanto difficile era condurre migliaia di comparse “in assenza del grande capo”. Enzo Castagna, durante le riprese del documentario, era finito agli arresti domiciliari.

 


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