Scarpinato in bilico, nervi tesi nella maggioranza - Live Sicilia

Scarpinato in bilico, nervi tesi nella maggioranza

Ai minimi termini i rapporti con il presidente Schifani.

PALERMO – Nervi tesi nella maggioranza: l’assessore Francesco Scarpinato sulla graticola. L’evoluzione dell’affaire Cannes non promette bene per il meloniano palermitano che adesso rischia il posto in giunta. 

I rapporti con il presidente Renato Schifani sono ai minimi termini e la portata politica dello scivolone apre un fronte di crisi dentro la maggioranza e dentro Fratelli d’Italia (un partito “polveriera” come viene definito a taccuini rigorosamente chiusi da un noto esponente del centrodestra siculo). L’imbarazzante e imbarazzato silenzio dei meloniani, che ha scandito la settimana più difficile del governo regionale, viene squarciato soltanto stamattina da una nota stampa che sa tanto di difesa d’ufficio (tardiva). 

“Nessun dubbio sulla correttezza dell’azione politica e amministrativa dell’assessore regionale al Turismo Francesco Scarpinato Fratelli d’Italia segue con attenzione la vicenda che comunque non intacca la fiducia nel componente della giunta Schifani. Scarpinato proseguirà nell’azione di governo con l’obiettivo di realizzare il programma di promozione e valorizzazione turistica della Sicilia”, scrivono in una nota stampa il coordinamento regionale, il gruppo all’Ars e gli assessori regionali di Fratelli d’Italia. 

Ma i malumori messi come polvere sotto il tappeto sono tutt’altro che sopiti. L’imposizione romana di Scarpinato, amaro calice bevuto da Schifani e da buona parte del partito siciliano, continua a tenere banco. A questo si aggiunge il venire meno del rapporto fiduciario tra Schifani e Scarpinato (nei fatti praticamente commissariato dal presidente e dall’atto di revoca del provvedimento). 

Il vero scoglio però sono i rapporti con Roma, se è vero come è vero, che la gestione dell’assessorato al Turismo rientra all’interno di un progetto complessivo più ampio che vede i meloniani occupare e stesse postazioni all’interno di diverse giunte regionali e guidare l’analogo ministero a Roma (con Daniela Santanchè). Senza contare poi il convitato di pietra di questa storia: l’ex assessore al Turismo, 

Manlio Messina (uomo di punta del vicerè meloniano Francesco Lollobrigida) il cui operato nei fatti viene messo in discussione vista l’evidente continuità della condotta di Scarpinato (destinato a diventare il capro espiatorio). I nodi politici non sono insomma di poco conto. 


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