PALERMO – Informazioni imprecise e incomplete. Una navigazione troppo complicata e diversi buchi. Questa la valutazione del portale online della Regione Sicilia da parte della ‘Bussola’, strumento di valutazione integrata creato dal ministero per la Pubblica amministrazione e della semplificazione.
A partire dalla valutazione del ministero un gruppo di cittadini siciliani ha esaminato ai raggi x il portale web della Regione Sicilia, scovando diversi buchi neri. A far da testo di riferimento una legge approvata dalla stessa Regione due anni fa, ovvero la legge 5 aprile 2011 che regolamenta la trasparenza: “Tutti gli atti della pubblica amministrazione sono pubblici ed assumono valore legale dal momento del loro inserimento nei siti telematici degli enti, a tal fine opportunamente pubblicizzati”, recita così il testo.
Il gruppo di cittadini, coordinato dalla messinese Laura Strano, ha anche un riferimento su Facebook ed ha approfondito il monitoraggio sul portale dell’amministrazione regionale. Punto di partenza la griglia del ministero, secondo cui soltanto 19 dei 41 indicatori soddisfano i parametri minimi. “Ciò che emerge è che l’impostazione del sito, la struttura per Dipartimenti, rende difficoltoso agli utenti la ricerca delle informazioni – scrive Laura Strano – e quindi il controllo della trasparenza da parte dei cittadini”. La Strano, sindacalista e funzionaria amministrativa, prosegue quindi a sottolineare le criticità: “Il sito presenta una struttura con una rappresentazione di dati poco razionale, con contenuti che vengono dirottati da diversi link in altrettante pagine, suddivisi all’interno di una infinita rete di Dipartimenti di difficile consultazione. Come delle scatole cinesi”.
Nella speciale classifica ad ogni modo il sito web della Regione siciliana è al quinto posto, dietro a Liguria, Valle d’Aosta, Sardegna e Marche, ma davanti a Lombardia, Toscana e Lazio. Sono diversi però i punti deboli dell’impianto telematico della Regione. E’ complicato trovare online il programma triennale per la trasparenza, mentre manca completamente la relazione sullo stesso. Non ci sono poi tutti i curricula dei dirigenti titolari di posizioni organizzative redatti secondo il modello europeo. Lo stesso vale per la retribuzione dei dirigenti, che non è consultabile. Manca il codice disciplinare, il link con i dati per la gestione economico-finanziaria dei servizi pubblici. Nessuna traccia dei dati sulla gestione dei pagamenti del fornitori.
Il vulnus principale è però quello di un albo pretorio unico, che raccolga i decreti assessoriali, i decreti dei dirigenti generali e i decreti dei dirigenti di servizi. Restando in tema di pubblicità legale un altro buco nero è quello delle Aziende sanitarie provinciali. Nei website di buona parte di esse manca l’albo pretorio, mentre dove questo c’è le delibere non sono di fatto consultabili. E’ il caso dell’Asp di Palermo e di quella di Catania. Quest’ultima ha la “maglia nera”, mentre a salvarsi è il sito dell’Asp di Ragusa.

