"Precari, contrattisti a rischio| Serve un confronto con Roma"

“Precari, contrattisti a rischio| Serve un confronto con Roma”

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Giuseppe Badagliacca, segretario del Csa Palermo (nella foto): "Bisogna continuare questa azione di pressing al Governo nazionale affinché si possa trovare un percorso risolutivo".

PALERMO – “Dopo la manifestazione dell’11 dicembre e il documento congiunto di tutte le organizzazioni sindacali, del Governo Regionale e di Anci Sicilia di richiesta di convocazione in commissione bilancio presso il Governo Nazionale, di fatto si è riusciti a strappare l’ennesima proroga spostando la scadenza al 31 dicembre del 2016.

Ovviamente, a parte i Comuni che non hanno problemi finanziari e che possono prorogare, di fatto oggi sono a rischio tutti quei contrattisti che si trovano presso le amministrazioni in dissesto o in disequilibrio finanziario, condizione quest’ultima che alla data odierna non gli consente di potere rinnovare nessun contratto”. Lo dichiara Giuseppe Badagliacca, Segretario Provinciale del Csa, che denuncia l’inizio di un percorso sempre più difficoltoso “perché mette a rischio i servizi dei tanti comuni siciliani che non potranno continuare a essere garantiti come la polizia locale, i servizi cimiteriali e tantissimi altri servizi pubblici. E’ ovvio che a fine anno non si poteva sperare di ottenere più di tanto, ma il Csa – continua Badagliacca – si è già attivato con la segreteria nazionale del Csa per continuare questa azione di pressing al Governo nazionale, affinché si possa trovare un percorso risolutivo per evitare di arrivare a fine anno 2016 ed elemosinare l’ennesima proroga, e cercare di ottenere da subito in sinergia con il Governo siciliano la proroga per quei comuni che sono impossibilitati a farla.

Questo fronte unito per la prima volta – conclude Badagliacca – deve continuare avviando, come già richiesto nel documento inviato a Roma, un confronto serrato sin dal mese di gennaio 2016 tra Sindacati, Anci, Governo Regionale e Governo Nazionale per consentire di porre fine al sistema del precariato in Sicilia”.

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