PALERMO – “La Sicilia è prigioniera di un presidente della Regione non solo incapace e ignorante, ma dannoso e indecente, che fa ridere il Paese, isole comprese, e che sta approfittando dell’appoggio di alcuni avventurieri della politica, preoccupati del ‘cosa farò’ domani se cade il governo Crocetta quater”. Lo dice in una nota Saverio Romano, coordinatore dei gruppi parlamentari di Ala. “Oggi non è più possibile sorprendersi: questo volgare mistificatore della realtà, eletto alla presidenza della Regione per un irripetibile gioco della sorte – ancora Romano -, ha oltrepassato ogni nostra preoccupazione, continuando a vessare i siciliani in tutte le forme possibili, insensibile alle grida di disperazione che ogni giorno tutte le categorie gli rivolgono sin sotto la sua finestra di Palazzo d’Orleans, capace solo di preservare la cerchia di amici da sistemare e di interessi politici ‘particulari’ da tutelare, promotore di quell’antimafia degli affari, parolaia e inutile che ha fatto cadere il suo velo e la sua ipocrisia. Crocetta – prosegue – non si preoccupi del mio futuro politico: c`ero prima di lui e ci sarò anche dopo, forte dell’affetto dei miei elettori, a cui rispondo con il mio operato e le mie scelte”.
“A parlare, invece, della tragedia che il governo Crocetta, fin qui nelle sue quattro versioni, ha significato per la Sicilia saranno i numeri impazziti dei conti regionali, il dissesto che ha provocato, i posti di lavoro che ha cancellato e quelli che non ha contribuito a creare, il numero dei biglietti di bus, treni e aerei acquistati dai giovani e dalle famiglie che hanno lasciato la Sicilia, il numero delle imprese che hanno chiuso, il numero, 55, degli assessori che ha dovuto cambiare pur di rimanere a galla sulla sua poltrona, in assenza di un piano, di una qualsivoglia strategia di sviluppo e di crescita. L`unico numero che rimane da conoscere – conclude Romano – è quello dei giorni che ci separano dalla prima occasione utile per i siciliani: quella in cui potranno sferrargli un sonoro calcio nel sedere. Proprio per questo è giunto il momento che tutti coloro che vogliono una Sicilia senza questo vergognoso presidente della Regione, al di là degli schemi e delle appartenenze, facciano fronte comune”.

