Regionali, passi avanti sul contratto | Ma mancano i soldi per il rinnovo - Live Sicilia

Regionali, passi avanti sul contratto | Ma mancano i soldi per il rinnovo

Il tavolo di oggi in Assessorato

Oggi l'incontro con i sindacati. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: "Apprezziamo l'impegno del governo".

L'INCONTRO
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PALERMO – Riqualificazione del personale della Regione, riorganizzazione della macchina amministrativa in un’ottica di snellimento e trasparenza, analisi delle funzioni e dei bisogni, recupero del potere d’acquisto dei salari. Sono i punti cardini del rinnovo del contratto dei dipendenti regionali su cui questa mattina hanno trovato piena sintonia da un lato il Governo regionale rappresentato dagli assessori della Funzione Pubblica, Bernadette Grasso, e dell’Economia, Gaetano Armao, e le organizzazioni sindacali.

“Abbiamo fatto presente ai sindacati – ha affermato l’assessore Grasso – come questo Governo consideri il rinnovo contrattuale una grande opportunità per migliorare l’efficienza della macchina amministrativa regionale sulla quale si dovrà lavorare da un lato per snellire al massimo i tempi di attesa per esempio per i bandi o le autorizzazioni e contestualmente passare gradualmente da amministrazione attiva ad amministrazione di controllo”.

Il Governo non ha nascosto le proprie preoccupazioni per le esigue risorse disponibili, “lasciate dal precedente governo per il rinnovo dei contratti”. Dieci milioni per il 2018, e altrettanti per il 2019 e 2020. Somme dichiarate non sufficienti dai sindacati per procedere ad un rinnovo di un contratto fermo da oltre un decennio. Il Governo regionale si è impegnato quindi per trovare ulteriori risorse finanziarie da mettere in campo intervenendo anche presso il Governo centrale.

“Dobbiamo lavorare pensando che il numero dei dipendenti regionali, per effetto dei prepensionamenti, da qui a breve si ridurrà drasticamente. – ha continuato l’assessore della Funzione Pubblica. – Stimiamo che dal 1 gennaio 2021 i dirigenti scenderanno sotto le mille unità dalle attuali 1400 e i dipendenti sotto i 10 mila dagli attuali 14 mila. Occorre che il personale venga utilizzato in maniera ottimale e riorganizzato dando l’avvio anche alla digitalizzazione dei procedimenti mai attuata in Regione”.

In particolare, l’assessore Grasso ha comunicato di avere intenzione di chiedere anche l’abrogazione dell’art.2 della L.R.27/16 sulle ex Province.Questa abrogazione di legge – ha affermato la Grasso – consentirebbe di agevolare il necessario percorso di stabilizzazione dei precari. Ho comunicato inoltre alle segreterie regionali dei sindacati che il governo regionale ha già avviato la rinegoziazione del prelievo forzoso per le ex province che se non corretto determinerà nel breve periodo il fallimento degli enti di area vasta. E in tale ottica ha convocato nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali confederali che sul tema avevano già tema richiesto e sollecitato un incontro sulla riforma del sistema delle autonomie locali siciliane”.

Abbiamo molto apprezzato questa convocazione, arrivata a pochi giorni dall’insediamento del nuovo governo, e vogliamo credere che l’impegno preso dall’esecutivo per reperire le risorse necessarie all’avvio delle riforme contrattuali sia serio e possa concretizzarsi nel minor tempo possibile”, dicono Gaetano Agliozzo e Clara Crocè, della Fp Cgil; Paolo Montera e Fabrizio Lercara, della Cisl Fp; e Enzo Tango e Luca Crimi, della Uil Fpl.

“Gli assessori – proseguono – hanno spiegato che al momento i fondi a disposizione per il rinnovo contrattuale non bastano ma si sono impegnati entrambi a portare avanti tutti gli step necessari per procedere nella trattativa: l’assessore Grasso lavorerà per definire il reale fabbisogno per la copertura finanziaria, mentre l’assessore Armao chiederà una modifica dell’accordo Stato-Regione così da svincolare le spese legate agli stipendi”. “Auspichiamo – concludono le tre sigle sindacali – che gli impegni presi saranno onorati in tempi ragionevoli perché non possiamo più procrastinare una riforma su cui siamo decisamente in ritardo. È condivisa anche dal governo la necessità di riorganizzare la macchina amministrativa affinché sia più efficace e dia servizi più veloci”.

“Il Cobas/Codir – ha dichiarato – apprezza con cautela l’apertura degli assessori alla Funzione pubblica ed Economia che hanno messo in agenda, come primi punti all’ordine del giorno, il rinnovo dei contratti e il reperimento delle somme necessarie ma non potranno mai accettare che tale reperimento di somme possa, in alcun modo, essere condizionato da scellerati accordi Stato-Regione che ledono lo Statuto siciliano e i diritti dei lavoratori come avvenuto sino ad oggi”.

“L’assessore Armao, da parte sua – proseguono – ha riconosciuto che l’articolo 14 dello Statuto è già palesemente violato. Ha confermato che, in atto, sono stati stanziati dal governo Crocetta solo 10 milioni di euro l’anno per tre anni ma che il presidente del consiglio e il sottosegretario Bressa avrebbero dato la disponibilità a rinegoziare l’accordo (dovrebbe esserci dopodomani apposito incontro a Roma) autorizzando il superamento del limite alla spesa per il rinnovo dei contratti”.

L’incontro di oggi in Assessorato si è chiuso con la promessa dell’assessore Grasso di organizzare a breve una serie di tavoli tecnici tematici con consulenti esperti del settore che possano agevolare l’interlocuzione e il raggiungimento dell’obiettivo.

Tirato in causa sull’assenza dei fondi per il rinnovo, sulla questione è intervenuto con una nota inviata a LiveSicilia, l’ex assessore all’Economia, Alessandro Baccei: “L’accordo tra lo lo Stato e la Regione siciliana già prevede l’esclusione della spesa del rinnovo dei contratti dal calcolo della riduzione del 3%. Tale accordo è già stato recepito nella legge dello Stato. Quindi su questo non c’è nulla da fare. La copertura di 10 milioni era stata data prima della conclusione della trattativa nazionale, per avviare il tavolo anche a livello regionale con la promessa di integrare i fondi nella legge di stabilità regionale 2018-2020. Percorso analogo è stato fatto dal governo nazionale che ha dato copertura definitiva con la legge di stabilità 2018-2020 anche se aveva iniziato le trattative un anno fa. Nella legge di stabilità da me inviata in Giunta infatti c’erano tutte le coperture necessarie, derivanti dalla finalizzazione di accordi con lo Stato, la cui trattativa era ai tempi molto avviata”.


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    Incontro Assessori regionali della Sicilia e sindacati il 16.1.18. Gli assessori hanno detto:”Stimiamo che dal 1 gennaio 2021 i dirigenti scenderanno sotto le mille unità dalle attuali 1400 e i dipendenti sotto i 10 mila dagli attuali 14 mila”.
    Il prepensionamento è partito nel 2015 e finirà nel 2020. Le domande sono state 4500 in totale. Pertanto che i dipendenti diminuiscano da adesso fino al 2020 di 4.400 non è possibile. Considerato che si può revocare la richiesta presentata a novembre 2015 i numeri non saranno questi. Poi, considerato che, alcuni incarichi dirigenziali oltre le unità operative andando in pensione perderebbero tantissimi soldi, hanno fatto previsioni assurde. L’unica cosa che devono fare e riaprire i termini scaduti a novembre 2015 per fare accedere alla preFornero.Ing.Gaspare Barraco.Marsala.

    Applichiamo gli stessi parametri ed aumenti fatti per i contratti statali compresi gli arretrati e facciamola finita!!! non si puo’ pretendere di più in termini monetari, ma sarebbe alquanto assurdo accettare di meno.!! Abbiamo uno statuto speciale, l’ars è speciale ma noi con il resto d’italia siamo uguali.!!!!!!!!! riorganizzazione ed altro ci vuole tempo e voi sindacati e regione non ne avete, rimandate questa al prossimo contratto oppure dopo il rinnovo procedete a piccoli passi.

    Riqualificazione de che? A, B, C e D, fanne tutti indistintamente i funzionari in giacca e cravatta e dietro le scrivanie. Sebbene i compiti per le varie qualifiche sono chiari. Fate applicare il contratto che è già sufficiente. Create gli staff con a capo il funzionario e con i B e gli C a loro supporto. Chiamasi gerarchia. Anzi. Chiamasi Pubblica Amministrazione.

    ANACRONISMO:CAPO. ANCORA SI USA. Non e’ arcaico? DALLA TRECCANI: ” CAPO del governo, il presidente del Consiglio dei ministri, spec. durante il regime fascista (oggi comunem. denominato presidente del consiglio); c. d’istituto, chi soprintende all’andamento didattico, educativo e amministrativo di una scuola o istituto d’istruzione (è detto anche dirigente scolastico)”.ING.GASPARE BARRACO.MARSALA.

    La soluzione è abolire le regioni e passare tutti allo Stato! E’ l’unico modo per abolire l’ARS e tutta la manciugghia annessa e connessa con notevole risparmio da destinare al rinnovo puntuale dei contratti e con risorse degne e adeguate!

    Sono un impiegato regionale dal 1982, ritengo di essere soddisfatto e fortunato. L’unico mio desiderio era l’avanzamento di carriera previsto dal D.p.r. 10.01.1957,n.3.

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