Sanità e campagna elettorale Occhio a ciò che accade in corsia

Sanità e campagna elettorale|Occhio a ciò che accade in corsia

Troppe commistioni. Assessore e dirigente regionali dettano le regole
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PALERMO – Più che un atto di indirizzo è un vademecum per evitare che uffici e corsie degli ospedali diventino luoghi di campagna elettorale. L’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e il dirigente Mario La Rocca hanno messo per iscritto le “disposizioni in occasione delle elezioni amministrative”. Le hanno inviate a tutti i legali rappresentanti delle aziende sanitarie e per conoscenza ai procuratori della Repubblica presso i tribunali siciliani. Come dire: occhio a quello che succede negli ospedali perché potrebbe essere oggetto di inchieste.


Il 4 e 5 ottobre prossimi si voterà in tantissimi comuni dell’Isola. Non è escluso, anzi è molto probabile che siano presenti nelle liste elettorali dipendenti della sanità pubblica e di quella privata convenzionata.
Ecco perché, si legge nell’atto di indirizzo, “non sfugge a nessuno la necessità di far tenere del tutto estraneo alla contesa elettorale il sistema sanità, pubblica e convenzionata, nella sua accezione più ampia quale complesso di funzioni attività di servizio assistenziale universali”. Da qui alcune regole: tutte le procedure di concorso già avviate o comunque in itinere, fatta esclusione per l’implementazione degli organici carenti e delle attività connesse all’emergenza Covid, comprese quelle per l’attribuzione delle direzioni di unità operative complesse, sono sospese fino al voto; alla stessa maniera non si potranno avviare procedure concorsuali ex-novo.

Le direzioni aziendali devono fare rispettare un rigido codice di comportamento: stop all’inaugurazione dei reparti nel corso della campagna elettorale specie nei comuni dove si vota (il taglio del nastro diventa troppo spesso una passerella); niente riunioni elettorali negli uffici; divieto di dar luogo ad alcun nuovo rapporto di lavoro e monitoraggio completo dei mandati di pagamento; divieto di diffondere tra personale e pazienti materiale propagandistico; invito a tutti i candidati a chiedere un periodo di aspettativa o di usufruire dei giorni di permesso per la durata della campagna elettorale. Basterebbe il buon senso, ed invece bisogna mettere per iscritto le regole comportamentali. Già questo la dice lunga su ciò che accade negli ospedali in campagna elettorale.


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