L'affitto, l'errore, il sequestro | Gli affari del re delle bibite

L’affitto, l’errore, il sequestro | Gli affari del re delle bibite

L’affitto, l’errore, il sequestro | Gli affari del re delle bibite

Le indagini patrimoniali hanno portato al sequestro del patrimonio di Girolamo Celesia.

PALERMO-MAFIA
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Girolamo Celesia

PALERMO – Sta scontando una condanna a nove anni e nove mesi di carcere. Sul capo di Girolamo Celesia piove una nuova tegola giudiziaria. La sezione Misure di prevenzione gli sequestra il gioiellino di famiglia, il deposito di bibite “The big drink” di via Carlo Rao, una traversa di via Lincoln. Un magazzino che rifornisce una grossa fetta di chioschi e bar della città e che diede il nome al blitz antimafia che inquadrò Celesia nel clan di Brancaccio.

Era l’uomo del pizzo, spedito a fare visita ai commercianti dai boss Nino Sacco, Cesare Lupo e Giuseppe Arduino. La Procura ha chiesto e ottenuto il sequestro dei beni. Celesia viene considerato socialmente pericoloso e in più i suoi redditi non giustificherebbero gli investimenti economici sostenuti.

Le indagini dei finanzieri agli ordini del comandante provinciale Giancarlo Trotta hanno anche approfittato di un suo errore. Sotto sequestro è finita la società Mirtemar srl, che per un periodo ha gestito il “Bar Gigi” in via Lincoln e le cui quote risultano intestate al nipote e alle sorelle di Celesia. Eppure il boss si attivò in prima persona nelle trattative con l’”Ipab Opera Pia Istituto Santa Lucia” per l’affitto dei locali di via Lincoln. La Mirtemar è stata poi sfrattata per morosità”.

 


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