Sicilia, non solo Sanità e rimpasto: c'è la Pianificazione strategica

Rimpasto e Pianificazione strategica, FdI punta al monocolore nella Sanità

La sede dell'assessorato alla Salute in piazza Ottavio Ziino, a Palermo
In ballo le 2 poltrone più importanti di piazza Ottavio Ziino, sul tavolo anche le Infrastrutture
IL RETROSCENA
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PALERMO – Destini incrociati tra il rimpasto di governo e la nomina del nuovo dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica, la poltrona più ambita dell’assessorato regionale alla Salute dopo quella del titolare della relativa delega. Alcuni nomi in campo sono noti da tempo ma il braccio di ferro tra i partiti potrebbe modificare l’esito di una partita che è incentrata tutta sullo stesso palazzo di piazza Ottavio Ziino e che è aperta a tre risultati.

L’ipotesi del monocolore FdI alla Salute

Da un lato il possibile monocolore di Fratelli d’Italia, dall’altro l’ipotesi di un bilanciamento: l’assessorato che finirebbe ai meloniani e il dipartimento ad una figura più vicina a Forza Italia. Terza opzione la permanenza di Daniela Faraoni sulla poltrona della Sanità, strada ancora possibile seppur difficile.

Rimpasto, l’indiscrezione sulle Infrastrutture

FdI, come confermato dal commissario Luca Sbardella a LiveSicilia, chiede un proprio nome per l’assessorato alla Salute (che è baricentro di tutte le trattative) e punta al filotto con la Pianificazione strategica. La decisione su una delle deleghe più importanti spetterà al governatore Renato Schifani, che intende garantire il massimo equilibrio tra i partiti e l’armonia nella coalizione. In caso di ok per la Sanità, il presidente della Regione chiederebbe a FdI il passo indietro su un’altra delega di peso.

L’indiziato numero uno resta l’assessorato al Turismo, dove le sorti di Elvira Amata sono legate all’esito dell’udienza preliminare che vedrà un’udienza il 9 marzo, ma nelle ultime ore è circolata una seconda opzione. Si tratta di uno scenario che sposta il baricentro della questione in via Notarbartolo. Lì ha sede l’assessorato alle Infrastrutture guidato da Alessandro Aricò, che potrebbe essere rivendicato da Forza Italia. Aricò, a quel punto, potrebbe spostarsi di pochi metri più giù, in piazza Ottavio Ziino, per guidare la Salute, liberando una casella utile nelle alchimie del rimpasto.

Alessandro Aricò
Alessandro Aricò, assessore regionale alle Infrastrutture

La cessione di una delega pesante per ottenere la Sanità è una ipotesi che FdI ha ben presente, anche se la trattativa è tutta da sviluppare. Si tratta, al momento, soltanto di una voce alternativa a quelle che girano da tempo. In pole position per l’assessorato alla Salute, infatti, resta il capogruppo all’Ars Giorgio Assenza. In questo caso nulla cambierebbe alle Infrastrutture e la casella in ballo tornerebbe quella dell’assessorato al Turismo.

La partita della Pianificazione strategica

La strada del rimpasto, però, si incrocia con quella che porta al dipartimento Pianificazione strategica. I giochi, anche in questo caso, sono aperti da ieri, giovedì 5 marzo, quando si è conclusa l’era di Salvatore Iacolino. Il manager è stato nominato alla guida del Policlinico di Messina con un decreto di Schifani. L’ufficialità è arrivata dopo la ratifica sul filo del rasoio da parte della prima commissione dell’Ars.

A questo punto si apre la partita della successione a Iacolino e Fratelli d’Italia, secondo quanto apprende LiveSicilia, aspira al monocolore a piazza Ottavio Ziino. La giunta ha deliberato l’avvio della procedura che dovrà portare all’interpello per individuare il nuovo dirigente generale. Il dipartimento, intanto, è stato affidato ad interim all’avvocato generale della Regione Giovanni Bologna.

La nomina del dg del dipartimento Turismo

Quest’ultimo ha lasciato a sua volta l’interim di dg del dipartimento Turismo che è stato assegnato al segretario generale della Presidenza Ignazio Tozzo, anche se la nomina del nuovo dirigente è all’ordine del giorno della seduta di giunta prevista per oggi, venerdì 6 marzo.

I nomi in ballo per la Pianificazione strategica

Non è ancora chiaro se l’interpello sarà riservato soltanto ai dirigenti interni della Regione o se comprenderà anche la possibilità di partecipazione per gli esterni. Tornano così in auge i nomi di Mario La Rocca, gradito a Fratelli d’Italia, e di Giuseppe Sgroi. Il primo guida al momento il dipartimento Beni culturali, il secondo è il capo di gabinetto di Faraoni e sarebbe ben visto da Forza Italia. Si tratta di due figure organiche alla burocrazia regionale, mentre nel campo degli esterni c’è il nome di Sabrina Pulvirenti, attuale commissaria dell’Asp di Trapani e anche lei vicina ai meloniani.

La corsa interna alla Dc per la Giunta

Rappresenta un capitolo a parte, invece, il ritorno della Democrazia cristiana in Giunta. Il dialogo tra Schifani e i centristi ha portato alla certezza che la Dc rientrerà a pieno titolo nella compagine di governo. Il posto riservato, però, dovrebbe essere soltanto uno. In questo modo Palazzo d’Orleans dimostrerebbe al Mpa che nessun trattamento di favore è stato riservato agli eredi di Cuffaro nella composizione della Giunta.

Il nome più gettonato resta quello del presidente della commissione Affari istituzionali Ignazio Abbate, anche se Palazzo d’Orleans vede con favore la nomination della presidente del partito Laura Abbadessa. Il gruppo parlamentare della Dc, però, fa quadrato attorno ad Abbate. In questo scenario resta libero il secondo assessorato un tempo i mano alla Dc e che ora che sembra destinato a Forza Italia: in rialzo le quotazioni del deputato catanese Nicola D’Agostino ma resta sempre in piedi l’ipotesi che porta alla deputata messinese Bernardette Grasso.


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