Rifiuti, è scontro aperto: il Prefetto scrive ai sindacati

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Commenti

    Premesso che è un diritto dei lavoratori scioperare,Sua eccellenza dovrebbe usare gli stessi toni anche con il Sindaco per i disagi e pericolo sanitario del cimitero dei rotoli.

    Intanto lasciano pulita solo le vie principale e cioè via liberta e dintorni, il resto della nostra città è immondizia. Che vergogna!

    Il prefetto doveva pensarci prima!

    Una tirata d’orecchio? Qui si rischia una seconda emergenza sanitaria e tutti continuano a non fare il proprio mestiere. Credo sia arrivato il momento di commissariare Palermo e nominare un esperto capace di risolvere urgentemente il problema rifiuti che assilla Palermo da molti troppi anni.

    Come mai il Prefetto non scrive a Orlando per le 700 salme che stazionano nei viali del cimitero dei Rotoli?

    La Tari costa ai palermitani milioni di euro . Chi incassa questi soldi e come vengono spesi? Quale servizio gestione rifiuti assicura il comune. Se i cassonetti rimangono stracolmi per giorni se traboccano e si formano discariche a cielo aperto di chi è la responsabilità?

    Premesso che è un diritto dei lavoratori scioperare,Sua eccellenza dovrebbe usare gli stessi toni anche con il Sindaco per i disagi e pericolo sanitario del cimitero dei rotoli.

    Prefetto Forlani si deve interessare del cimitero dei Rotoli ,Orlando non e’ all’altezza lo dimostra il fatto che ci sono quasi 1000 bare nel viale.

    Il fine mandato di Orlamndo sarà: Casse comunali vuote,munnizza per le strade e cadaveri al cimitero.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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