Covid, basta con le prediche: servono i soldi - LiveSicilia.it

Quei mesi estivi buttati via per arrivare a questo fallimento

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Commenti

    Ristoriamo gli esercenti al più presto facendo riferimento ai loro redditi dichiarati prima della pandemia

    concordo e aggiungo: prendendo i soldi dalle tasche dei dipendenti pubblici che sono i soli che non perdono mai (forse addirittura vincono)

    Quindi i dipendenti pubblici ioé medici, infermieri e tutti coloro che stanno veramente lottando il Covid, sono VINCENTI?

    Bisognava intervenire su trasporti e sanità territoriale e specifica sul covid. Cosa hanno fatto? Nulla! Basta leggere il comunicato della CIMO per farsi un idea, anche parziale di quello che questo governo regionale non ha fatto in tema sanità. Però il modo e il tempo di destinare al Cefpas 250 milioni di euro di fondi europei lop hanno trovato eccome.
    Sui trasporti, guardo a Palermo: da un lato l’Amat che si porta dietro antichi e nuovi problemi in termini di personali e mezzi. L’AST azienda che da tempo ci ha abituati più a conoscerla per indagini giudiziari che per altro, e l’altro è rappresentato dalla barzelletta della compagnia aerea.
    Il Presidente della regione è nominato Commissario regionale pro covid- perchè non provvede all’acquisto dei mezzi? Perchè ad esempio non mette i mezzi da 18 metri dell’AST a servizio del trasporto urbano, quando gli stessi entrano nel circuito cittadino? Oggi ho preso la metrò, e rispetto a venerdì era pratcamente vuota perchè mancavno gli studenti. Bellissimo risultato, non c’è che dire!!!

    La verita’ è una sola; nessuno credeva che il virus ritornasse con questa
    virulenza.

    Infatti in Svezia stanno benissimo, sarà che VERI numeri del covid sono un mistero? Quanti dei commentatori hanno parenti morti di covid? malati? ricoverati? In fin di vita?

    Quello che allarma e scoraggia è vedere un paese governato a tutti i livelli da una generazione scadente, incolta ed incapace. Non in grado di far fronte ai problemi di un pollaio figuriamoci di una pandemia. Hanno a disposizione dati statistici della prima ondata che sapendo leggere ed interpretare potrebbero indicare provvedimenti mirati , ma evidentemente anche i loro esperti fanno parte di questa geniade decadente. Ed allora cosa fanno? Mandano alla fame comparti produttivi che hanno fatto enormi sacrifici e sono regolamentati, lasciando i veri bacini di trasmissione funzionali al 100% e non regolamentati. Raccontano FUFFE – non danno sostegni… fanno proclami per continuare a mungere nella sola direzione dei loro bassi interessi di tasca. Un intero popolo aveva cavalcato l’onda del M5S partito accozzaglia di culture grezze da formare, ma alle quali si riconosceva la buona fede. Anche questo un fallimento si è consolidato negli anni il grezzume ed il solito opportunismo becero dell’ignoranza e della malafede COMUNE DENOMINATORE. Lasciate in pace la gente che rischia e che lavora sapendo che c’è il nulla al governo di un povero paese.

    Concordo pienamente sullo sfacelo a cui assistiamo

    il giornalismo di inchiesta sui fatti e sui valori praticato da questo Giornale, in questo momento storico drammatico e’ servizio prezioso alla collettivita’.

    A dire il vero, tutto il contenuto di questo articolo su quello che bisognava fare prima, non mi risulta che sia stato pubblicato…prima. A posteriori, come sempre accade, vige il tutti l’avevamo detto.
    P.S. : a proposito e in tema, notizie da Zangrillo, Bassetti e simili?

    hai ragione Vittorio la stampa poteva e doveva dare piu’ spazio a chi paventava i pericoli di una onda successiva ma comunque l’articolo ha il pregio di una analisi concreta e puntuale su cio’ che si poteva e non si e’ fatto

    Chi semina vento, raccoglie la tempesta !

    Al GdS non trovo mai i commenti scritti ! Mah. Comunque volevo dire che questo peggior governo della storia ser l’è cercata !

    Caro Toscano, l’economia continua a girare perchè ci sono i dipendenti pubblici che mettono in circolo denaro! Non è sottraendo soldi a coloro i quali sono stati schiavi una vita delle amministrazioni che si risolvono i problemi delle aziende ,a lei tanto care!”

    non fa una piega…propongo nobel all’economia

    Le responsabilità vanno equamente divise, alcune partono da molto lontano quando si decise di istituire in numero chiuso a medicina e le scuole di specializzazione “pagate”. Tra il 1981 e il 1987 dei 666 iscritti si laurearono meno della metà e solo in 10 in regola. il numero chiuso si faceva da solo. Per formare un medico ci vogliono almeno 6 anni e se oggi ci sono difficoltà per la medicina territoriale le cause sono da ricercare nella mancanza di personale, tanto è vero che a marzo hanno deciso di fare le lauree abilitanti. Mancano anche gli infermieri , ricordo che già qualche anno fa ne mancavano in Sicilia 5000.
    Ma si deve pure dire che alla riapertura dopo 2 mesi di chiusura ( i bar ed i ristoranti almeno come asporto hanno riaperto il 4 o 5 maggio) molti gestori hanno ritenuto di doversi rifare non facendo rispettare le regole. Troppa gente dentro locali molto piccoli, distanziamento poi falsato ,perché la distanza fra i tavoli di un metro non tiene conto delle sedie, spesso ho visto servire al tavolo con la mascherina sul mento, ed ho dovuto girare quattro bar zona Strasburgo nel luglio scorso per trovarne uno dove i lavoratori come me avevano la mascherina utilizzata correttamente. Certamente oggi piange anche il giusto per il peccatore, ma c’è anche tanta gente che essendosi privata anche da marzo di tante piccole o grandi soddisfazioni oggi è stufa e scoraggiata.

    Mascherine, distanziamento, lockdown si sono dimostrate fallimentari. Lo dicono ricerche scientifiche e l’evidenza che avete sotto il naso. Perchè pensate che ripeterle servirà a qualcosa?

    Le evidenze scientifiche in realtà dicono esattamente l’opposto. Senza voler citare articoli apparsi su “science” o “ lancet, o per come abbia risolto la Cina il problema,
    vorrei invitarla a guardare le curve di infezione dopo il lock-down: bassissime in tutta europa.Sono iniziate a risalire con il rilassamento estivo, con il mancato utilizzo della mascherine,con gli assembramenti e soprattutto con il concetto del “coviddi un ci n’è”. Guardi per esempio Mezzojuso, con 10-15 giorni di chiusura totale ed istituzione della zona rossa a ieri i casi non sono più aumentati.

    Cara Verdoni – i dipendenti pubblici sono pedine di un sistema amministrativo medioevale che gli stessi non hanno avuto la capacità di cambiare trasformandosi in amorfo carico. Certamente al contrario è il coraggio e la qualità dell’imprenditoria soprattutto delle grandi industri specialistiche che conferiscono ancora una dignità ad un paese governato dall’improvvisazione e dalla incultura

    @gisella il fatto che lei non capisce è che i soldi che fanno girare i dipendenti pubblici vengono dalle tasse dei dipendenti privati , dei liberi professionisti , dei lavoratori autonomi e degli imprenditori . Il dipendente pubblico nono produce sulla spende solo denari che altri hanno creato . Appena finiranno questi denari cosa farete girare .. i pollici ??

    Signor Ulderigo, è sicuro di star bene?

    @ElleECi , sto benissimo . Ovviamente non è mia intenzione offendere nessuno ; per sua “mission” lo Stato esegue moltissime attività in perdita ( Giustizia, Scuola , Sanità etc.. ) ; che il bilancio dello stato sia deficitario è sotto gli occhi di tutti e che la produzione di un singolo dipendente pubblico non sia economicamente quantificabile sia perché come detto molte attività sono in perdita in maniera fisiologica sia perché non esiste un legame diretto fra il gettito ed i servizi cui è destinato è altrettanto evidente . Detto questo lo stato utilizza quasi tutto il gettito prodotto per pagare stipendi e visto che i dipendenti pubblici contribuiscono ad un quarto del gettito mi sembra evidente che il loro stipendio sia pagato dagli altri soggetti da me indicati

    allora risolviamo tutto tagliando gli stipendi ai pubblici dipendenti? allora le attività commerciali chiuderanno del tutto

    “Siamo pronti alla morte/l’Italia chiamò”…non ci siamo, il nuovo inno deve rispecchiare i nuovi valori italici, chiedo aiuto per mettere in rima: siamo pronti al lockdwon, datece i soldi e chissenfrega dei diritti e delle Libertà.

    Dove sta in Costituzione l’articolo che dice in caso di malattia si possono rinchiudere i Cittadini e violare tutti i loro diritti Costituzionali?

    Art. 16.Ogni cittadino puo`circolare e soggiornare libe-ramente in qualsiasi parte del territorio nazio-nale, salvo le limitazioni che la legge stabiliscein via generale per motivi di sanita`o di sicurezza.Nessuna restrizione puo`essere determinata da ra-gioni politiche [1201, XIII2].Ogni cittadino e`libero di uscire dal territoriodella Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighidi legge [

    Art. 17.I cittadini hanno diritto di riunirsi pacifica-mente e senz’armi.Per le riunioni, anche in luogo aperto al pub-blico, non e`richiesto preavviso.Delle riunioni in luogo pubblico deve esseredato preavviso alle autorita`, che possono vietarlesoltanto per comprovati motivi di sicurezza o diincolumita`pubblica.

    Tipico intervento di chi non conosce il sistema di funzionamento di uno Stato moderno. L’Italia è tra gli Stati europei percentualmente con meno dipendenti pubblici e proprio per questo va male. Si aggiunga il fatto che…. tolti i presenti come al solito…. c’è un sistema di sussidi mascherato che favorisce la permanenza di imprese parassite solo formalmente sul mercato. Che un politico fascista offenda i dipendenti pubblici per seminare zizzania, mascherare la propria inutilità e aizzare le folle ci sta perché si sa di cosa sono capaci i fascisti, ma che gli allocchi ci caschino è un altro discorso. Ciò non toglie che proprio da questi politici il sistema pubblico è utilizzato per piazzare incapaci vari, tra cui professionisti, favorire certe imprese nei vari settori, per inserire trombati alle elezioni, per occupare cattedre universitarie come se fossero incarichi di partito. Ma anche burocrati in pensione che hanno fatto gli interessi di quel politico e non della collettività o dello Stato. Il sistema della Pubblica Amministrazione deve essere rafforzato, non demolito per favorire magari mafia, politici corrotti e imprese colluse.

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Un telaio di positive riflessioni. L'aspetto morale per me prevale e struttura i valori e il senso della finalità del telaio. L'etica richiede l'attesa di riscontri e sentenze definitive ma la somma di comportamenti non congrui alla missione politica e governativa indebolisce chi la esercita, ciò richiede azioni e visioni conseguenti. I risultati della politica non possono lenti, lentissimi; la società è veloce, la politica è lenta. Gli effetti anche violenti e dolorosi diventano inevitabili.

non facciamo discorsi inutili, la strada é di tutti e la responsabilità di guidare sulla strada é di tutti , auto, camion, monopattini, biciclette, moto, scooter, pedoni...difficile metterli tutti d'accordo! Ma la responsabilità individuale deve prescindere dai preconcetti che ognuno ha sugli altri, la vita é una cosa seria e preziosa rendiamocene conto!

La sanità che vorrei: un Risk Management che previene, non un Loss Adjuster che quantifica i danni Il cittadino dovrebbe poter dire: «Sto male e so che qualcuno si prenderà cura di me», non «Sto male e, se qualcosa andrà storto, farò causa». È questa la vera misura della qualità percepita. Da medico, ritengo che la fiducia nasca dalla certezza di ricevere cure adeguate e sicure. Eppure, il danno ai pazienti assume una dimensione assicurativa e giudiziaria sempre più rilevante, con risorse accantonate per contenziosi e risarcimenti che rischiano di limitare gli investimenti nell’assistenza. La qualità delle cure dovrebbe misurarsi soprattutto dalla capacità di prevenire i danni, non soltanto di risarcirli. Occorre investire in sistemi automatizzati e professionisti capaci di verificare continuamente l’effettiva erogazione e la sicurezza delle cure. Serve un Risk Management operativo, dotato di strumenti e risorse per prevenire gli eventi avversi, non una sanità che aspetti il suo signor Wolf di Pulp Fiction, chiamato a sistemare le cose quando il danno è ormai fatto. Il Loss Adjuster valuta le conseguenze economiche, ma non restituisce la salute perduta. Il tradizionale rapporto fiduciario tra medico e paziente si è progressivamente indebolito, lasciando spazio alla diffidenza e al contenzioso. La risonanza mediatica dei risarcimenti rischia di alimentare l’illusione di facili guadagni giudiziari, favorendo anche forme di intermediazione opportunistica. Per il paziente è spesso una lotteria dall’esito incerto; per chi specula sul contenzioso un’attività redditizia. Il diritto al risarcimento resta sacrosanto, ma la sofferenza non dovrebbe trasformarsi in un’opportunità di profitto. Perché non affidare alla Regione il coordinamento unitario della gestione assicurativa e legale dei sinistri, razionalizzando gli accantonamenti e superando la frammentazione tra aziende, nel rispetto degli obblighi normativi? Le strutture sanitarie potrebbero così concentrare maggiori energie sulla prevenzione e sulla qualità dell’assistenza. La sanità che vorrei investe per evitare il danno, non per organizzarsi sempre meglio a risarcirlo. La riflessione di Roberto Puglisi sulla vicenda della professoressa Maria Cristina Gallo ci pone davanti a un rischio ancora più grave dell’oblio: la normalizzazione dell’inaccettabile, quando persino le tragedie provocate dalle disfunzioni della sanità finiscono per essere considerate inevitabili. Il modo migliore per onorarne la memoria è trasformare quella tragedia in un’occasione concreta di cambiamento, perché dalla sua sofferenza possa nascere almeno un risultato positivo per gli altri pazienti. Nessun risarcimento potrà restituire il tempo perduto o la salute compromessa, ma impedire che simili tragedie si ripetano sarebbe il riconoscimento più autentico del valore della sua battaglia.

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