molto interessante e utile questa autorevole riflessione. Il problema è che quando si arriva a un referendum come questo diventa complicato scegliere. Le ragioni degli schieramenti quasi sempre finiscono con sminuire il valore che i nostri costituenti avevano dato a questo istituto della nostra carta costituzionale per fare prevalere logiche di parte e di bottega. E per un tema come questo piuttosto che scaricare sul cittadino comune una scelta - a cui peraltro non intendo sottrarmi -, ci vorrebbero legislatori autorevoli e qualificati.


Un opera dal pesantissimo impatto ambientale in un area tra le più a rischio sismico del mondo, sede di faglia, sicuramente non prioritaria rispetto al gravissimo ritardo in materia di infrastrutture della Sicilia e del meridione in generale e la cui realizzazione è un autentico salto nel buio, una azzardata scommessa dove però a differenza di ogni scommessa che per definizione è un patto, una sfida fra due o più persone, nel caso del Ponte a rischiare è solo il committente. Il Decreto Ponte, infatti, come sottolineato dal presidente dell’ANAC, avv. Giuseppe Busia, non vincola l’azienda costruttrice sui tempi di realizzazione, i costi e assunzione di tutti i rischi, leggasi obbligo di risultato. Un vero e proprio contratto capestro dove a rischiare è solo uno, il committente, le tasche dei contribuenti. Mi pare follia allo stato puro.
Sammartino vive sulla luna mi sa. Lista di attesa nella sanità “quasi azzerate”. Di azzerato vedo solo la percezione della realtà. Il ponte è un’opera inutile e anacronistica e non si farà mai per svariati motivi. Se ne facciano una ragione.
Ecco cari Sigg. che sbraitano contro il ponte , questa è la Sicilia che VOI meritate, senza progetti, senza futuro. Per voi basta solo galleggiare
Il referendum deve essere circoscritto tra Siciliani e Calabresi. Sarebbe la scelta più appropriata. La sanità è la priorità assoluta. Ce ne accorgiamo quando andiamo a sbattere. La sanità non è garantita. La politica pensi alle priorità. Il ponte è fuori dal tempo.