L’interessante intervento di Giovanni riferito all’articolo “Via i ragazzi dalla strada? Si, con quali risorse?” pubblicato il 4 novembre mi invoglia ad approfondire un tema abbastanza complesso e dibattuto dentro la scuola: il ruolo e l’inserimento delle risorse professionali esterne (i così detti esperti) all’interno delle attività didattiche e formative.
Cominciamo con il chiederci se la scuola ha bisogno di queste competenze aggiuntive.
Sull’importanza dell’apporto di professionalità specifiche e specializzate per la realizzazione di attività laboratori ali non ci sono dubbi. Bisogna, però, fare chiarezza sulle tipologie d’intervento e specialmente sulle relazioni che si instaurano all’interno del contesto scolastico.
Superando le scontate difficoltà economiche, non sempre le scuole sono disponibili a creare sinergie con personale esterno specialmente per interventi in orario/ambito curricolare. Condizione prioritaria è un progetto condiviso, una esplicita richiesta della scuola.
Ci sono una serie di elementi positivi: la possibilità di avere competenze a supporto della didattica (per esempio per un intervento di orientamento); la possibilità di arricchire l’offerta formativa in maniera creativa (per esempio per un supporto all’attività teatrale/musicale); la possibilità di coinvolgere altre professionalità complementari al lavoro dei docenti per dare risposte a ragazzi in difficoltà (per esempio per attività individualizzate); eccetera.
Ma non mancano gli aspetti negativi: i docenti possono sentirsi “scavalcati”; i docenti possono sentirsi “osservati”; non si riesce a mettere in comune competenze e conoscenze; non siamo abituati a progettare insieme (docente ed esperto).
Spesso si ha l’impressione che il bilancio sia in rosso. Se per svolgere un’attività laboratoriale l’esperto richiede il supporto del docente “che conosce i ragazzi” e proprio quello “che sa tenere la classe” oppure sollecita l’intervento del dirigente per prendere provvedimenti nei confronti degli alunni “maleducati” che non riescono a stare nelle regole, allora la scuola tenderà a chiudersi e non riuscirà a cogliere i benefici (anche a fronte di interventi senza oneri).
E’ fondamentale, pertanto, la co-presenza, la massima disponibilità a collaborare, a mettersi in discussione, a condividere esperienze, nella comune consapevolezza che ognuno deve assumere il ruolo che gli compete.
La collaborazione di personalità esterne alla scuola ha molti lati positivi. Ma ne ha anche tanti negativi. E spesso il bilancio che ne deriva è in rosso.
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