molto interessante e utile questa autorevole riflessione. Il problema è che quando si arriva a un referendum come questo diventa complicato scegliere. Le ragioni degli schieramenti quasi sempre finiscono con sminuire il valore che i nostri costituenti avevano dato a questo istituto della nostra carta costituzionale per fare prevalere logiche di parte e di bottega. E per un tema come questo piuttosto che scaricare sul cittadino comune una scelta - a cui peraltro non intendo sottrarmi -, ci vorrebbero legislatori autorevoli e qualificati.


Il ponte sarà un disastro finanziario, sarà un disastro ambientale e non si completerà mai.
Spiace vedere tante fulgide menti politiche e non glorificarne quella che si rivelerà una cuccagna di spesa pubblica, una cuccagna per i soliti ignoti senza dubbio.
E noi, o i nostri figli pagheremo come sempre il niente.
Tranquillo, nel 2032 non ci sarà ne’ il ponte ne’ la lega. Ormai non vi vota neanche i parenti.
Mi sembra una storia che non avrà né un inizio né una fine.
Il ponte non ci sarà per il semplice motivo che non è fattibile. Però purtroppo ci saranno i cantieri che per anni saranno un immane buco nero di risorse che andranno a gonfiare i portafogli di politici, faccendieri e mafiosi.