PALERMO – “Nessuna tensione nella maggioranza”, mentre il voto dell’Ars che in un primo momento ha bocciato il Consolidato della Regione “non ha significato politico” ed è stato frutto di “una distrazione d’aula”. Il governatore Renato Schifani parla a Rainews24 e fornisce la sua fotografia dell’attuale situazione politica, con l’Ars impegnata nell’esame della Finanziaria. “Lavoriamo e portiamo avanti il programma”, assicura.
“Consolidato? Problema risolto in 24 ore”
Lo stop al Consolidato, quindi, “è stato risolto nel giro di 24 ore con un voto a stragrande maggioranza”, ha aggiunto Schifani, che però lancia un messaggio a qualche anima della sua maggioranza: “Spero e auspico che nessuno voglia porsi fuori dal perimetro della coalizione”. Parole che sembrano indirizzate al Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo, che negli ultimi tempi ha criticato più volte le decisioni del governo. e prendendo spunto da una domanda sulla riforma del premierato, il presidente della Regione Siciliana poi precisa: “Se in Sicilia non ci fosse stata la legge che prevede, in caso di sfiducia al presidente della Regione, il contemporaneo scioglimento del Parlamento non mi sarei candidato alla guida della Regione. Se ci fosse stata la possibilità di sostituire il governatore nel corso della legislatura – rincara Schifani – non mi sarei candidato”.
“L’intesa con la Dc? Tema ancora aperto”
Nell’intervista c’è spazio poi per il tema delle alleanze in chiave Europee. Dopo la kermesse di Taormina, organizzata dall’assessore regionale all’Economia Marco Falcone, le porte di Forza Italia sembravano chiuse per la Dc di Totò Cuffaro ma secondo Schifani così non è. “Il tema è aperto, mi confronterò con Tajani”, assicura il governatore che poi precisa il suo pensiero: “Penso a forze politiche con le quali si ha una condivisione di valori, quelli del Ppe, storia e appartenenza. Forza Italia non è un autobus, ma bisogna confrontarsi con soggetti politici che si sono sempre riconosciuti nel Ppe per fare in modo che il sogno di Berlusconi di aggregare forze moderate sotto al simbolo di Forza Italia, si avveri”.

