“È un’azione meschina che fa male all’immagine di Lampedusa e soprattutto fa male ai lampedusani: ho immediatamente sporto denuncia alle Autorità competenti, mi auguro che i responsabili vengano individuati. Lo Stato deve riaffermare la sua presenza sull’isola e lo deve fare anche attraverso azioni concrete di sostegno ad una comunità che continua a ‘tenere aperta’ quella porta in nome del rispetto dei diritti umani, nonostante enormi sacrifici e nonostante qualcuno abbia intenzione di chiuderla”. Lo dice il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello a proposito dello “sfregio” alla Porta d’Europa: l’opera dell’artista Mimmo Paladino, uno dei simboli dell’isola, durante la notte è stata “impacchettata e sigillata”.
“La Porta d’Europa è uno dei simboli della nostra isola e della nostra comunità, è un’opera conosciuta a livello internazionale e vederla sfregiata in modo così volgare è una ferita che fa male e che ci preoccupa. Lampedusa – continua Martello – si è sempre sobbarcata il peso di un’accoglienza che ha urgente bisogno di regole certe e condivise, e continua a farlo nonostante l’emergenza Coronavirus che sta determinando una crisi economica e sociale che sull’isola non ha precedenti e che rischia di essere terreno fertile per chi vuole sobillare tensioni, divisioni e pericolosi atti di ribellione nei confronti delle Istituzioni. Faccio dunque appello al Governo nazionale, alla Comunità Europea ed a quanti hanno a cuore i valori della pace e dei diritti umani – conclude il sindaco – affinché a Lampedusa si intervenga al più presto con azioni di concreta solidarietà e sostengo alla comunità locale, prima che un’ondata di odio sociale travolga tutto”.
Dopo la denuncia del sindaco Martello e l’intervento della Polizia Municipale, la Porta d’Europa è stata “liberata” dagli involucri che erano stati messi durante la notte ed è tornata ad essere il “simbolo di Lampedusa”.
“Voglio rivolgere al sindaco Totò Martello e a tutta la comunità di Lampedusa un abbraccio a distanza. Lo sfregio alla ‘Porta d’Europa’ è un gesto da condannare con forza. Abbiamo il compito – come istituzioni – di stare al fianco di tutti i cittadini, essere presenti in tutte le situazioni difficili”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico. “Da anni Lampedusa è un territorio che ci rende orgogliosi perché mette sempre in primo piano la tutela della vita umana. La comunità lampedusana non deve essere mai lasciata sola. Sta alle istituzioni italiane ed europee adoperarsi fattivamente con azioni e interventi a sostegno. Non lasciamo spazio alle derive razziste ed estremiste, rispondiamo coi fatti”, conclude.
“Un gesto da condannare”, commenta il segretario del Pd siciliano Anthony Barbagallo che parla di “clima di tensione legato anche alle difficoltà che l’isola attraversa a causa del Coronavirus che ha paralizzato il turismo e l’economia locale”.
“Non saranno di certo dei teli e del nastro, che hanno sfregiato la Porta d’Europa, a cancellare la nostra memoria. Non rappresenta degnamente i lampedusani quella sparuta minoranza che con un gesto vile ha infangato la dignità di un popolo che ha fatto onore all’umanità intera e che, malgrado le difficoltà che ha affrontato negli anni ed in special modo nell’ultimo periodo, non ha ricevuto le attenzioni e le risposte che si merita”. A dichiararlo è il parlamentare europeo e vicepresidente della Commissione LIBE a Bruxelles, Pietro Bartolo (S&D). “La Porta d’Europa – sottolinea Bartolo – deve tornare ad essere il simbolo di una terra per natura solidale, ma non per questo disponibile ad essere dimenticata. Lampedusa è Italia. Lampedusa è Europa”.

