"Mancanza di igiene e sicurezza" | Favorita, sequestrato il campo rom

“Mancanza di igiene e sicurezza” | Favorita, sequestrato il campo rom

Il provvedimento del gip Walter Turturici. Orlando: "Daremo una casa agli sfollati".

PALERMO – Baracche abusive e cumuli di rifiuti. Il giudice per le indagini preliminari Walter Turturici ha sequestrato il campo nomadi della Favorita. Sono un pericolo per la vita e la salute di chi ci vive.

Dai primi anni Novanta, con l’insediamento di un gruppo di persone della ex Jugoslavia fuggite dalla guerra nel  Kosovo, si è passati a una quarantina di case di fortuna che ospitano venti famiglie. All’inizio il Comune piazzò alcuni silos di acqua potabile e cassonetti per i rifiuti, dando il via di fatto alla nascita del campo.

L’amministrazione avrebbe dovuto attivarsi, e non lo ha fatto, per trasferire le persone e garantire le necessarie condizioni igienico-sanitarie. Il sequestro muove da un’indagine coordinata dal pubblico ministero Pierangelo Padova che è ancora iscritta a carico di ignoti. Tutto parte da un accesso alla struttura effettuata dai carabinieri della stazione Falde nel febbraio 2017. Le baracche in lamiera ospitano cento persone, tra spazzatura di ogni genere. La casette furono sequestrate e subito dissequestrate.

Secondo il giudice di allora, il provvedimento non aveva carattere di urgenza, visto che la baracche stavano lì da decenni. Insomma, non era possibile modificare in fretta le baracche che non erano di certo precarie. Bisognava continuare a indagare e ora il pm ha fornito al nuovo gip un quadro completo della situazione. Le baracche sono strutture permanenti seppure fatiscenti, costruite in un parco con  vincoli paesaggistici, e avrebbero dovuto essere abbattute da tempo. Nel campo nomadi si vive tra i rifiuti pericolosi e senza fognature.

“Questo provvedimento – affermano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Mattina – è la conferma della necessità ed urgenza di dare attuazione al progetto, che è già inserito e finanziato con il Pon Metro, per la definitiva dismissione del campo, attraverso la ricollocazione dei suoi attuali abitanti (circa 100) e l’intensificazione dei percorsi di integrazione. Quello del definitivo abbandono del campo è per altro un obiettivo che la stessa comunità Rom di Palermo si è dato, come confermato anche recentemente negli incontri avuti con l’Amministrazione comunale. L’amministrazione chiederà di poter rendere immediatamente disponibili le somme previste per questa specifica azione del Pon Metro, attualmente programmate per il 2019″.

Il progetto complessivo inserito nel Pon Metro con uno stanziamento di circa 900 mila euro, prevede la presa in carico di quei nuclei familiari e quei singoli che decideranno di abbandonare il campo, partecipando ad un “percorso di accompagnamento alla casa con progetto personalizzato in relazione al numero di componenti del nucleo e/o ai soggetti interessati, ed alla complessità e gravità della situazione sociale.”

“Quindi non soltanto un progetto per la soluzione dell’emergenza abitativa ma anche di accompagnamento sociale, attraverso percorsi di formazione, facilitazione dell’autoimpiego e dell’autoimprenditorialità, il sostegno ai percorsi scolastici dei minori – concludono -. Proprio su quest’ultimo tema, nei giorni scorsi ha preso avvio il progetto per l’inclusione dei bambini Rom, Sinti e Camminanti, finanziato in parte con fondi comunali e in parte con fondi del PON Inclusione.

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