La frana di Niscemi, Harry e l'Etna: l'annus horribilis della Sicilia

Niscemi, Harry, l’Etna e non solo: l’annus horribilis della Sicilia

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Un 2026 nero per l'Isola

PALERMO – Dal dramma di Niscemi ai danni economici provocati dall’eruzione dell’Etna, passando per il devastante ciclone Harry, il grande caldo con gli immancabili incendi e il colpo al cuore della cultura: il furto delle tavole di Antonello da Messina dal museo regionale Accascina di Messina. Il 2026 rischia di passare alla storia come l’annus horribilis per la Sicilia.

A Niscemi la prima crisi del 2026

Il calendario segna il 16 gennaio quando si palesa la prima crisi del 2026. Lo scenario è l’altopiano collinare sul quale poggia Niscemi. La frana che si manifesta inizialmente nell’area a ridosso della parte occidentale del centro abitato non richiama l’attenzione dei media ma dopo dieci giorni tutta Italia finirà per conoscere questa cittadina di oltre 24mila abitanti in provincia di Caltanissetta.

La frana di Niscemi

Il 25 gennaio, infatti, si riattiva il fronte di una vecchia frana del 1997 a ridosso della parte sud del centro abitato, con un fronte iniziale di oltre due chilometri che si svilupperà poi fino a quasi cinque chilometri. Un intero quartiere, il Sante Croci, finisce in zona rossa.

frana di Niscemi
La frana di Niscemi

Sono giorni drammatici, con a poggia incessante che non consente la stabilizzazione della frana. Per giorni si assiste impotenti al crollo delle case e dei sogni di quei niscemesi che in quelle abitazioni avevano investito i propri risparmi e che hanno dovuto lasciare ogni cosa per mettersi in salvo. La sera di lunedì 9 febbraio crolla anche la croce in marmo del quartiere che per giorni era rimasta in bilico sul ciglio della frana e che era diventata simbolo di resistenza e speranza per la comunità di Niscemi.

croce di Niscemi
Frana di Niscemi, la croce poi crollata

Il ciclone Harry devasta la Sicilia

A distanza di mesi la frana si è fortunatamente assestata, la zona rossa si è ridotta e Niscemi è tornata a vivere. Sono arrivati gli aiuti della Regione tramite il Fondo Sicilia gestito da Irfis e agli inizi di agosto il capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, ha firmato l’ordinanza che regola l’erogazione dei contributi destinati ai proprietari degli immobili distrutti o danneggiati.

L’importo dei contributi sarà determinato facendo riferimento ai valori immobiliari dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. Le somme potranno essere utilizzate per acquistare terreni alternativi già individuati dagli strumenti urbanistici comunali oppure altri immobili disponibili.

In quel drammatico gennaio 2026, però, la Sicilia torna a fare i conti anche con la violenza della natura. Il ciclone mediterraneo Harry colpisce soprattutto, ma non solo, la costa orientale della Sicilia e i danni sono incalcolabili. Ferrovie saltate, strade litoranee che non esistono più e onde record che in mare aperto superano i 16 metri d’altezza. VIDEO

Lo scenario, passata l’emergenza, è di guerra. Anche in questo caso arriveranno gli aiuti della Regione e dello Stato per cercare di salvare soprattutto il comparto turistico, con centinaia di attività lungo la costa costrette a ripartire il più in fretta possibile per non perdere la stagione balneare 2026.

danni ciclone Harry a Taormina
I danni del ciclone Harry a Taormina

Gli interventi della Regione per Niscemi e Harry

Gli interventi della Regione per Niscemi e Harry si articolano in due fasi: per le sole imprese danneggiate vengono messi in campo complessivamente 43 milioni di euro. Nella prima fase, quella degli aiuti immediati per circa 25 milioni, sono stati garantiti contributi fino a ventimila euro (tutti già erogati) per oltre 1.400 pratiche. Nella Fase 2 l’intervento ha riguardato gli investimenti per consentire la ripartenza delle aziende: 18 milioni di euro per circa novanta pratiche. “Uno sforzo, quello del governo Schifani, che riguarda sua le risorse stanziate che i tempi di erogazione”, sottolineano dalla Regione.

Incendi ed Etna, le due emergenze dell’estate siciliana

Dall’inverno all’estate, con altre due emergenze: la prima, quella del gran caldo che innesca anche la solita corsa contro gli incendi, e la seconda, rappresentata dall’Etna che in pieno agosto dà spettacolo e blocca per dieci giorni l’aeroporto di Catania.

Incendi, in Sicilia danni per 50 milioni

Tra luglio e i primi giorni di agosto la Sicilia torna a bruciare. Le alte temperature e il vento aiutano le fiamme che devastano intere aree delle province di Agrigento, Palermo e Trapani. Una prima stima, ancora in aggiornamento da parte della Regione, parla di danni per circa cinquanta milioni di euro. Dal 15 luglio al 6 agosto sono stati complessivamente 8.059 gli interventi di spegnimento e pattugliamento effettuati in tutta la Sicilia da vigili del fuoco, Corpo forestale della Regione e Protezione civile.

Incendio Castronovo
Incendio a Castronovo di Sicilia (Palermo)

La morte di un vigile del fuoco a San Cataldo

Nella provincia di Agrigento colpiti i Comuni di Cammarata, Santo Stefano Quisquina e Bivona. A San Cataldo un vigile del fuoco, Alessandro Marchì, viene colto da infarto durante le operazioni di spegnimento degli incendi e muore. In provincia di Palermo il terrore delle fiamme circonda per diverse ore Pioppo, frazione di Monreale, mentre a Salemi, le fiamme divoreranno una parte consistente del polmone verde della provincia di Trapani, montagna Grande.

Alessandro Marchì vigile del fuoco
Alessandro Marchì, il vigile del fuoco morto a San Cataldo

La giunta regionale, intanto, approva la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale per un anno, stanziando un primo pacchetto di interventi da 25 milioni di euro: 15 milioni destinati agli interventi di Protezione civile, dieci ai ristori per i danni alle imprese agricole.

L’emergenza cenere provocata dall’Etna e i caos voli

Agosto è di fatto un mese nero per la Sicilia, come la cenere dell’Etna che per oltre una settimana blocca i voli a Fontanarossa. Lo scalo non è ancora ripartito a pieno regime ma quelli antecedenti al Ferragosto sono giorni di inferno per i viaggiatori, costretti ad estenuanti attese in aeroporto o a lunghi e costosi trasferimenti da e verso gli scali di Palermo e Trapani.

Catania, caos voli e polemiche

Tutto questo mentre dilaga la polemica politica sull’utilizzabilità di Comiso come scalo alternativo e fioccano proposte per nuovi aeroporti. Il ministro della Protezione civile Nello Musumeci rigetta sul tavolo la proposta di una delocalizzazione di Fontanarossa più a ovest, lontano dal gioco dell’Etna, ma l’idea non entusiasma più di tanto. Lo stesso sindaco di Catania, Enrico Trantino, compagno di partito di Musumeci in FdI, risponderà tiepido: “Un nuovo aeroporto al posto di Fontanarossa? Si tratta di un tema di cui si è discusso in passato ma non è mai stato fatto uno studio di fattibilità: siamo a meno dell’anno zero”. C’è di mezzo anche un processo di privatizzazione della Sac, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Una parte del centrodestra spinge per accelerare, un’altra, soprattutto il Mpa, frena.

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Furto al museo, rubate opere di Antonello da Messina

Messina, il crollo della palazzina nel rione Pistunina

Il 30 luglio una nuova tragedia sconvolge la Sicilia. A Messina, nel rione Pistunina, il crollo di una palazzina di tre piani. Dopo giorni di ricerche, i vigili del fuoco hanno concluso gli scavi: trovati anche resti umani che devono essere identificati tramite l’analisi del Dna. Il bilancio ufficiale è di quattro morti e due dispersi.

Crollo palazzina Messina
Il crollo di Messina

L’ultimo colpo di coda dell’estate arriva a cavallo di Ferragosto. Al Museo regionale interdisciplinare di Messina vengono rubate quattro opere attribuite ad Antonello da Messina. Si tratta di tre tavole appartenenti al Polittico di San Gregorio e di una tavoletta bifronte custodita all’interno di una teca blindata. Il colpo sarebbe stato commesso da almeno tre persone a volto coperto, che avrebbero tranciato una parte della ringhiera dell’ingresso secondario del museo. Dalle indagini emerge il sospetto di un basista.


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