Scambi di accuse tra Conte e Schlein, il campo largo si sgretola

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L'inchiesta sul presunto voto di scambio crea problemi
I DISSAPORI
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3 min di lettura

Il campo largo si sta sgretolando a Bari dopo il “no” alle primarie del M5s a tre giorni dall’apertura dei gazebo. L’inchiesta sul presunto voto di scambio ha convinto il leader del M5S Giuseppe Conte e il candidato Michele Laforgia che non ci fossero più le condizioni per votare domenica prossima. Un passo indietro che ha acceso lo scontro Pd-M5S proprio quando sembrava che Bari potesse essere il laboratorio per un altro esperimento politico: i pentastellati non avevano mai accettato di confrontarsi alle primarie, quella pugliese sarebbe stata la prima volta.

Il campo progressista, che coinvolge Sinistra italiana e Verdi, ma anche a Italia Viva e Azione, adesso rischia di frantumarsi. Lo fanno presagire le parole di Conte che nella mattinata di ieri, venerdì 5 aprile, Bari, ha rincarato la dose: “Mi dispiace di questa reazione del Pd ma noi non accettiamo mancanza di rispetto e nessuno può permettersi di dire che il M5s è sleale o alludere a questo. Invito il Pd a non reagire in modo scomposto. Se non ritirano le accuse di slealtà diventerà sempre più difficile lavorare con il Pd”.

Già da giovedì si erano messi in moto i “pontieri”, la loro missione è convincere i pentastellati ad azzerare le candidature di Laforgia e Vito Leccese, ex capo Gabinetto di Antonio Decaro, e individuare insieme una figura terza, del mondo civico, che possa tenere unita la coalizione. Un percorso che però appare da subito quasi impossibile.

“Mercoledì scorso – ha insistito Conte – ho avvertito con una lunga telefonata la segretaria Schlein che la situazione su Bari si stava compromettendo e che se ci fossero state nuove inchieste noi non saremmo stati disponibili a far finta di nulla, proseguendo con le primarie. Si è verificata purtroppo una nuova inchiesta, che per altro ha come oggetto proprio l’inquinamento del voto e il voto di scambio, la cosa diventa sempre più seria. Fare finta di nulla non è possibile”. Il presidente del M5s ha ricordato che “noi a Bari eravamo all’opposizione, abbiamo accettato di fare un percorso comune ma su determinati presupposti. Se c’è qualcuno che fa finta di nulla o vuole sminuire non ci stiamo. La situazione è oggettivamente grave”.

In serata, dal palco posizionato a piazza Umberto, a Bari, per il comizio di Leccese, Schlein ha risposto in maniera piccata: “Io sono qui con voi perché a differenza di altri, io mantengo la parola data. E mi dispiace per la decisione presa ieri da Giuseppe Conte, unilateralmente, ha deciso senza cercare una soluzione perché così aiuta la destra”. E rivolgendosi al candidato Pd, lancia una piccola apertura: “Avrai il nostro supporto anche se vorrai continuare a cercare con Laforgia quella unità che ieri altri hanno rotto. Anche ieri – svela – noi avevamo avanzato la proposta di fare entrambi un passo indietro, per fare insieme un passo avanti. Ma la risposta è stata negativa, evidentemente quella risposta era già stata architettata. Sono felice di essere qui con Vito Leccese perché sono qui da segretaria del Pd a confermare tutta la nostra fiducia e il nostro supporto a una persona perbene, specchiata, che si è sempre messa al servizio della comunità”.

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