PALERMO – Sono stati convocati per mercoledì prossimo. Dopo il vice presidente della commissione regionale antimafia Bernadette Grasso, i pm sentiranno come persone informate sui fatti anche Giuseppe Cuccì e Giancarlo Niutta, direttore generale e amministrativo dell’Asp di Messina. Dovranno dare la loro versione su quelle che la Procura di Palermo definisce “pressioni” ricevute da Salvatore Iacolino.
Iacolino, per ultimo approdato alla direzione generale del Policlinico messinese, è stato dirigente della pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute. Ed è proprio mentre ricopriva questo ruolo che, secondo l’accusa, “si adoperava sollecitando con insistenza i direttori generale e amministrativo dell’Asp di Messina”.
Cuccì e Niutta sarebbero entrati in gioco nella procedura di accreditamento in favore della società Arcobaleno srl di Giovanni Aveni con sede a Milazzo. Aveni è un imprenditore legato a Carmelo Vetro ed è grazie a lui che Vetro, mafioso e massone, avrebbe spostato i suoi interessi economici su Messina. Stavano cercando di attuare la “revoca dell’accreditamento regionale alla Anfiled Onlus Sezione di Messina, facente capo ad un soggetto entrato in contrasto con Aveni e Vetro”.
I pm di Palermo scrivono che “Vetro ha ricondotto espressamente, nel corso di una intercettazione, la totale disponibilità dello Iacolino anche a passati finanziamenti ricevuti da quest’ultimo in precedenti campagne elettorali”.
Non è tutto perché “il pregiudicato mafioso ha offerto al pubblico ufficiale la possibilità di segnalare persone da assumere in azienda attiva nell’area del messinese e Iacolino dal suo canto, ha accettato l’offerta veicolando tale opportunità di segnalazione alla vice presidente della Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia, Bernardette Grasso, che ha poi interloquito direttamente con il Vetro per l’indicazione delle persone da assumere”. Circostanza confermata da Grasso che però ha spiegato che non conosceva il passato di Vetro e si era fidata di Iacolino.
Dell’attivismo di Iacolino sarebbe rimasta traccia nelle conversazioni intercettate. Il manager insisteva con Cuccì affinché mandasse una “nota” necessaria per l’accreditamento della Arcobaleno dietro cui ci sarebbe il boss di Favara. Accreditamento che arrivò lo scorso ottobre.
Iacolino e Vetro parlavano di affari e campagne elettorali. Alle Europee del 2024 per esempio il manager ha appoggiato l’assessore di Forza Italia, Edy Tamajo. Ed è di campagne elettorali che si parla anche nel decreto di perquisizione notificato a Iacolino nei giorni scorsi. Uno dei filoni di indagine sull’imprenditore e massone.

