CATANIA – Come era prevedibile i boss di Catania, chiamati a deporre nel processo sull’omicidio di Gino Ilardo, hanno deciso di non sottoporsi all’esame. Marcello D’Agata, Vincenzo Aiello, Santo Battaglia e Orazio Privitera erano i nomi di “peso” della mafia catanese che erano stati citati per poter fornire chiarimenti su alcune dichiarazioni dei collaboratori di giustizia rese durante il lungo processo che vede imputati Benedetto Cocimano, Vincenzo Santapaola, Maurizio Zuccaro e Giuseppe Madonia. I santapaoliani e il padrino della famiglia di Caltanissetta, nonchè cugino di Luigi Ilardo, sono accusati di essere (ognuno con un preciso ruolo) mandanti, organizzatori ed esecutori dell’agguato del 10 maggio 1996 in via Quintino Sella a Catania. Un errore invece per la citazione di Alfio Aiello, appartenente ai Cursoti: per un caso di omonimia è stato organizzato il collegamento con Alfio Aiello, fratello del capomafia dei Santapaola Enzo. Un “disguido” che sarà risolto nel corso della prossima udienza fissata per il 16 dicembre nel corso della quale la Corte d’Assise presieduta dalla Castagnola scioglierà la riserva su un’acquisizione documentale.
Si sono conclusi invece gli esami di Giuseppe Madonia, difeso dall’avvocato Francesco Antille, e Maurizio Zuccaro, difeso dall’avvocato Giuseppe Rapisarda. I due imputati hanno risposto alle domande del pm Pasquale Pacifico e delle difese. Da una parte Maurizio Zuccaro tenta di far pesare nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Santo La Causa ed Eugenio Sturiale l’astio che proverebbero nei suoi confronti, dall’altro Giuseppe Madonia ha cercato di precisare che tra lui e la famiglia del cugino di Gino Ilardo non vi sarebbero mai state tensioni, anzi vi sarebbe stato un rapporto abbastanza sereno. Nulla di importante è emerso dalle parole di Sebastiano Mascali.
La Presidente Castagnola ha serrato i ritmi del processo affinchè si possa concludere entro quattro mesi. Calendarizzate le date per la requisitoria del pm e le arringhe dei difensori. A fine gennaio discuterà il sostituto procuratore Pasquale Pacifico, mentre a febbraio si svolgeranno due udienze dedicate ai difensori degli imputati. Entro marzo potrebbe, dunque, arrivare la sentenza.

