Regionali, Psi: “Prima il programma, poi la coalizione e il candidato”

Regionali, Oddo: “Prima il programma, poi coalizione e candidato”

Nino Oddo
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Il vicesegretario socialista: “Niente veti, serve una proposta per la Sicilia”
PROGRESSISTI
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PALERMO – Prima il programma, poi il perimetro della coalizione e soltanto alla fine il nome del candidato presidente. È questa la posizione del Partito socialista italiano in vista delle elezioni regionali del 2027 in Sicilia.

In una nota, il vicesegretario nazionale del Psi, Nino Oddo, invita il campo dell’opposizione a procedere “per gradi”, partendo dalla definizione di una proposta politica chiara e riconoscibile per i siciliani.

La proposta dei socialisti

“L’avvicinarsi del 2027 determina in Sicilia un’affannosa ricerca del sistema migliore per presentarsi agli elettori”, afferma Oddo. Secondo l’esponente socialista, “andrebbe messa nero su bianco la proposta politico-programmatica che offriamo ai siciliani: non basta evidenziare i fallimenti del governo Schifani, occorre esplicitare quale Sicilia vogliamo”.

Solo dopo questo passaggio, prosegue il dirigente del Psi, sarà possibile affrontare il tema delle alleanze. “Su questa base costruiamo il perimetro della coalizione, senza veti preventivi, aperto alle forze disponibili a concorrere a un progetto di cambiamento”.

Per Oddo, la questione del candidato alla presidenza della Regione dovrà essere affrontata soltanto in una fase successiva. “Solo allora si porrà il tema dell’individuazione del candidato presidente, attraverso le primarie se del caso”.

Il caso delle Regionali 2022

Il vicesegretario socialista richiama inoltre quanto accaduto in occasione delle Regionali del 2022, invitando alla prudenza sull’utilizzo delle primarie come strumento di selezione della leadership. “Non dimenticando l’esito nefasto di quelle del 2022. Con il Movimento 5 Stelle che, perse le primarie, si sganciò dalla coalizione e chi le vinse, Caterina Chinnici, approdata successivamente dall’altro lato della barricata”.

Una riflessione che si inserisce nel dibattito già avviato nel centrosinistra siciliano sulla costruzione dell’alternativa al governo guidato da Renato Schifani e sulle modalità con cui arrivare all’appuntamento elettorale del 2027.


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