PALERMO – È anche sulla scalata imprenditoriale di Giuseppe Salamone, arrestato ieri, che si sono concentrati i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria. Quella scalata che lo reso uno dei più importanti uomini d’affari nel settore del trasporto su gomma e su cui sono ombre. Ombre mafiose.
Nel suo passato ci sono precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personale, rifiuto di fornire la propria identità, minaccia e danneggiamento, violazione di domicilio, omesso versamento di Iva e ritenute previdenziali. Ma sono state le sue frequentazioni a fare scattare in passato la misura di prevenzione dell’avviso orale.
Nel corso degli anni è stato trovato in compagnia di Salvatore Eucaliptus, gravato da precedenti per mafia, figlio del capomafia di Bagheria ed ergastolano Nicolò e cognato di Onofrio Morreale, pure lui condannato al carcere a vita. Ed ancora sono stati segnalati i suoi contatti con Andrea Lombardo, in carcere dal 2017 con l’accusa di avere fatto parte della famiglia mafiosa di Altavilla Milicia, e con Gaetano Fiorista, protagonista di un episodio mai chiarito.
Il 4 luglio 2008 quattro persone vengono fermate dalle forze dell’ordine con l’accusa di aver preparato un piano per uccidere il boss Francesco Lo Iacono. Sono Michele Modica, Andrea Fortunato Carbone, Emanuele Cecala e Gaetano Fiorista.
Dall’analisi delle aziende riconducibili a Salamone è venuto fuori che si è speso parecchio per dare lavoro a una serie di persone con precedenti penali per mafia. Fra i dipendenti della Transervice, una delle imprese sequestrate ieri, c’erano Francesco Balistreri, Giuseppe Comparetto (arrestato nel 2017 con l’accusa di essere il capomafia di Ficarazzi e condannato in primo grado all’ergastolo per la lupara bianca dell’imprenditore Andrea Cottone), Gioacchino Mineo (considerato il braccio destro dell’anziano capomafia di Bagheria, Pino Scaduto) e Onofrio Morreale (pure lui condannato all’ergastolo per l’omicidio Cottone a già arrestato nel 2005 per avere fatto parte della rete di protezione di Bernardo Provenzano). Pure nell’elenco dei suoi fornitori di Salamone ci sono imprese che non hanno fatto della trasparenza la loro virtù. Non solo mafia: Salamone ha assunto diverse persone con precedenti per droga e rapina. Sono tutti episodi che dimostrerebbero la sua permeabilità a un sistema di favori e connivenze che vanno oltre le intestazioni fittizie che gli sono costati il carcere e l’evasione fiscale che gli viene contestata.

