Un ragazzo di 13 anni è morto dopo essere stato punto da una cubomedusa mentre faceva il bagno in mare. La tragedia è avvenuta sabato 1 agosto sulla spiaggia di Ban Fai Thai, nella provincia di Nakhon Si Thammarat, nel sud della Thailandia. La notizia è stata diffusa dall’emittente locale Thai PBS. Dopo il decesso del giovane, le autorità hanno rafforzato i controlli lungo il litorale e lanciato un appello a residenti e turisti, invitandoli alla massima prudenza per il rischio legato alla presenza di questo animale marino, considerato tra i più pericolosi al mondo. Il suo veleno uccide in pochi minuti.
Punto da una cubomedusa a Ban Fai Thai
Secondo le prime ricostruzioni, il tredicenne stava nuotando quando è stato raggiunto dai tentacoli della cubomedusa. L’incidente è avvenuto sulla spiaggia di Ban Fai Thai, località balneare situata a circa 800 chilometri a sud di Bangkok e frequentata soprattutto da turisti thailandesi. Dopo l’episodio, la guardia costiera, le autorità provinciali e il Ministero della Salute hanno intensificato il monitoraggio della costa e predisposto nuove misure di allerta per informare i bagnanti della presenza dell’animale.
Cubomedusa, cos’è e come riconoscerla
La cubomedusa australiana, appartenente al gruppo dei cubozoi, è considerata una delle specie marine più velenose esistenti e vive principalmente nelle acque dell’area indo-pacifica.
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Caratteristiche:
- Ha un corpo quasi trasparente dalla caratteristica forma cubica.
- Dai quattro angoli del corpo partono lunghi tentacoli ricoperti di cellule urticanti.
- In acqua può risultare molto difficile da individuare proprio per la sua trasparenza.
Perché è così letale
- Il contatto con i tentacoli provoca un dolore molto intenso e immediato.
- Il veleno può agire in pochi minuti sull’organismo.
- Nei casi più gravi può compromettere il funzionamento del cuore e del sistema nervoso.
- Le tossine possono provocare arresto respiratorio o cardiaco.
Negli ultimi anni sono stati registrati diversi casi mortali attribuiti alle cubomeduse, considerate tra le creature marine più pericolose del pianeta. Per questo motivo, nelle località dove la loro presenza è documentata, le autorità invitano a seguire scrupolosamente le indicazioni di sicurezza, prestare attenzione agli avvisi esposti sulle spiagge ed evitare di entrare in acqua quando viene segnalato il rischio di incontrare questi esemplari.
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