PALERMO – Rimane inascoltato il grido di protesta di un gruppo di cittadini dell’ottava circoscrizione che lo scorso gennaio avevano chiesto la riattivazione del semaforo di via Marchese di Roccaforte all’altezza di piazza Don Bosco.“Rivogliamo il semaforo, attraversare in quel punto è pericolosissimo – denunciavano – Non si può rischiare ogni giorno di essere letteralmente travolti, gli automobilisti non si fermano e le strisce pedonali ormai sono completamente sparite”. Gli abitanti della zona avevano chiesto aiuto anche al Consiglio di circoscrizione presentando un documento ufficiale al presidente dell’ottava circoscrizione Marco Frasca Polara. Il Consiglio valutata la richiesta aveva votato all’unanimità la mozione inoltrando poi formalmente la delibera all’assessore alla Mobilità Iolanda Riolo e all’ufficio traffico.
A fine marzo la secca risposta dell’assessore e del dirigente Luigi Galatioto: “Lo scrivente ufficio non ravvisa i presupposti per accogliere la richiesta di attivazione dell’impianto semaforico – si legge nella nota inviata alla circoscrizione dall’ufficio traffico -”. La motivazione che ha spinto l’assessore e il dirigente a rispedire al mittente la richiesta tutelerebbe l’ambiente, ma per i cittadini delusi il Comune avrebbe tutelato soprattutto gli automobilisti. Riolo e Galatioto scrivono che “l’impianto ostacolerebbe ulteriormente la fluidità della circolazione nella via che è un asse stradale di primaria importanza per la rete viaria cittadina, con il rischio di innalzare i livelli di inquinamento”.
La decisione ha lasciato con l’amaro in bocca il gruppo promotore della richiesta: “Ogni giorno si assiste inermi a tantissimi omicidi stradali – sottolineano i cittadini – pedoni che perdono la vita non solo per la distrazione o l’inciviltà degli automobilisti, ma anche per l’assenza di semafori o segnaletica orizzontale”.

