Palermo, boom reddito di cittadinanza: e le imprese cercano 60mila lavoratori

Palermo, boom reddito di cittadinanza: e le imprese cercano 60mila lavoratori

Commenti

    basta richiedere il personale all’ufficio del lavoro e firmare l’unilav con il contratto. Forse è troppo semplice!

    discussione a parte le ditte che cercano i lavoratori, perchè non lo fanno tramiti gli SCICA e i famosi navigator? facile dire non troviamo, ma vi sono le richieste di manod’opera?? che non vi sia man’opera lo possono dichiarare solo dopo la risposta negativa degli uffici del lavoro, non facendo dichiarazioni su presunte persone che non vogliono lavorare, eppoi affiggendo e dando pubblicità ai lavori disponibili, il lavoro non è prerogativa dei percettori di reddito di cittadinanza, ma di tutti, quindi se vi è pubblicità e davvero si vogliono assumere le persone basta veramente poco.
    Le ditte mi ricordano le richieste di manod’opera degli anni 80,90 etc, quando una ditta edile faceva richiesta al collocamento 2 manovali, 1 gruista e 1 trattorista pala meccanica, visto che l’assunzione per almeno il 50% era prerogativa della ditta, i manovali li sceglieva la ditta, 1 gruista e 1 trattorista pala meccanica era compito degli uffici di collocamento pubblicarle etc etc, venivano sempre inevase perchè appunto queste figure lavorative difficilmente erano disoccupate, quindi la legge era quella e l’inganno pure.

    non funzionera’ mai solo con un salario minimo si puo’ tornare a lavorare perche’ l’offerta sia appagante al mondo del lavoro ,ad oggi il r.d.c supera qualsiasi lavoratore part time con c.c.n.l pirata a 5 euro l’ora lordo e anchje meno fate una ricerca di mercato specia sui servizi fiduciari e vi accorgete?

    Pagate il regolare contratto e vedrete che la gente viene a lavorare

    In questo discorso bisogna attenzionare su cosa cercano le imprese e quanto pagano i lavoratori. Imutile sparare nel mucchio.

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Si può certamente dissentire dalle posizioni politiche dell’on. La Vardera, ci mancherebbe altro! La pluralità delle idee è il sale della democrazia. Ognuno ha le proprie idee ed ognuno ha maturato le proprie esperienze. E l’esperienza, a chi come me è avanti con l’età, certamente suggerisce che La Vardera è un populista, ma non uno qualunque cui ci siamo abituati a vedere in politica; si tratta, invece, di un soggetto dal grande spessore, di notevole astuzia e di grandi capacità: insomma, un vero e proprio “animale politico”. Ha, di fatto, compreso che si sarebbe potuto ritagliare un “grande spazio” (e così farà) fra i delusi della condotta delle Istituzioni e di potere catturare consenso nel grande bacino degli amareggiati che non vanno più nemmeno a votare. Ciò che si presenta come la condotta opportunista per il consolidamento del consenso, però, se ci interroghiamo, è il frutto del malgoverno di destra e sinistra (più destra che sinistra) che si alternano nei vari governi e che, comunque, rispondono alle consuete vecchie logiche spartitorie che hanno ucciso i siciliani (molto spesso, conniventi). Per farla breve, certamente, non sono un illuso, ma credo di avere il dovere morale di dare fiducia ad un giovane di 32 anni che conduce la sua battaglia (mettendoci la faccia), in generale, con il giusto intendimento di riportare le Istituzioni e la politica al servizio del cittadino e non, come accade al momento, per fini diversi. Sarà vero? Non lo so; anzi, nessuno lo sa. L’unica cosa vera, al momento, è che chi è parlamentare, di destra, di sinistra, o di altri “cespugli”, certamente non è, come dovrebbe essere, al servizio della gente.

Una strada maledetta e senza corsia di emergenza, svincoli ed innesti pericolosissimi, manti stradali inesistenti, velocità di assassini che non hanno la minima comprensione, la politica colpevole che si tiene ancora distante con gravi responsabilità. Gli enti preposti che si arroccano su progetti e progetti.

La Vardera, la smetta. Interessanti i suoi interventi per fare scoprire le carte, ma il governo è una storia diversa. E poi, si impegnerebbe a iniziare finalmente la battaglia per dare riconoscere le prerogative dello Statuto e quindi la sua attuazione senza zone grigie? Se si, organizzi liste trasversali e forse ci crederemo

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