Santana: "Sereno per la scelta presa. Ecco cosa farò adesso"

Santana: “Sereno per la scelta presa. Ecco cosa farò adesso”

Santana: “Sereno per la scelta presa. Ecco cosa farò adesso”
A 39 anni l'attaccante ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato

PALERMO – Una carriera spesa sui campi di calcio girando in lungo e largo l’Italia dove si è consacrato fino a raggiungere la convocazione con la maglia dell’Argentina. A 39 anni Santana ha deciso di appendere le scarpette al chiodo e passare dall’altro lato. La sua “nuova vita” sarà in panchina a guidare una squadra del settore giovanile dei rosanero, ma prima dovrà completare il corso per prendere il patentino.

“Ho parlato con il presidente, abbiamo iniziato a mettere le basi per questa scelta che non è costata più di tanto. Doveva arrivare, in tanti mi hanno detto che sarebbe stato difficile e sofferta. Io sono tranquillo”. Si è espresso così l’ormai ex capitano del Palermo in conferenza stampa.

“Lascio un Palermo con il vissuto che abbiamo avuto. Gli sbagli che abbiamo fatto quest’anno saranno minori o del tutto cancellati. La squadra farà meglio. Credo che un anno così intenso non può che farti migliorare sotto tutti gli aspetti. Sono fiducioso”.

L’attaccante rosanero dopo la gara dei play off contro l’Avellino, che ha portato all’eliminazione del Palermo era convinto di poter continuare a giocare: “Da quel giorno non è cambiato nulla. Parlando con la società siamo arrivati a fare la scelta migliore per tutti e due. La società mi ha aperto le porte per questa nuova esperienza e sarò grato per tutto. A fine luglio inizierò il corso. Una volta finito inizierò il prima possibile ad allenare. Non voglio stare fermo a lungo. Prima il corso, poi decideremo dove su quale panchina sedermi”.

“La mia idea è riportare tutto quello che ho vissuto, ovviamente cercherò di arrivare ai ragazzi i miei ultimi anni di carriera dove ero più maturo e con pochi sbagli. Vorrei farli arrivare subito senza perdere anni di carriera con gli sbagli. Con l’aiuto di chi ha vissuto tanti anni di calcio proverò a non far commettere loro degli sbagli”.

Santana ha vissuto tanti anni in rosanero e i ricordi che si porterà dietro saranno tanti: “Ricorderò la qualificazione in Coppa Uefa. Quello è stato un traguardo importante. Ovviamente ricorderò anche il gol al Catania che è significato tanto per noi e per la città”.

Non solo ricordi in rosanero, ma anche di altre squadre e momenti bui: “Il ricordo più bello è stato quando ho messo la maglia della mia nazionale e ho cantato l’inno. Rimarrà indelebile nella mai vita. Quello meno bello è l’infortunio in Coppa Uefa contro lo Schalke 04 che mi ha tolto la possibilità di andare al Mondiale. Non sono gli infortuni che mi hanno fatto prendere questa scelta. Se non era oggi era domani. Oggi mi sento bene dentro, sto bene di testa ed è arrivata nel momento giusto”.

“Ringrazio tutti le società che ho avuto, i compagni, la gente che mi è stata vicina in tutti questi anni. Ora è difficile ricordarsi tutte le persone. C’è una lista lunga, volevo scriverla ma sarebbe stata difficile e li ho tutti in mente. Ho gratitudine verso chi mi ha supportato in tutta la mia carriera”.

L’allenatore che ha lasciato tanto a Santana è uno e si tratta di Prandelli: “Mi ha lasciato tanto come persona. A Firenze è stato l’allenatore che mi ha dato tantissimo umanamente e anche in campo. Mi ha fatto crescere come persona. Lui è un allenatore importante che mi ha lasciato tanto”.

“Nel Palermo c’è Accardi che è palermitano e spero possa rimanere e trasmettere qualcosa di quello che ho vissuto io e cercato di trasmettergli. Spero si possano portare prima di tutto uomini e possano sudare questa maglia. Questa società merita tutto questo“.

Il sogno di Santana è quello di arrivare a guidare la prima squadra del Palermo, ma è consapevole che ci vorrà del tempo: “Devo ancora iniziare e allenare il Palermo è un sogno. Mi prefisso sempre degli obiettivi. Adesso inizierò a studiare e parlare con persone che hanno fatto per tanti anni gli allenatori. Chissà un giorno possa arrivare quello sogno”.

“In questi giorni mi sono allontanato totalmente dal calcio, non guardo nulla. Mi sto godendo la mia famiglia. Lo farò finché non andrò ad allenare il primo giorno i miei ragazzi. Non ho visto l’Italia, non posso dare un giudizio“.

“Di Palermo mi ha fatto innamorare la gente e l’umiltà con la quale si vive in città. Respirare l’aria del mare, il sole, le persone che sono sane. Questo ti fa vivere sereno. Ogni persona che passa per palermo non può non ritornare, quindi è strano che uno non si innamori di questa città ”.

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