PALERMO – L’emergenza cenere provocata dall’eruzione dell’Etna tiene sotto scacco l’aeroporto di Catania da oltre una settimana e così l’ipotesi di un nuovo scalo in Sicilia torna al centro del dibattito. Ad aprire le danze è stato il ministro della protezione civile, Nello Musumeci: “Già nel 1999, da presidente della Provincia di Catania, avevo evidenziato i limiti di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata all’Etna”, ha ricordato Musumeci che inserì la proposta di delocalizzazione dello scalo nel piano territoriale provinciale.
La Sicilia e il sogno di un nuovo aeroporto
Ne nacque anche uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella piana tra Catania ed Enna ma “quella mia idea – ha preso atto Musumeci – non trovò sostegno”. L’ex presidente della Regione ha così sollecitato una nuova riflessione sul tema ma la nascita di un quinto aeroporto siciliano, senza considerare gli scali di Lampedusa e Pantelleria, è un sogno non nuovo. Secondo questa visione i tandem Palermo-Trapani e Catania-Comiso non sarebbero sufficienti.
I progetti di due nuovi aeroporti
Due, in particolare, le aree della Sicilia dove da qualche tempo si cerca di avviare l’iter per la nascita di un nuovo aeroporto: la provincia di Agrigento e la valle del Mela, lungo la fascia tirrenica della provincia di Messina. Due iniziative diverse per genesi: la prima è legata ad un iter con il classico intervento pubblico, la seconda più vicina all’iniziativa privata. Il caos provocato dall’emergenza cenere a Catania, con Fontanarossa chiuso almeno fino a Ferragosto, ha riportato interesse sui due progetti che però, al momento, restano sulla carta mentre spunta anche una terza proposta: un aeroporto nell’area di Catenanuova-Dittaino, in provincia di Enna.
L’aeroporto Valle dei Templi di Agrigento
Ad Agrigento il sogno di un aeroporto che possa servire la parte centro-meridionale dell’Isola viene portato avanti dal deputato di Fratelli d’Italia Calogero Pisano. Il primo passo è stato l’inserimento della possibilità di realizzazione dello scalo nel decreto Sud del 2023. L’Articolo 8 bis del decreto, creato con un emendamento di Pisano, parla infatti di “strutture strategiche per l’area centro-meridionale della Sicilia”.
Il percorso è poi continuato con l’inserimento dell’aeroporto di Agrigento nel Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035. Sul documento – redatto da Enac in collaborazione con la Direzione generale per gli aeroporti, il trasporto aereo e i servizi satellitari del ministero delle Infrastrutture e trasporti – un breve cenno alla possibilità di realizzare l’aeroporto. “Potrà essere effettuata una valutazione politico-istituzionale sulla realizzazione di un nuovo scalo nell’area di Agrigento qualora se ne dimostrasse la sostenibilità economico-finanziaria”, si legge.
Il progetto di massima dell’aeroporto ‘Valle dei templi’, che dovrebbe sorgere tra Palma di Montechiaro e Licata, è stato realizzato dal Libero consorzio di Agrigento, e lo studio di fattibilità con il business plan sono firmati dalla società ‘Kpmg’. Il potenziale dello scalo si aggirerebbe tra i 2,5 e i tre milioni di passeggeri all’anno. L’iter, in questo momento, è fermo al ministero dell’Ambiente per le procedure Via/Vas.
Schifani: “Tema che merita attenzione”
Sul progetto c’è anche l’attenzione da parte della Regione. “Si tratta di un tema certamente rilevante per il territorio, che merita di essere affrontato con la dovuta attenzione, attraverso una programmazione basata su dati concreti”, ha affermato recentemente il governatore Renato Schifani.
Pisano: “Agrigento merita di sviluppare il suo turismo”
“Siamo ad un punto molto avanzato dell’iter – dice Pisano -. Bisogna prendere atto dell’esigenza di un’area importante della Sicilia, come quella centro-meridionale, di sviluppare al meglio il proprio settore turistico e commerciale. L’aeroporto non è un capriccio: Agrigento ha la valle dei templi, un grande catalizzatore di visitatori che merita di essere valorizzato al massimo”.

Nella valle del Mela l’Aeroporto del Mediterraneo
A poco meno di 300 chilometri a nord-ovest, però, c’è un altro progetto di aeroporto che cerca di ‘decollare’: quello della valle del Mela, ribattezzato ‘Aeroporto intercontinentale del Mediteraneo’. L’idea, questa volta, arriva da una società, la ‘Sciara Holding Ltd’, che ha sede a Londra e che ha progettato uno scalo nella piana tra Milazzo, Merì e Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese.
Nelle scorse ore il ceo dell’azienda, Fabio Bertolotti, è tornato alla carica annunciando “l’avvio ufficiale della fase di manifestazione di interesse relativa alle aree e agli immobili situati nei territori dei Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Milazzo”. Il maanger ha poi aggiunto: “La Sciara Holding da mesi, ha depositato e protocollato, anche come soluzione tecnica, tutelandola quindi sotto ogni diritto, tutta la documentazione utile, terminando l’iter burocratico di propria competenza, dimostrando la rilevanza strategica internazionale e la piena sostenibilità economica e ambientale dell’aeroporto”.
“Il progetto – ha sottolineato ancora Bertolotti – ha riscosso l’interesse concreto degli enti preposti e della stessa cittadinanza; la fase di acquisizione preventiva delle aree nelle quali sorgerà la struttura è già iniziata con un’ottima disponibilità da parte dei proprietari finora raggiunti”. Nel febbraio di quest’anno lo stesso Bertolotti aveva lanciato la previsione: “Se tutto va come previsto, tra due anni e mezzo inaugurazione e primo volo”.
Sul sito della società, intanto, alcuni dettagli del progetto, che prevede anche un’area commerciale con 310 negozi e un centro congressi. All’interno è previsto anche un polo logistico per lo stoccaggio merci e la filiera del fresco.
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L’idea di un aeroporto a Enna
Ai progetti di Agrigento e Messina si aggiunge ora anche una terza proposta, rilanciata dal deputato regionale del Pd Fabio Venezia e dalla parlamentare nazionale dem Stefania Marino: uno scalo tra Catenanuova e Dittaino, dove già esiste un centro commerciale.
Venezia ha invitato il governo regionale ad attivare tutte le procedure per l’affidamento dell’incarico dello studio di fattibilità. Marino, invece, ricorda che l’idea risale al 2008, con l’allora senatore Pd (oggi sindaco di Enna), Mirello Crisafulli: “Non si tratta di sostituire Catania, ma di affiancarlo con un’infrastruttura strategica, capace di garantire collegamenti e continuità operativa anche nelle emergenze”, dice.




