Santapaola e il domino dei capi: “Dove ha messo u palloccu…”

Santapaola e il domino dei capi: “Dove ha messo u Paloccu?”

Le ricostruzioni del pentito Rosario Bucolo sulla cugina del boss Nitto

CATANIA – Dal Castello Ursino alle zone più periferiche di Catania, pure i pentiti meno ‘storici’ di Cosa Nostra parlano di Grazia Santapaola. A fornire elementi sulla presunta donna di mafia, arrestata dai carabinieri del Ros alcune settimane orsono, è anche il collaboratore di giustizia Rosario Bucolo. La ‘zia Grazia’, così la chiamavano, avrebbe avuto i gradi per ‘prendere‘ un mafioso di Catania e ordinargli di mettersi a capo di uno specifico gruppo. Una donna di assoluto rispetto. Anche se altri, poi, andavano a lamentarsi con lui.

Bucolo è stato uno degli ultimi appartenenti a Cosa Nostra a pentirsi. Le sue dichiarazioni per questo sono state inserite dopo, tra gli elementi per cui la Dda di Catania ha chiesto e ottenuto l’arresto di Santapaola. Nell’ordinanza del gip Anna Maria Cristaldi, le sue ricostruzioni vengono riportate in maniera riassuntiva. Ma le sue posizioni, rispetto a tanti personaggi appartenenti al gruppo, sono già agli atti di altre inchieste.

Gli altri pentiti

A parlare di Santapaola sono stati diversi collaboratori di giustizia. Uno di loro è Salvatore Scavone, poi c’è Sam Privitera, Silvio Corra, Fabrizio Nizza. E persino uno che con i Santapaola c’entrava poco, ovvero Gaetano D’Aquino, già esponente del clan Cappello. Il ‘professore’ D’Aquino ha parlato di Santapaola come del “sangue blu” della mafia.

Il ‘Paloccu’ in via della Concordia

Nell’ordinanza viene riportata la lamentela di cui è venuto a conoscenza Bucolo. Qualcuno si era lamentato che Grazia Santapaola avesse ‘messoun appartenente al clan soprannominato il ‘Paloccu’, da un punto di vista mafioso, a capo del gruppo di via della Concordia. Una cosa che non avrebbe potuto fare. Parlando con Bucolo, avrebbe raccontato di avere avuto una discussione con la zia Grazia. A quel punto lui sarebbe andato dalla cugina di Nitto Santapaola – e moglie di Turi Amato – a chiedere chiarimenti. E la donna avrebbe negato tutto. Anzi avrebbe bollato come inaffidabile colui che aveva parlato di lei.

Bucolo è un graduato di Cosa Nostra, uno che fino a pochi mesi fa apparteneva all’elitè, ai capi, della zona del Castello Ursino. Uno che conosce tutti. O quasi. E ai magistrati della Dda che lo interrogano – assieme ai carabinieri del Ros e ai poliziotti della squadra mobile di Catania – associa nomi a volti. E li riconosce dalle foto.

Gli altri personaggi riconosciuti da Bucolo

Tra le persone che Bucolo ha riconosciuto ci sono anche gli ultimi presunti capi della mafia catanese. C’è stato un boss di rango come Francesco Napoli, detto Ciccio, il boss ‘dell’aristocrazia’ mafiosa catanese. Napoli è stato condannato in primo grado e in appello con l’accusa di essere uno degli ultimi – precisamente il penultimo – referente provinciale del clan Santapaola Ercolano. La stessa aristocrazia di cui pure Grazia Santapaola farebbe parte.

Napoli però era un boss ‘particolare’: il primo a essere designato come uomo d’onore riservato, un modo per tentare, con scarsi successi, di tenere al riparo il capomafia da pentiti o accuse dirette. E questo perché era uno dal Sangue blu: nipote di un mafioso soprannominato “cavadduzzu”, quest’ultimo era imparentato con Nitto Santapaola. Più “aristocrazia” di così, per certi ambienti, era difficile da ipotizzare. Bucolo inoltre ha parlato pure di Ciccio Russo, colui che per la Dda di Catania avrebbe preso il posto di Napoli come referente provinciale.


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