BIANCAVILLA. Adesso è caccia ai banditi. Una forsennata caccia a chi, pur di scippare dei risparmi e dei gioielli una disillusa coppia di anziani, è stato capace di ammazzare. L’uccisione del 66enne biancavillese Alfio Longo ha lasciato sgomenta un intera cittadina. Una comunità, quella di Biancavilla, che adesso chiede alle forze dell’ordine di dare nome e volto a chi è stato capace di arrivare fino a questo punto. L’irruzione nella villa di Contrada Crocefisso, nella zona delle Vigne, è stata di quelle pianificata con dovizia di particolari: chi ha agito, lo ha fatto ben sapendo cosa avrebbe trovato. Quello che, certamente, non si aspettavano era invece la reazione del 66enne pensionato (di mestiere aveva fatto l’elettricista) e che, al termine dei sacrifici di una vita, aveva deciso con la propria moglie di condurre una vita serena alle alte quote che avvicinano al vulcano. Una reazione che sarà venuta quasi d’istinto e che gli è costata la vita: con il suo aguzzino che è stato capace di colpirlo alla testa con una violentissima legnata. Tanto da ucciderlo. Il tutto, per appena poche centinaia di euro e due anelli, anche la fede nuziale della vittima, mentre non hanno preso quella della moglie dell’uomo.
Ora, come detto, si invoca a gran voce che possa essere fatta giustizia. Le indagini sono già scattate anche, e soprattutto, sulla scorta delle testimonianze della moglie della vittima rimasta sotto shock e che dopo essersi divincolata dalle maglie delle corde alle quali i banditi (che sarebbero di chiara nazionalità italiana) l’avevano lasciata, ha trovato il marito riverso a terra e privo di vita.
Sulla tragica rapina indagano i carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia di Paternò.
In Prefettura per le ore 17, convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza.
“Vi ho riconosciuti, vi conviene andare via: vi ho riconosciuti…” sono state le ultime parole di Alfio Longo all’indirizzo dei due rapinatori armati di pistola che hanno fatto irruzione nella villa dell’elettricista in pensione uccidendolo con dei colpi di un bastone alla testa. Lo ha detto la moglie della vittima ai carabinieri che stanno verificando se davvero conoscesse gli aggressori o se fosse stata una minaccia per farli desistere e convincerli ad andare via.
Avevano la passione per i cani, anche quelli randagi, che accudivano nella loro villa. Eppure la notte scorsa nessuno nella zona li ha sentiti abbaiare. E’ uno dei ‘gialli’ dell’omicidio di Alfio Longo e dell’aggressione a sua moglie, Enza Ingrassia, dell’irruzione nella loro piccola villa sulle pendici dell’Etna, a Biancavilla. Un altro dubbio che devono sciogliere gli investigatori è la scelta della casa da rapinare da parte dei due banditi armati di pistola e col volto coperto da passamontagna come conferma il magro bottino: poche centinaia di euro e due anelli, compresa la fede nuziale della vittima. Anche su questi particolari stanno lavorando militari dei carabinieri del reparto operativo di Catania e della compagnia di Paternò, coordinati dalla Procura del capoluogo etneo.
“E’ stata una scena orribile, la moglie ha chiesto aiuto e noi siamo entrati nella villetta e abbiamo visto il corpo sul letto: una scena indimenticabile”. Così Giuseppe Amato, uno dei tre vicini che poco prima delle 5 di stamattina è entrato nella villetta di Alfio Longo allertato dalle urla della moglie della vittima, Enza Ingrassia. “Lei piangeva – aggiunge – e parlava di una rapina. Abbiamo chiamato il 112 e non abbiamo toccato nulla”.
LA CRONACA DEI FATTI. Una rapina alle Vigne di Biancavilla che si è conclusa nel sangue. Presumibilmente in due, la notte scorsa attorno all’una, hanno fatto irruzione in un villino doveva viveva una coppia di pensionati. Svegliati e buttati letteralmente giù dal letto, i balordi non si sono fatti scrupoli: hanno legato ad una sedia prima la moglie e poi hanno preso a bastonate in testa il marito fino a farlo morire. A quanto pare i due sono stati divisi e portati in due stanze diverse. Una scena devastante e atroce. Forse l’uomo ha tentato di reagire ed è andato incontro alla morte. Sul posto, si sono immediatamente portati i carabinieri della Compagnia di Paternò e la Polizia.
La vittima si chiamava Alfio Longo ed aveva 66 anni. I banditi hanno comunque portato a termine la rapina rubando il denaro che la coppia custodiva in casa: la somma portata via è ancora da quantificare. Marito e moglie vivevano da soli e da poco tempo – da qualche anno – avevano realizzato il loro sogno di trasferirsi dal centro cittadino di Biancavilla alla quiete della montagna. La donna, Enza Ingrassia, è rimasta legata per molte ore alla sedia ed una volta liberatasi dalle corde ha dato l’allarme. Adesso è caccia agli assassini.

