Rabbia e commozione | L'abbraccio a Giorgio e Dario

Rabbia e commozione | L’abbraccio a Giorgio e Dario

Le salme delle vittime all'obitorio.

Al Vittorio Emanuele
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CATANIA – Le lacrime sono nascoste dagli occhiali da sole. Una sorta di protezione dal mondo esterno. Mentre la vita inesorabilmente scorre, davanti all’obitorio del Vittorio Emanuele di Catania l’orologio si è fermato. Silenzio e sofferenza. Amici, parenti, conoscenti e tanti pompieri in divisa. Tutti insieme per stare vicino a Giorgio e Dario. Per cercare di trovare forza davanti a una tragedia profonda. C’è chi scuote la testa incredulo. Chi è seduto davanti al muretto guardando la porta di accesso alla camera mortuaria dove da ieri sera si trovano le salme dei due vigili del fuoco rimasti uccisi nell’esplosione di via Garibaldi.

Il papà di Giorgio, arrivato da Trapani, ha il viso stravolto. “L’abbiamo saputo dal mezzo pubblico, purtroppo è successo”, sembra parlare più con se stesso. Per trovare rassegnazione. Poche parole, quasi un mormorio, concede ai cronisti. Poi i parenti appena sentono “giornalisti” chiedono “rispetto per il dolore”. Lo chiedono con estrema cortesia.

Al Vittorio Emanuele ci sono i vertici istituzionali. Tra cui il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Giuseppe Verme che esce dall’obitorio insieme ad alcuni parenti. Li tiene per mano. Mentre i loro occhi sono attoniti. Trattengono le lacrime. Dolore e incredulità nei loro volti.

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