PALERMO – Il dramma emerse durante un ricovero in ospedale, quando la ragazzina raccontò di avere subito gli abusi del convivente della madre. L’uomo, un agente di polizia penitenziaria, è stato condannato a 8 anni per atti sessuali con minorenne. I rapporti erano avvenuti quando la vittima aveva tra i 12 e i 15 anni.
La ragazzina era finita in ospedale, dicendo di essere stata picchiata dall’uomo. Aveva il naso rotto e diversi ematomi nel corpo. Quindi raccontò che l’uomo la costringeva da anni ad avere rapporti sessuali nell’abitazione dove viveva con la madre. Madre che non aveva creduto alla figlia. Fino a quando la ragazzina si è rivolta all’avvocato Roberta Pezzano per ottenere giustizia.
Il Tribunale, presieduto da Benedetto Giaimo, è andato oltre i dieci anni chiesti dal pubblico ministero Alessia Sinatra. Alla parte civile è stata riconosciuta una provvisionale per il risarcimento dei danni.
Decisiva è stata la perizia di Angela Ruvolo, storica consulente psicologica della Procura di Palermo, deceduta un anno fa, che ha affrontato decine di casi di violenze sessuali su minori.

