Palermo, gli esami sulla bambina morta: positiva alla difterite

La bimba morta a Palermo positiva alla difterite, nasce una task force

Bimba morta a Palermo
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Il responso dell'Istituto superiore di sanità. L'Asp di Palermo: due soli casi

PALERMO – È stata la difterite ad uccidere Anna Rosa, la bimba di quattro anni morta all’ospedale dei Bambini di Palermo dopo diversi giorni di sofferenze. La conferma è arrivata dall’Istituto superiore di sanità, che ha effettuato le analisi su alcuni campioni giunti dalla Sicilia.

Difeirite, le analisi dell’Istituto superiore di sanità

“Le indagini sui campioni hanno dato esito positivo per il ‘Corynebacterium diphteriae’ ed hanno rilevato il gene della tossina responsabile della difterite respiratoria che ha causato il decesso della bimba”, è il responso dell’Iss che non lascia dubbi.

L’Asp di Palermo: “I casi di difterite restano 2 finora”

Sul fronte dell’indagine epidemiologica avviata dall’Asp di Palermo, invece, arriva una precisazione da parte del diretore Generale Alberto Firenze: nessun nuovo caso di difterite tra i contatti stretti della piccola Anna Rosa. I casi restano confinati a due: quello, tragico, della piccola e quello del cuginetto che è sotto controllo in ospedale, e le cui condizioni non destano preoccupazione.

Alberto Firenze, direttore Generale dell’Asp di Palermo

L’indagine epidemiologica comunque non si ferma. L’Asp sta completando tutte le attività previste dai protocolli. In parallelo, l’Azienda lavora per garantire la disponibilità dei vaccini propri centri nel capoluogo e in provincia, anche alla luce dell’incremento delle richieste registrato negli ultimi giorni. Continua anche la ricerca del ‘paziente zero’, colui che ha trasmesso per primo la malattia.

L’indagine sui genitori della bambina morta

La procura di Palermo, invece, ha iscritto i genitori della bambina morta nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato è quella dell’omicidio colposo per omissione. Al centro dell’inchiesta della Procura c’è la mancata vaccinazione della piccola contro la malattia. L’iscrizione dei genitori nel registro degli indagati rappresenta inoltre un atto di garanzia in vista dell’autopsia sul corpo della piccola, che sarà effettuata mercoledì 26 agosto all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo.

La Regione istituisce una task force contro il rischio difterite

La Regione, intanto, è andata ai ripari attivando una task force. Duplice il compito del gruppo di esperti messo in piedi con un decreto dell’assessore alla Salute Marcello Caruso: monitorare eventuali cluster di difterite e predisporre un piano limitare la circolazione del batterio ed aumentare la diffusione delle vaccinazioni pediatriche.

Schifani: “Tuteliamo i bambini”

“Gli episodi recenti – dice il presidente della Regione Renato Schifani – ci impongono di intervenire in maniera ancora più mirata e tempestiva per salvaguardare la salute dei nostri bambini. Le istituzioni hanno il dovere di fare tutto ciò che è possibile per tutelarli. Per questo, abbiamo voluto coinvolgere esperti del settore, con l’obiettivo di rafforzare le strategie regionali di prevenzione e aumentare le coperture vaccinali”.

Cosa farà la task force della Regione

La task force sarà impegnata poi nell’aumento della copertura per le vaccinazioni obbligatorie nella fascia di età dei primi due anni di vita, con un occhio attento anche per le coperture del primo richiamo vaccinale previste per la fascia 5-6 anni. Quest’ultimo aspetto è legato soprattutto al rientro a scuola a settembre con l’accesso alla prima classe della scuola primaria. Particolare attenzione sarà data alle vaccinazioni contro il morbillo, alla luce di un aumento della circolazione del virus segnalato dall’Istituto superiore di sanità e dai bollettini epidemiologici nazionali.

Caruso: “Serve il contributo di tutti”

“Tra i compiti della task force – spiega Caruso – c’è anche quello di gestire e incentivare la collaborazione tra Asp, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale e università. Soltanto con il contributo di tutti, infatti, possiamo migliorare le coperture vaccinali che dopo il Covid hanno fatto registrare una significativa flessione. Un ruolo fondamentale, lo ricordiamo, è quello dei genitori a cui chiediamo la massima collaborazione: per questo porteremo avanti una campagna di promozione e comunicazione sui vaccini rivolta soprattutto a loro”.

Marcello Caruso
L’assessore alla Salute della Regione Siciliana Marcello Caruso

I componenti della task force contro la difterite

Questi i componenti della task force di esperti, che sarà guidata dal dirigente Generale del Dasoe, Giacomo Scalzo: il direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale ‘Di Cristina’, Giovanni Corsello; il direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico di Palermo, Antonio Cascio; l’ordinario di Igiene e medicina preventiva presso l’Università di Palermo, Walter Mazzucco; il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato; la pediatra esperta in vaccinazioni, Milena Lo Giudice; l’esperto in Epidemiologia e igiene pubblica, Salvatore Sammarco; Vincenza Piazza, del Dasoe.

Che cos’è la difterite

L’Istituto superiore di sanità, oltre ad ufficializzare i dati delle analisi sui campioni, ricorda che la difterite è un’infezione molto contagiosa causata dal batterio ‘Corynebacterium diphtheriae’ e, in misura molto minore, da ‘Corynebacterium ulcerans’. Pur localizzandosi nel naso, nelle tonsille, nell’ugola, l’infezione può diventare potenzialmente mortale a causa della tossina difterica che i batteri producono e che si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi danni a organi vitali.

Mentre i batteri rimangono localizzati nella sede dell’infezione, la tossina difterica che producono si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi lesioni al cuore, al fegato, ai reni, alle ghiandole surrenali e al sistema nervoso periferico. Anche se l’infezione viene curata, i danni provocati al cuore possono essere causa di morte.

I sintomi dela difterite

I sintomi della difterite in genere si manifestano da due a cinque giorni dopo l’infezione e possono includere: membrana grigio biancastra che copre la gola e le tonsille, mal di gola e raucedine, ghiandole gonfie (linfonodi ingrossati) nel collo, difficoltà nella respirazione e respiro accelerato, secrezione dal naso, febbre e brividi, grave stato di stanchezza generale.

L’Iss: “Vaccino sicuro ed efficace”

In alcune persone l’infezione può manifestarsi con disturbi lievi o addirittura assenti. Queste persone, inconsapevoli del loro stato di salute, sono “portatrici sane” e, al pari delle persone ammalate, possono diffondere l’infezione. “Il vaccino – spiega l’Iss – è sicuro ed efficace”. Il calendario vaccinale prevede la vaccinazione dei bambini nel primo anno di vita. È previsto un richiamo nel sesto e nel dodicesimo anno di vita. Successivamente è raccomandato un richiamo ogni dieci anni.

Gli appelli delle Asp per le vaccinazioni

Dopo il dramma di Anna Rosa, le richieste di vaccinazioni pediatriche hanno subito una impennata in generale su tutto il territorio regionale. Le varie Asp hanno avviato da diversi giorni un monitoraggio per ottenere dei dati aggiornati sulla copertura. Accade ad Enna, dove la direzione strategica dell’Asp è affidata a Mario Zappia. “L’obiettivo è quello di contattare e convocare quanto prima le famiglie interessate per recuperare le somministrazioni mancanti – dice una nota dell’Asp ennese -, fornendo al contempo un’informazione corretta, puntuale e priva di allarmismi sui reali benefici di un percorso immunitario completo”.

Il direttore sanitario Paolo La Paglia lancia un appello alle famiglie: “Vaccinare i propri figli non è soltanto un obbligo di legge, ma un atto di responsabilità e di amore verso di loro e verso l’intera collettività. Completare tutte le vaccinazioni previste dal calendario significa salvare vite umane, la propria e quella degli altri. Ciò che è accaduto a Palermo ci ricorda che malattie che credevamo sconfitte possono tornare, e che l’unico modo per fermarle è la prevenzione”.

Le mosse dell’Asp di Catania

Un appello analogo arriva dall’Asp di Catania, una delle aziende che hanno registrato l’aumento delle richieste di vaccini e di verifiche sulle coperture vaccinali dei bambini dopo il dramma della piccola palermitana.

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Asp Catania
La sede dell’Asp di Catania

Il dipartimento di prevenzione dell’Asp etnea ha già previsto l’accesso agli ambulatori vaccinali anche senza prenotazione in occasione della prima vaccinazione del bambino, nei primi mesi di vita, e per i bambini nati nel 2024. “Una modalità pensata per facilitare l’accesso delle famiglie ai servizi e favorire il rispetto del calendario vaccinale – si legge nella nota dell’Azienda sanitaria -. Da oggi questa opportunità viene estesa anche ai bambini nati nel 2025”.

Anche in questo caso arriva l’invito a spingere al massimo sulla vaccinazione, “che rappresenta uno degli strumenti più importanti di prevenzione e di tutela della salute, perché protegge il singolo bambino e, contribuendo a limitare la circolazione delle malattie infettive, anche la comunità”.


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