Scusi, il reddito di cittadinanza? | In fila per il lavoro che non c'è - Live Sicilia

Scusi, il reddito di cittadinanza? | In fila per il lavoro che non c’è

Come funzionano i Centri per l'impiego? Viaggio in una mattina di sogni e difficoltà FOTOGALLERY

Palermo
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PALERMO – “In 15 anni mai ricevuta una proposta, abbiamo smesso di sperarci e siamo andati a lavorare fuori. Qui non c’è speranza”. Basta una mattina trascorsa al Centro per l’impiego di Palermo, in via Praga, per sentire storie come questa. I battenti aprono alle 9, ma i cittadini in cerca di un’occupazione presidiano l’esterno del Centro già di notte. Vincenzo è arrivato alle 5 della mattina; dopo tre giorni di tentativi, non è ancora riuscito a fare la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID). Il suo 63esimo posto nella lista d’attesa fa capire che non è lui il più mattiniero. “Devi stare attento anche dopo averlo preso, il numero, perché alle 13 prima di chiudere loro fanno un appello e se non ci sei ti cancellano”.

FOTOGALLERY – IN FILA PER IL LAVORO CHE NON C’E’

“Loro” sono i dipendenti del front office, che ogni giorno devono soddisfare, nei limiti, le richieste di un fiume in piena di utenti. Molti arrivano con le idee piuttosto chiare: l’intenzione è di chiedere il tanto agognato reddito di cittadinanza, sul quale ancora il governo nazionale non si è nemmeno pronunciato ufficialmente, ma che già tiene banco nei Centri per l’impiego di tutta Italia. “Questi discorsi sul reddito sono ridicoli – taglia corto Vincenzo –, vorrei solo lavorare”.

E vorrebbero lavorare anche i tanti over 40 che si sono ritrovati disoccupati per la prima volta. In via Praga arrivano con tante domande, soprattutto sul reddito di cittadinanza, ma principalmente con una speranza: che le tre proposte di lavoro di cui accettarne una, requisito per ricevere il reddito di cittadinanza, quantomeno arrivino davvero.

I Centri per l’impiego, 501 in tutta Italia e 64 in Sicilia, hanno sostituito gli Uffici collocamento nella gestione del mercato del lavoro a livello locale. Con l’avvento dei Centri, sono cambiati anche i compiti della pubblica amministrazione: prima un Ufficio collocamento era in grado, tra le varie mansioni, di trovare una collocazione lavorativa al cittadino; ora invece, un Centro per l’impiego può fornire servizi di orientamento, aiutare i cittadini nella gestione di pratiche burocratiche, gestire banche dati, rilasciare certificati e stipulare convenzioni (anche tra settore pubblico e privato) per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Con il proprio codice fiscale e un documento di identità, chiunque può presentarsi al Centro per l’Impiego di riferimento in base al domicilio e quindi iscriversi, rilasciando una dichiarazione che ne attesta lo stato occupazionale e la disponibilità a lavorare. Nell’area cittadina di Palermo, il solo Centro per l’impiego è quello di via Praga. Attualmente sono “ospiti” della struttura anche gli uffici del Centro di Monreale, in attesa della ristrutturazione della sede.

Secondo la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, su 137 mila siciliani che ogni anno accedono alla disoccupazione (NASPI), ben 85 mila di questi al quinto mese continuano ancora a percepire il sussidio. Questa platea, dunque, potrebbe beneficiare dell’assegno di ricollocazione e, in prospettiva, dell’annunciato reddito di cittadinanza a partire dal 2019.

Ma ci sono alcune distinzioni da fare: “Noi non siamo più l’Ufficio collocamento da anni – spiega il direttore generale del Centro per l’impiego di Palermo, Felice Crescente –. Gli unici che collochiamo sono i disabili e i forestali. A tutti gli altri cittadini noi piuttosto rendiamo servizi per l’impiego”. La Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro è parte di un percorso, una “radiografia” del lavoratore che il Centro per l’impiego carica online e della quale si serve per offrire al lavoratore delle attività propedeutiche. “L’accezione comune però – osserva Crescente – è ancora quella di Ufficio collocamento… Noi non collochiamo nessuno”.

Aspetti positivi, tra cui un buon sistema informatico che scambia dati direttamente col ministero del Lavoro, ma anche delicate criticità. La settimana scorsa Crescente ha incontrato i sindacati dei dipendenti, per affrontare una questione tutta siciliana: la riorganizzazione della forza lavoro. “Siamo tanti, vero, ma quello che spesso i giornali non dicono è che la Regione Siciliana deve sopperire anche alle funzioni che nelle altre regioni sono ministeriali”, puntualizza Crescente.

“Occorre, in ogni caso, la riqualificazione: abbiamo computer nuovi e una potente rete informatica interna, e anche dipendenti che gestiscono situazioni complesse. Molti hanno la laurea, ma non le qualifiche richieste”. In effetti, stando ai dati della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, in Sicilia opera il maggior numero di addetti ai servizi pubblici per il lavoro: sono 1.737 su 7.934 operatori, poco meno del 22% del personale operativo nei Centri per l’impiego di tutto il nostro Paese. L’attività della rete pubblica, tuttavia, si focalizza sulla gestione dei disoccupati e non ha alcun contatto strutturato con la domanda di lavoro delle aziende locali, anziché promuovere l’incontro fra domanda e offerta di lavoro.

“Quello che manca è un punto di raccordo fondamentale: la sinergia con le agenzie per l’impiego private”. Le agenzie sono una strada sempre più battuta dalle aziende per cercare nuova forza lavoro, e di recente hanno arricchito la gamma di servizi a disposizione degli imprenditori: il passo in più, spiega il direttore, è quello di individuare figure professionali che le aziende non cercano ancora, ma di cui potrebbero avere bisogno in futuro. “Questa corrispondenza tra noi e loro sarebbe molto utile – commenta il direttore del Centro –. Dal canto nostro, in linea sperimentale, stiamo avviando degli incontri con gli istituti tecnici industriali per instradare gli studenti già dalle scuole superiori. Tutto questo però solo se il mercato cresce. Dev’essere chiaro che noi non produciamo posti di lavoro”.

Tra i vantaggi per gli utenti all’orizzonte, Crescente annovera la facilitazione e lo snellimento delle procedure, migliorando i servizi online con banche dati e aumentando il personale al front office. Ai cittadini capita quotidianamente che banche e altri erogatori di servizi chiedano loro di fornire documenti reperibili solo al Centro per l’impiego. Così, la gente è costretta a fare la fila. “Predisporremo una banca dati – anticipa il direttore – alla quale l’utente potrà accedere per trovare il riepilogo della propria situazione e anche i documenti di cui ha bisogno. Abbiamo calcolato che, così facendo, circa il 30 per cento dell’utenza agli sportelli potrebbe calare”.

Eppure la criticità in cima alla lista è quella del lavoro che, dati alla mano, sembra proprio non esserci. Crescente però replica con i suoi, di dati: “Ce n’è uno significativo: in Sicilia circa il 20 per cento dei tirocini poi sbocca in opportunità lavorative concrete. Spesso e volentieri, dato che non offriamo posti, ci facciamo ente promotore di tirocini e attività di approccio al mondo del lavoro”.

Il reddito di cittadinanza prima o poi sarà il pane quotidiano dei dipendenti del Centro per l’impiego di Palermo, e gli uffici si stanno preparando. “Ma la questione più complessa – risponde Crescente – sarà quella della platea: se, come sembra, il reddito andrà a creare una platea del 10 per cento della popolazione attiva, cioè in Italia 9 o 10 milioni di lavoratori, a Palermo ci aspettiamo una platea che va da 40 a 60 mila potenziali destinatari. Parliamo di gente che si trova in uno stato di crisi esistenziale e già da oggi viene allo sportello chiedendo il reddito. 250 persone al giorno per un anno, a ognuna delle quali fornire tre proposte di lavoro? Di cosa parliamo?”.

In Sicilia, la natura delle proposte di lavoro è un aspetto che aggrava la situazione, già ben inquadrata dal direttore: “Le tre alternative dovrebbero comprendere una proposta formativa, ma la formazione è o fallita o in stand by, e una proposta di lavori sociali, ma il governo dovrà studiare bene come impiegare attivamente i molti giardinieri, spazzini e altri che sarebbero disseminati per Palermo”. “Dobbiamo avere proposte reali – conclude Crescente – i cittadini non vogliono solo l’assegno, vogliono lavorare. Questi soldi sono un investimento per tutta l’Italia, parliamo di 2,5 punti di PIL complessivi. Ma se deve servire come ulteriore sussidio senza che il Paese riparta, trovare il capro espiatorio nei Centri per l’impiego non serve a niente”.


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Commenti

    Vergogna!!!
    Soldi a pioggia a tutti senza criterio!
    E io pago.

    In Sicilia gli unici e soli Centri per l’impego, sono le segreterie degli uomini politici, e sono efficientissimi perchè riescono ad occupare personale anche quando non serve.

    Nella formazione professionale per esempio ne hanno stipati talmente tanti da fare perdere il lavoro anche a quelli che ci lavoravano da 30 anni.

    Essere contrari a un reddito di cittadinanza è comico o forse tragico.

    Il reddito di cittadinanza è un provvedimento che non ha né capo né coda. Un’autentica presa per i fondelli che squasserà il sistema Italia. Mi spiace doverlo scrivere ma chi si è inventato tale “panacea” per risolvere il problema del lavoro in Italia e soccorrere gli italiani più bisognevoli sono responsabili di un artificio che creerà confusione e illusioni. Il lavoro è un’altra cosa e nasce per altre vie. Dalle imprese e dagli investimenti pubblici e privati. Dalle iniziative e dalla fantasia dei singoli, Il lavoro non è fatto di dichiarazioni a perdere e di promesse messianiche. Il lavoro non è astrazione. Le promesse elettorali non portano né giovamento nelle famiglie degli italiani né benessere sociale. La burocrazia italiana non è all’altezza dei compiti cui sono stati assegnati (in teoria). Nascerà altro sfascio e l’Italia affonderà sempre di più. Questo è il reddito di cittadinanza

    Se ho bisogno di personale qualificato o di gente laureata non vado certo nei centri dell’impiego, che sono solo uno stipendificio pieno di gente sottoutilizzata e pertanto demotivata e poco attenta.
    Mi rivolgo ad una delle agenzie private, che operano a livello nazionale e che sono professionali ed efficienti.

    Il lavoro c’è: il tempo di assumere senza concorso 1800 sportellisti disoccupati, riqualificati venti anni fa, che passano il tempo ad occupare le chiese e siamo pronti….però per equità si dovrebbero assumere alla regione tutti i disoccupati siciliani..così, almeno in Sicilia, come dice Di Maio si abolisce la povertà. Per una volta saremmo i primi

    Ma qualcuno potrebbe spiegarmi il compito degli uffici di collocamento in Sicilia?Ci sono più impiegati che sedie ma non si capisce quali servizi concreti offrano al cittadino.Peraltro 15/20 impiegati a sede costano alla comunità circa 50000 euro mensili,che moltiplicati per 68 sedi influiscono per circa 3,5 milioni di euro annui nel bilancio regionale.Non sarebbe opportuno utilizzare questa gente per altri servizi ed eliminare cooperative e ditte esterne?

    Ma vorrei chiedere al direttore generale,è normale che nel 2018 ancora non esiste un sistema online per richiedere documenti,per iscriversi,per fare tutte quelle (poche) cose che per farle bisogna fare la notte fuori,aspettare ore e ore….ma in un paese civile come dovrebbe essere il nostro,è normale tutto ciò? Spero di ricevere una risposta e spero che il giornale possa fare da tramite.

    I centri del collocamento dovrebbero aiutare l’azienda a trovare persone adeguate all’offerta e ove non ci sia la qualifica creare corsi finalizzati a formare il personale, finché questo non avverrà qualsiasi manovra del governo sarà inutile se non deleteria.

    Bene e allora che si fa il direttore del centro per l impiego enuncia una serie di problemi che sono all attenzione del governo nazionale ma non tocca assolutamente il tasto della massa di disperati che bivacca la notte difronte il cento per l impiego di via Praga queste sono le sofferenze attuali dove il volume delle persone in attesa di ricevere uno dei servizi attuale , senza che il reddito di cittadinanza sia in vigore , ammonta a centoquaranta persone al giorno , come testimoniano servizi giornalistici, utenti serviti sino alle ore 13,00 numero sedici in tutto , si cita ripetitivamente il fatto che 1737 impiegati in Sicilia sono il 22% della media nazionale , dimenticandosi che in Germania sono centomila e in Francia sessantamila , sembra quasi che come alcune organizzazioni sindacali non confederali hanno attaccato il progetto di utlilzzare i lavoratori ex sportelli multifunzionali presso i centri dell impiego l intervistato voglia fare passare il messaggio che i centri per l impiego hanno una dotazione organica sufficiente , anzi maggiore rispetto alla media nazionale , MA ALLORA LE PERSONE CHE DORMONO IN STRADA PER IL TURNO PER LA NORMALE E QUOTIDIANA AMMINISTRAZIONE ME LE SONO INVENTATE IO .? E allora chi parla dei problemi del lavoro che non esiste , delle tre offerte di lavoro , delle condizioni per creare il lavoro in Sicilia , lasci a chi di competenza, il governo nazionale , questi problemi e si occupi di gestire meglio tutto questo grande organico che dichiara di avere alla stampa perché se regna al centro per l impiego il caos per i servizi di quotiamo amministrazione QUQNDO ENTRERÀ A REGIME IL REDDITO DI CITADINANZA COSA SUCCEDERÀ A PALERMO , SCOPPIERÀ LA TERZA GUERRA MONDIALE ?

    Ma è così difficile x l’ assessore pensare di creare postazioni in tutte le circoscrizioni comunali? Questo potrebbe alleggerire il carico di lavoro della sede di via Praga.

    Ma perché odi a morte queste persone , intanto non sono milleottoceno sono diminuiti molti sono in pensione qualcuno purtroppo è passato a miglior vita e poi fai finta di dimenticare che sei si sono suicidati per disperazione magari fossimo i primi ma io dico almeno anche i secondi ma no per una volta mi sta bene anche una mezza volta

    Ti faccio un esempio di quello che è la Sicilia il comune di Palermo ha un sito on line che funzionava con pass word adesso ti scade la password acedi alla funzione rinnova password ma non la puoi rinnovare perché ti dice inserisci codice speed che molti non sanno cosa sia perché ancora tale funzione non è tata pubblicizzata a dovere in Italia come semplificazione della pubblica amministrazione il comune precorre i tempi ma in Sicilia si confonde la voce semplificazione con complicazione ma è normale in Sicilia il cittadino deve , per una cosa dovuta , chiedere il favore e quindi anche per una semplice dichiarazione di disponibilità se non vuole fare le file la notte per il turno o si cerca un amico a cui chiedere un favore o magari può rivolgersi , pagando , ad una agenzia disbrigo pratiche , onestamente non so se esistano spicciafaccende in materia , ma la Sicilia è questa qua , la riforma dei centri per l impiego , passo propedeutico fondamentale per attuazione reddito cittadinanza con il relativo potenziamento dei centri per l impiego sembrerebbe stranamente fare paura proprio ai centri per l impiego ed ad alcune organizzazioni sindacali che affermano che non esistono disservizi perch in Sicilia è normale fare il turno la notte bivaccando in strada mi permetto di aggiungere io , ed allora mi chiedo se sono in una situazione di disaggio per troppo lavoro se mi lamento per l incolumità fisica del personale a rischio per le ire del pubblico ingiustamente inferocito dopo la notte di bivacco e mi si offre l opportunità di un potenziamento del centro per l impiego , PERCHE DEVO ANDARE CONTRO QUESTA SOLUZIONE OTTIMALE , PERCHÉ HO PAURA CHE NUOVO PERSONALE VENGA A RINFORZARE QUESTI UFFICI RENDENDOLI FUNZIONALI ED EFFICIENTI ?

    Ricordati che sul territorio nazionale , quindi da Milano in su vige la parola semplificazione amministrativa , in giù ed in particolare modo nel protettorato borbonico di Sicilia la parola che regna sovrana è COMPLICAZIONE AMMINISTRATIVA, BASTEREBBE DESTINARE LE UNITÀ DEI LAVORATORI EX SPORTELLI MULTIFUNZIONALI PRESSO LE SEDI DELLE CIRCOSCRIZIONI CITTADINE COSÌ DA POTERE AFFRONTARE CAPILLARMENTE TUTTE LE ATTIVITÀ INERENTI AL REDDITO DI CITTADINANZA

    Se poi un eventuale buon funzionamento del centro per l impiego possa causare mal di pancia alle agenzie di lavoro private che di recente hanno ampliato la gamma di servizi così come affermato nell intervista ……., come si dice ALLORA MI ARRONCHIO

    i centri per l’impiego non funzionano
    la formazione non funziona
    poi quando lo cercate, se lo cercate, volete esperienze di 10 anni, con tanto di laurea, possibilmente anche vicino casa, infine un età non maggiore di 29 anni. Vero sig Pietro?

    L’agenzia privata che fa i contratti di somministrazione bravo

    PERFETTO’ ANCORA NON E’ STATA EMANATA NESSUNA LEGGE DI QUESTO GOVERNO E STATE METTENDO A NUDO TUTTO QUELLO CHE HA FATTO IL PD!

    Manovra giusta, però questi centri per l’impiego devono essere migliorati, con personale che vuole lavorare, ad esempio sia a Palermo che a Bagheria non mi sembrano che hanno tutta sta voglia di lavorare.
    Quindi bisogna fare un discorso serio a questo personale, chi batte la fiacca trasferimento.
    A Bagheria che vogliono la cronologia per testare se veramente ti cerchi l’impiego, ora mi chiedo, ma io la cronologia te la porto, ma alla fine tu di collocamento, a me cosa mi dimostri??? dato che sono iscritto dal 2006 senza essere stato chiamato neanche 1 volta?

    Solo x avere voti.

    Sono messi a nudo anche quello che farà o tenta di fare l’attuale governo.

    Se invece vengono assunti nelle partecipate, o come ex pip, o fanno numero tra sportellisti o formatori invece va bene. Ma piantatela e andate a lavorare.

    al nord, funzionano benissimo le agenzie x il lavoro… perché al sud non li volete?

    EllECi,al Sud vige il bisogno dell’assistenzialismo causa disoccupazione alle stelle.

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