Sea Watch, l'allarme del medico: | "Vedono terra e sono disperati"

Sea Watch, l’allarme del medico: | “Vedono terra e sono disperati”

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Commenti

    Non si capisce perché una nave tedesca, olandese, ecc. con i giovani presi dai gommoni debba sbarcarli in Italia.Gaspare Barraco.Marsala

    Basta con questo orrore perpetrato scientemente da Salvini per i propri scopi propagandistici! Ma come stiamo diventando tutti? Stiamo perdendo la nostra umanità, non siamo più capaci di ascoltare le nostre coscienze!

    E allora… portateli in Francia o in Spagna o in un altro porto. Perchè solo e sempre l’Italia.
    Abbiamo già abbondantemente dato e ci siamo stufati di parlare sempre di immigrati. I nostri figli sono allo sbando, siamo in una crisi economica e di povertà assoluta da cui non riusciamo a uscirne e ancora, in nome di un’umanità smarrita, parliamo sempre e solo di immigrati. Basta Basta con le guerre fra poveri per salvaguardare qualche posto di lavoro precario e sottopagato di chi ha trovato un nuovo filone per far soldi: quello dei centri di accoglienza.
    Siamo stufi dei falsi buonisti come i Sindaci che non danno i servizi ai cittadini e blaterano di aprire i porti delle loro città. Quanta retorica e falsa solidarietà. Salvini così arriverà al 45 % perchè gli italiani siamo stanchi di questa farsa.

    Complici di schiavisti e scafisti, seminano odio.

    Vedono la terra vicina? Facile basta rimandarla al largo e il problema è risolto.
    E cmq sicuramente a bordo se la passeranno meglio rispetto in Libia quindi evitiamo questi continui allarmismi ingiustificati. Abbiamo già dato che chiedano ad altri paesi!!

    pensate a quante famiglie disperate abbiamo in italia che vivono per strada o in macchina al freddo e non hanno nula da mangiare piuttosto che pensare a clandestini che sono su una nave e hanno pure i pasti serviti

    ONG = organizzazione non governativa. Chi ha detto che è tedesca? Punto primo. Punto secondo: i trattati internazionali prevedono lo sbarco nel porto sicuro più vicino.

    Ma che c’entra l’umanità?Stiamo parlando di tratta di esseri umani.Questi arrivano perchè qualcuno li porta previo compenso di 2/3 mila euro a cranio,e sono irregolari.Altrimenti arriverebbero in aereo o in treno.Ovvio no?

    Nessuno vieta a questi manifestanti o pro immigrati di prenderli a carico e portarseli a casa loro a spese loro.Invece manifestano perchè sia il Governo ad accollarseli.Ma questi signori fanno lo stesso con i tanti poveracci di casa nostra?

    Allora non è tedesca? Nemmeno olandese? Ma questa nave avrà una abilitazione alla navigazione rilasciata da qualche autorità, altrimenti chi sono? Punto punto, hanno i documenti di identità gli ospiti della nave? Punto Punto Punto, il porto sicuro più vicino al momento del salvataggio quale era? Il salvataggio dove è avvenuto? ONG visto che non è non governativa, cosa è? con quale regime giuridico opera? Le domande sono tante, punto, punto, punto! Le risposte quali sono ????

    Quando saranno sbarcati, dopo qualche settimana, dove saranno? Nello stesso posto dove si trovano quelli della nave Diciotti? Ne sapete qualcosa? Dobbiamo aiutare chi è in difficoltà, giusto! Non credo che farci prendere per i fondelli faccia parte delle forme di aiuto ed accoglienza!

    Caro Giacomo….Punto uno: Il codice della navigazione non parla di differenza tra una ONG o quant’altro, ma parla di bandiera battente di una NAVE ( e non di cosa si fa a bordo o lo scopo per cui naviga )… I trattati internazionali prevedono lo sbarco nel porto sicuri più vicino ( di naufraghi ), che in questo caso dovrebbe essere MALTA. Penso sia stato chiaro

    Il visto per arrivare in aereo glielo rilasci tu, Francesco? Ma ve ne rendete conto che ripetete a pappagallo cose di cui non capite nemmeno il senso?

    Già il fatto che li chiami clandestini la dice lunga. Chi lo ha stabilito che sono clandestini? Il tuo “capitano”?

    Siete un disco rotto. E non capite nemmeno quello che dite, lo ripetete come tante pecore al pascolo.

    Il fatto che batta bandiera olandese non obbliga una nave ad attraccare in Olanda, un paese che dista 3.000 miglia nautiche dalla posizione attuale. Studiate almeno un po’ di geografia, visto che sul diritto alla navigazione vi affidate alla propaganda del vostro “capitano”.

    Sig. , Giacomo se non è possibile ottenere il visto in quanto non legittimati, pare che, secondo il suo parere, il visto glielo possano concedere gli scafisti negrieri, previo pagamento. Si rende conto delle assurdità che dice? Si rende conto che di fatto il PD ha delegato la politica migratoria e di controllo delle frontiere nel mediterraneo all’arbitri deI negrieri e delle navi ong? E’ così difficile da capire?

    In Spagna non è possibile. E’stato fatto divieto di lasciare il porto alla nave Ong Open Arms , dopo un carico di migranti clandestini rifiutati dall’ Italia e sbarcati a Barcellona. La città della sindaca Ada Colau, la stessa sindaca che veniva in Italia a sfilare in piazza per dare del fascista al nostro governo. Suggerirei al nostro prode Orlando, sindacco di Palermo, a fare lo stesso in Spagna.

    E chi lo stabilesce che non sono clandestini , il PD o Soros ?

    Si dice disco rotto quando non si sa come rispondere.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Cosa vorrei per la mia Sicilia Alla fine di questa inchiesta, dopo avere letto tante voci diverse e riflettuto sui problemi, sulle proposte e sulle speranze che sono emerse, vorrei provare a dire, semplicemente, cosa vorrei per la mia Sicilia. Vorrei, prima di tutto, che i problemi della Sicilia smettessero di essere considerati un destino. Acqua, sanità, trasporti, infrastrutture, energia, ambiente, lavoro, formazione, ricerca, giovani che partono: ormai li conosciamo. L’indagine ha avuto il grande merito di farli emergere con chiarezza attraverso voci politiche, sociali e civili molto diverse. Poche le donne! Vorrei allora qualcosa di semplice: che si cominciasse dai bisogni reali e si costruisse intorno a essi una programmazione condivisa, trasparente e misurabile. Vorrei una politica capace di indicare pochi obiettivi concreti, dichiarare tempi e risorse, misurare i risultati e comunicarli continuamente ai cittadini. Non cinque anni di potere, ma cinque anni effettivi di lavoro per governare. Senza semestri o anni bianchi dedicati alla propria rielezione. Le buone politiche devono durare più delle persone che le hanno realizzate. Vorrei che destra e sinistra continuassero naturalmente a confrontarsi sulle soluzioni, ma che alcuni grandi problemi della Sicilia diventassero patrimonio comune e non ricominciassero da zero a ogni cambio di maggioranza. Vorrei che il voto non fosse il momento in cui il cittadino consegna il proprio potere per riaverlo cinque anni dopo. La partecipazione dovrebbe cominciare nell’urna, non finire lì. Obiettivi, avanzamento e risultati devono restare visibili e verificabili durante tutto il mandato. E, soprattutto, vorrei affrontare seriamente l’emorragia dei giovani. Non basta chiedere loro di restare: bisogna costruire le condizioni perché possano farlo. I bisogni della Sicilia sono ormai chiari: infrastrutture e trasporti, gestione dell’acqua e dell’energia, salute e assistenza, ambiente e rifiuti, digitale, ricerca, innovazione, servizi alle imprese. Da questi bisogni dovrebbero nascere il lavoro necessario e una formazione coerente con ciò che la Sicilia vuole diventare. Vorrei che Governo regionale, università, enti formativi e imprese lavorassero molto più strettamente insieme. La formazione deve restare libera e di qualità, ma deve conoscere i fabbisogni professionali del territorio. E imprese ed enti formativi dovrebbero essere incentivati e valutati anche sulla capacità di trasformare competenze in lavoro qualificato in Sicilia. Perché quando un giovane parte non perdiamo soltanto un lavoratore: perdiamo competenze, energie, famiglie future e nascite, accelerando l’invecchiamento della popolazione. E dopo avere sostenuto i costi della sua formazione, permettiamo ad altre regioni o ad altre nazioni di utilizzare quelle competenze. Vorrei poi una Sicilia nella quale Falcone e Borsellino non vengano continuamente trascinati nelle convenienze del presente, ma restino ciò che già sono: un sentimento vivo e comune, capace di ricordarci che questa terra possiede una straordinaria riserva di dignità civile. E vorrei un miracolo: la morte della corruzione. Vorrei che nella Sicilia dei nostri figli non ci fosse più bisogno di conoscere qualcuno, chiedere un favore o accettare un compromesso per ottenere ciò che spetta per diritto, per merito o per capacità. Vorrei che la rabbia non diventasse odio, disprezzo e rinuncia, ma partecipazione e proposta. Vorrei che le tante solitudini individuali si trasformassero in problemi condivisi e poi in azione collettiva. Perché una società coesa non si riconosce soltanto nella solidarietà: si riconosce quando chiede insieme che l’acqua funzioni, che la sanità curi, che le strade colleghino, che i giovani possano lavorare. Vorrei lasciare ai nostri figli soprattutto lavoro vero e dignitoso, perché il lavoro è l’arma più forte contro la mafia: rende le persone libere, riduce il bisogno e sottrae spazio al ricatto e alla dipendenza. E vorrei lasciare loro una Sicilia più verde. Gli alberi, il verde, la terra e l’acqua non sono soltanto risorse da amministrare: sono un patrimonio da custodire e curare con amore, perché appartengono anche a chi verrà dopo di noi. Vorrei infine che la politica ricordasse una cosa molto semplice: governare significa servire. Chi riceve il potere dovrebbe usarlo per costruire un sistema migliore e duraturo, non per consolidare la propria posizione. Forse è questo, alla fine, ciò che vorrei per la mia Sicilia: problemi meglio individuati, non promesse più grandi; sistemi capaci di funzionare, non uomini indispensabili; responsabilità condivise, non appartenenze contrapposte; risultati costruiti, misurati e lasciati in eredità a chi verrà dopo, non speranza affidata al caso. Perché amare davvero la Sicilia significa volerla consegnare ai nostri figli più libera, più giusta, più verde, più efficiente e con molte più ragioni per restare. Una Madre Siciliana

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