Riaperto il caso di Mico Geraci - Live Sicilia

Riaperto il caso di Mico Geraci

Rosy Bindi

Domenico Geraci, 44 anni, fu ucciso a Caccamo con cinque colpi di fucile a pompa calibro 12. Sindacalista della Uil allevatori, sposato con due figli, ex consigliere provinciale del Ppi, era quasi certamente prossimo candidato dell'Ulivo a sindaco.

ROMA- La Commissione parlamentare Antimafia riapre il caso di Domenico Geraci, il sindacalista ucciso a Caccamo la sera del 8 ottobre 1998. Un delitto di mafia di cui a distanza di tanti anni ancora non si conoscono gli autori e i mandati. Raccogliendo l’appello di Pif e di tantissimi cittadini che le avevano scritto segnalando il caso, la Presidente della Commissione, Rosy Bindi, ha deciso di riprendere a distanza di 16 anni la ricerca della verità. Mercoledì 16 luglio la Commissione ascolterà a Roma il figlio di Mico, Giuseppe Geraci che all’epoca aveva 17 anni e assistette all’omicidio del padre. Un gruppo di lavoro della Commissione avrà il compito di indagare su questa vicenda, di cui ha parlato anche il pentito di mafia Nino Giuffrè, capo mandamento di Caccamo, e su altri casi di omicidi mafiosi irrisolti. L’audizione di Giuseppe Geraci è prevista alle ore 20.30.

Domenico Geraci, 44 anni, fu ucciso a Caccamo, paese a 50 chilometri da Palermo, con cinque colpi di fucile a pompa calibro 12. Sindacalista della Uil allevatori, sposato con due figli, ex consigliere provinciale del Ppi, era quasi certamente prossimo candidato dell’Ulivo a sindaco. Uno dei figli di Geraci, Giuseppe, che mercoledì prossimo verrà ascoltato dalla Commissione Antimafia, all’epoca dei fatti diciassettenne, assistette ad alcune fasi dell’omicidio dal balcone di casa e tentò di reagire gettando un vaso per colpire i sicari o la loro auto.

La sera dell’8 ottobre 1998 erano da poco trascorse le 20.30 quando Domenico Geraci attraversò piazza Zafferana, alla periferia del paese, per rientrare in casa. I killer, su una Fiat ‘Uno’, si avvicinarono. Un sicario scese e imbracciò il fucile, esplodendo in rapida successione i colpi. Geraci cade una prima volta. Poi si rialza lasciando a terra un pozza di sangue. Quindi crolla dopo pochi metri. Richiamato dai colpi di fucile, il figlio del politico si affaccia e vede le fasi terminali dell’agguato. E’ stato lui uno dei primi testimoni ad essere accompagnato in caserma per essere ascoltato dai carabinieri e dal sostituto procuratore di Termini Imerese Giuseppina Cipolla. Oltre al figlio della vittima, gli inquirenti hanno ascoltato un amico di Geraci che si trovava con lui pochi minuti prima del delitto. Pochi mesi prima, a Caccamo, Geraci si era scagliato contro la mafia e contro il nuovo piano regolatore che secondo lui tutelava alcuni interessi non cristallini. Tutto il paese sapeva, inoltre, che l’ ex consigliere provinciale, eletto nel ’94, lavorava da tempo, con Lumia, per preparare il terreno politico per la sua candidatura a sindaco e per la creazione di una lista di centrosinistra.

(Fonte ANSA)


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