Seguivo meglio questo professionista quando parlava di Calamandrei

Seguivo meglio questo professionista quando parlava di Calamandrei
Articolo alquanto fazioso . Il problema non è che un giudice non può sbagliare ma il fatto che se un cittadino sbaglia,medico, infermiere, padre di famiglia paga sia civilmente che penalmente e ripeto sbaglia senza dolo. Ora o siamo tutti cittadini di fronte alla legge e il giudice deve pagare personalmente ( il caso Tortora è emulativo tanto che il giudice è stato promosso) oppure questi giudici si sopportino la gogna mediatica Ai posteri l’ardua sentenza!
Venduta! Anche questa candidatura è stata aggiudicata!
La pensavo come Vincenzo Lo Re ai tempi di TeamSud sui temi di Riscatto della Sicilia ricordandomi dei nostri interventi a Villa Igea nel giorno del 18 luglio 2011, la penso esattamente, anche oggi sul Referendum del 22/23 marzo prossimi, come Lui e anche come il Professore Avvocato Coppi.
Questo articolo si può definire un vero e proprio SAGGIO. Dovrebbe essere almeno letto, se non studiato, da tutti. Bellissimo ed istruttivo.
Catania ha bisogno di memoria.
Ha bisogno di ricordare, ricordare chi si è presentato accompagnato da presunti amici o conoscenti radicati nel terreno fertile di una politica affaristica, presuntuosa, arrogante e volta a proteggere solo i propri interessi economici e di quelli delle proprie famiglie.
Ha bisogno di ricordare le storie personali di ognuno che ha martirizzato questa provincia e questa regione.
Ha bisogno di ricordare chi apre le sfavillanti e luminose segreterie che rincorrono elenchi su elenchi a qualsiasi ora del giorno e della sera. chiudendole dopo le serrate elettorali e facendosi negare al telefono.
Ha bisogno di ricordare chi mette qua e la nelle varie aziende raccomandati incapaci, arroganti e presuntosi.
Ha bisogno di ricordare chi ci ricorda nelle numerose stanze delle segreterie che ha spacciato per favore un diritto calpestando la dignità altrui.
Ha bisogno urgente di ricordare chi ha riempito le diverse sale in questa città con vagonate di povere vittime e disperati, trasportati e trasportate con pullman dai diversi paesi con l’illusione di partecipare liberamente a un teatrino squallido ed indecoroso.
Ha bisogno urgente di ricordare chi ha solcato le soglie delle istituzioni cittadine, avendo consensi stratosferici e realizzando sul territorio miserie ed inutilità.
Ha bisogno di ricordare che serve lungimiranza e capacità di anteporre al bene comune il bene proprio.
Ha bisogno di ricordare le proprie origini.
Ha bisogno di ricordare che non bisogna offendere la patria di Agata.
Ha necessità di porre fine alla carriera politica affaristica di chi ha distrutto i sogni dei nostri figli e dei nostri nipoti, costretti ad andare via dal questi suoli, pur di non sottostare a ricatti e false promesse di sviluppo.
Ha necessità di guardarsi allo specchio e chiedersi se è in pace con la propria dignità.
Il resto è solo sterile retorica.