Calenda-Schifani, i dettagli nel video dello scontro

“Al confino”, “Non è questo il modo”. Lo ‘scontro’ Schifani-Calenda

Calenda Schifani video
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Commenti

    La verità purtroppo fa male .calenda a perfettamente ragione solo che e l’unico capace di dire le cose in faccia al contrario di altri big della politica. Aggiungo che la sicilia dovrebbe essere commissariata e gestita da commissari non italiani ma tedeschi inglesi o svizzeri.diversamente non c’è speranza .

    Da Siciliano condivido quanto dice Calenda in quanto riflette il mio pensiero. Lui non attacca i Siciliani ma la politica e le istituzioni che sono i primi a denigrare la Sicilia e i Siciliani. Sono loro che pur facendo parte delle istituzioni le infrangono con i loro comportamenti riprovevoli che rasentano persino la illegalità. Sono loro che non rispettano le istituzioni, sono loro che fanno clientelismo quasi mafioso . Siamo rimasti a feudalesimo. Loro sono i nuovi vassalli e valvassori. Culturalmente e politicamente siamo rimasti fermi politicamente. I Siciliani sono in ogni caso migliori da chi li governa. Abbiamo la colpa di averli votati senza avere potuto sceglierli liberamente. Occorre un ricambio generazionale sperando che i giovani siano migliori. Galvagno pur giovane ha dimostrato di non meritare. Dovrebbe dimettersi. Mi aspetto che la Meloni lo inviti a dimettersi

    A preside’ non l ha capito che l ha con la politica siciliana e non cn i siciliani dimettetevi tutti

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Dopo i primi cinque posti della classifica Swg sul gradimento dei presidenti di Regione, al sesto posto si collocano a pari merito Michele De Pascale (Emilia-Romagna) e Stefania Proietti (Umbria), entrambi al 45%, anche se la governatrice umbra registra il calo più marcato rispetto al 2025 con otto punti in meno. Seguono Eugenio Giani (Toscana) al 42% (-5), Alberto Cirio (Piemonte) al 40% (-2), Marco Bucci (Liguria) e Francesco Acquaroli (Marche) al 37%, con il presidente marchigiano stabile rispetto allo scorso anno. Più indietro Attilio Fontana (Lombardia) al 35%, senza variazioni, e Marco Marsilio (Abruzzo), Alessandra Todde (Sardegna) e Vito Bardi (Basilicata), tutti al 33%, ma con cali rispettivamente di 2, 4 e 6 punti. Chiudono la graduatoria Francesco Rocca (Lazio) al 29% (-2) e Renato Schifani (Sicilia) al 25%, stabile rispetto alla precedente rilevazione.

Come volevasi dimostrare. È stata una farsa, hanno dato l' illusione che ci fosse un cambiamento. In realtà troppi collusi da smontare. Solo un intervento del Padre da lassù in questa terra bruciata.

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