CATANIA – La Cisal Catania chiede le dimissioni dell’attuale Consiglio di amministrazione della Sac, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso. La richiesta è contenuta in una nota firmata dal segretario provinciale Giovanni Lo Schiavo (in foto), che critica la gestione della società e il percorso di privatizzazione avviato dagli enti pubblici soci.
Secondo Lo Schiavo, “l’attuale Consiglio di amministrazione dovrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di rassegnare le dimissioni”, una valutazione che il sindacato sostiene essere “fondata su fatti documentati e verificabili”.

Nel dettaglio, la Cisal richiama alcuni dati economici della società. “Il bilancio 2025 certificato da KPMG registra un EBITDA in calo del 17% rispetto all’anno precedente e un utile netto di 8,1 milioni di euro su 112 milioni di ricavi, uno dei margini più bassi tra gli aeroporti italiani comparabili. L’aeroporto di Comiso ha perso il 48% del traffico in un anno e sopravvive grazie ai sussidi pubblici”, afferma Lo Schiavo.
Il segretario provinciale punta inoltre l’attenzione sul percorso di privatizzazione della Sac. “Le regole di governance successive alla cessione sono state deliberate il 16 giugno e comunicate soltanto agli offerenti privati, non ai lavoratori, ai sindacati e ai cittadini”, sostiene.
Nella nota viene richiamata anche la posizione del commissario della Camera di commercio del Sud Est Sicilia. Secondo Lo Schiavo, “il commissario opera oltre i termini di legge con competenze contestate”, richiamando la segnalazione presentata all’Autorità nazionale anticorruzione dal senatore Antonio Nicita.
La Cisal evidenzia inoltre di avere trasmesso, insieme a LEGEA, una nota protocollata il 22 giugno con la richiesta di chiarimenti sulla governance, sulla prospettata fusione tra Sac e Sac Service e sulle garanzie occupazionali fino al 2049. “La richiesta prevedeva una risposta entro quindici giorni, ma è rimasta senza riscontro. Questi non sono opinioni: sono dati di bilancio, atti pubblici e silenzi istituzionali documentati”, afferma Lo Schiavo.
Secondo il sindacato, “una società interamente a capitale pubblico ha obblighi di trasparenza, partecipazione e accountability superiori a quelli di una società privata” e tali principi “non sarebbero stati rispettati”. Per la Cisal, il percorso di privatizzazione sarebbe stato condotto “nell’opacità, senza un confronto serio con le istituzioni territoriali, senza tutele definite per i lavoratori e senza un prezzo minimo verificabile nell’interesse dei soci pubblici”.
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Lo Schiavo aggiunge che “la privatizzazione della Sac, così come è stata gestita dall’attuale governance, sta creando scetticismo e forti tensioni tra le istituzioni”. Da qui la richiesta di un passo indietro del Consiglio di amministrazione. “In questa situazione, le dimissioni dell’attuale Cda rappresenterebbero l’unico atto coerente con la salvaguardia dell’immagine pubblica della società e con la tutela dell’interesse collettivo, a partire da quello delle centinaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento degli scali di Catania e Comiso”, conclude il segretario provinciale della Cisal Catania.
Il sindacato ribadisce infine la propria disponibilità “a un confronto costruttivo con qualsiasi governance che voglia instaurare un rapporto trasparente e rispettoso con le organizzazioni sindacali e con il territorio”.




