Proteggere i boschi di Cibali |La proposta di Legambiente

Proteggere i boschi di Cibali |La proposta di Legambiente

Due boschi di querce, di particolare importanza naturalistica, all'interno del popoloso quartiere.

sezione di Catania
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CATANIA – Nei giorni scorsi Legambiente Catania ha presentato al Consorzio “Centro Direzionale Cibali” le proprie proposte in merito alla consultazione pubblica avviata per la “raccolta e la selezione di proposte di utilizzo” delle aree che attualmente sono di proprietà di detto Consorzio nel quartiere Cibali. Legambiente Catania, già negli scorsi anni, aveva evidenziato l’importanza naturalistica e culturale di questa area, in cui sono miracolosamente presenti due lembi di bosco di querce in buono stato di conservazione, e chiesto al Comune di Catania, alla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali, all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Catania e al Comitato Forestale Regionale di avviare provvedimenti di individuazione dei beni e di conseguente tutela e utilizzo pubblico. 

Qui di seguito si riporta per intero la proposta formulata al Consorzio da parte di Legambiente Catania. 

Interesse dell’area. L’area in questione, nonostante l’antropizzazione circostante e i notevoli fattori di degrado legati ad attività antropiche spesso illegittime, riveste interesse naturalistico e culturale per la città di Catania per i seguenti motivi. Presenta lembi di vegetazione boschiva delle basse quote etnee caratterizzati da querceti caducifogli con copertura arborea e arbustiva superiore al 50%, tale da far rientrare questi lembi nella classificazione di bosco di cui alla L.r. 16/1996. È ampiamente noto che, purtroppo, queste formazioni boschive sono ormai quasi del tutto scomparse a causa dell’urbanizzazione e dell’intenso sfruttamento agricolo lungo le pendici dell’Etna; ritrovare lembi a bosco con superfici significative all’interno di un grosso centro urbano, dovrebbe essere ritenuto, anche dai pianificatori meno attenti alle problematiche di conservazione, motivo di assoluta considerazione. Formazione vegetali come queste assumono importanza anche per la tutela della fauna, rappresentando siti di rifugio per numerose specie di Vertebrati e di uccelli in particolare. La tutela della biodiversità passa anche attraverso la conservazione di aree naturali di piccola estensione, soprattutto se collegate attraverso opportune reti ecologiche.

Medesime considerazioni di cui al punto precedente sul valore culturale possono essere espresse riguardo alla presenza di formazioni laviche storiche che gradualmente stanno scomparendo quasi del tutto dalla città di Catania con assoluta indifferenza; in questa area le colate laviche, diversificate e ben conservate, sono impreziosite dalla colonizzazione di tutte le successioni della copertura vegetale, dai licheni sino al bosco. Andrebbe inoltre accertata la presenza, anche questa di eccezionale interesse, di grotte di scorrimento lavico.

Di notevole rilievo è, infine, la presenza di beni etno – antropologici legati alle tradizionali attività agricole (manufatti per l’irrigazione, terrazzamenti e stradelle in pietra lavica, …); anche in questo caso la presenza in un ambiente urbano dovrebbe incentivare la pronta individuazione di misure di tutela e valorizzazione piuttosto che la loro cancellazione.

Proposta di utilizzo compatibile dell’area

Qualunque ipotesi di trasformazione e utilizzo di una vasta aree con caratteristiche di naturalità sopravvissuta alla cementificazione in un contesto urbano non può prescindere dalla considerazione dei valori sopra elencati. L’accresciuta sensibilità, l’affermazione di strategie di sviluppo realmente compatibili con i valori culturali ed ambientali di un territorio, dovrebbero allontanare ipotesi di trasformazione ormai obsolete che, se a parole tutelano “il verde”, di fatto trasformano, nella migliore delle ipotesi, un bene naturale in un insieme di grandi aiuole artificiali a servizio di insediamenti residenziali.

Per tali motivi questa Associazione ritiene inaccettabile la proposta di trasformazione dell’area contenuta nello “Studio di Prefattibilità sul Comprensorio “Susanna” nel quartiere Cibali” di Comune di Catania e Consorzio Centro Direzionale Cibali e fornisce, invece, le seguenti indicazioni per una ipotesi di trasformazione che tuteli veramente il territorio.

 

Tutela progressiva in base al valore naturalistico – culturale delle parcelle di territorio. Un’area in condizioni di naturalità, pur se parzialmente deteriorata dall’intervento antropico, non può essere considerata alla stessa stregua di un’area libera in cui impiantare, a capriccio dell’agronomo più o meno competente, specie che più si adattano alle esigenze climatiche e pedologiche. Questo concetto, purtroppo, non trova ancora la dovuta considerazione e applicazione che merita. Nel caso in esame la tipologia di maggiore interesse è quella rappresentata dalle colate laviche colonizzate dal bosco.

Mantenimento, per quanto possibile, della continuità dei territori in condizioni di naturalità. La frammentazione ambientale, come noto ormai da decenni, è la causa principale di deterioramento ambientale e della perdita di biodiversità.

Le aree con caratteristiche di bosco, anche se parzialmente deteriorate, vanno mantenute nella propria estensione ed integrità e valorizzate in quanto tali. Tali aree potrebbero assumere anche la funzione di “bosco sociale”, già proficuamente sperimentata in città quali Ferrara, per lo sviluppo di progetti partecipati di educazione ambientale.

Consentire la trasformazione edilizia soltanto delle aree marginali al nucleo centrale naturale e prossime alle aree già urbanizzate e alle arterie stradali. Nuove edificazioni possono essere consentite in quelle porzioni ove non compromettano il mantenimento dei valori naturali e l’uso sociale del territorio. Peraltro, la contiguità con aree già dotate di urbanizzazioni riduce i costi di realizzazione e, di conseguenza, consente di destinare all’uso pubblico maggiori territori.

Questa Associazione, sulla base delle considerazioni e dei criteri esposti, ha elaborato una perimetrazione dell’area di interesse, individuando due differenti tipologie.

Verde pubblico con prioritaria finalità di tutela naturalistica. Si tratta delle due aree con le caratteristiche a bosco che andrebbero mantenute nella loro assoluta integrità. In tali aree si ritengono ammissibili:

interventi di miglioramento dell’assetto naturale, la rimozione di fattori di deterioramento ambientale e lievi interventi di restauro ambientale, la realizzazione di sentieri pedonali utilizzando le tracce già esistenti. Area di interesse ambientale da sottrarre a trasformazioni edilizie. È l’area più vasta che include le precedenti due aree “Verde pubblico con prioritaria finalità di tutela naturalistica” nonché rimanenti territori circostanti privi di costruzioni in cui non consentire trasformazioni edilizie del territorio. In tale area, in particolare, si ritengono ammissibili:

interventi di miglioramento dell’assetto naturale,

la rimozione di fattori di deterioramento ambientale e la realizzazione di interventi di restauro ambientale, la realizzazione di percorsi pedonali, ciclistici e sportivi utilizzando le tracce già esistenti che svolgano funzione di collegamento anche con aree esterne al comprensorio, la realizzazione di strutture per attività compatibili all’area aperta, l’eliminazione di quei manufatti antropici che, per varie ragioni, appaiono incompatibili con l’uso pubblico dell’area; il mantenimento degli orti esistenti e lo sviluppo di orti sociali.

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