Possiamo confessare una impressione? Nei giorni in cui figure importantissime del centrodestra si esprimono per il bis di Renato Schifani, come candidato e possibile ri-presidente, il più prudente è sembrato l’equilibratissimo Nino Minardo.
Mentre il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dava fiato alle trombe, per un endorsement smagliante, mentre il segretario siciliano della Lega, Nino Germanà, suonava le sue campane, con le stesse note, che faceva Nino Minardo?
Garantiva la sua preferenza alla ricandidatura di Schifani con un inciso, nel corso di una intervista a ‘Repubblica’, in cui c’è sembrato, davvero, che trionfasse la suprema cautela.
Le interviste e la prudenza
Citiamo dalla chiacchierata con Giuseppe Bianca, la risposta alla domanda sulla riconferma dell’attuale presidente: “Ho già espresso più volte la posizione favorevole del nostro partito, ma non vorrei tornare sul tema. Non per sfuggire, ma perché lo trovo un dibattito stucchevole”. Tutto qui?
Giusto in una intervista con LiveSicilia.it era stato più corposo: “Renato Schifani è il presidente della Regione uscente, una grande risorsa per il nostro partito con una storia politica prestigiosa”. E ancora non si era manifestata la carica di cavalleria del presidente La Russa.
Parliamo del commissario regionale di Forza Italia, di un politico di spessore, con una lunga carriera. Come mai Minardo è apparso così accorto? Come mai non batte il pugno sul tavolo (metaforicamente), con l’agevolazione del ‘precedentemente detto’? Come mai non rivendica con parole più nette un ‘nuovo giro’ alla stregua della naturale prosecuzione di un’esperienza di governo condotta dal presidente del suo stesso partito? Sono domande naturali.
Le voci per il bis
Ricordiamo – per completezza di cronaca – che pure il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, ha dato il suo via libera al bis di Schifani, sia pure con la variante De Luca.
Forse per la sua fisionomia di ponderatissimo mediatore, già tratteggiata in un ritratto a lui dedicato, Nino Minardo procede lentamente, nel solco di una natura posata, ispirata all’equilibrio.
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Forse, chissà… Forse Nino il temporeggiatore, con tattica sopraffina, attende il momento propizio per piazzare il colpo giusto. Sarebbero utili gli ulteriori ragguagli che arriveranno. Dall’equilibrio all’equilibrismo il passo (involontario, nonostante le migliori intenzioni) può essere breve.
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