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Fortutamente questa Gente si ammazza da sola.
Crisafulli si dichiara apertamente comunista e primo sindaco comunista di Enna. Questo apre un problema nel Pd nazionale che aveva negato il simbolo a Crisafulli magari pensando che fosse un moderato riformista. Quando non si ascoltano i territori si prendono cantonate e fraintendimenti
E' bello autodefinirsi comunista nel 2026. Bravo Crisafulli! C'è voglia di comunismo in Italia e nel mondo. Così come è bello che Vincenzo De Luca a Salerno e il nuovo sindaco progressista a Pistoia siano stati premiati dagli elettori per l'aperto sostegno alla Palestina e per la condanna dei crimini israeliani. Il neosindaco di Pistoia è vicino ai movimenti per Gaza e ai pacifisti. Vincenzo De Luca fino agli ultimi giorni di campagna elettorale si è schierato con la Flotilla e con i palestinesi e ha invocato sanzioni contro Israele e rottura degli accordi con Israele. I giornali stanno sottovalutando l'effetto Gaza che già c'era stato nel trionfo del No al referendum e ora nelle elezioni amministrative. Infine, una riflessione sul PD: non ha concesso il simbolo a Crisafulli e De Luca due candidati popolarissimi che peraltro, sul comunismo il primo e sulla Palestina il secondo, sono molto più a sinistra dei vertici nazionali del Pd!
Ma per i posti di lavoro nulla, ecco le loro priorità.
Nel febbraio 2029 si vota per il Quirinale: tenersi libero.


Ma siamo sicuri che il Presidente non sia un uomo del passato?
No caro Noio … è proprio in linea con i tempi quelli della recessione e della incultura.
Gentile dott. Puglisi
personalmente non riscontro in Musumeci il “contromanismo” di cui Lei parla.
La gestione della pandemia non è avvenuta “contromano” ma nello stesso senso indicato dai Governi nazionali.
Il dott. Costa sarà pure “comunista” ma non sarebbe l’unico “comunista” messo da Musumeci in posti di potere: in questi casi basta che uno del suo entourage abbia garantito e che, magari, il designato (non parlo del dott. Costa) avesse il padre fascista o il nonno gerarca. Il fatto è che nell’entourage di Musumeci scarseggiano gli alti profili, vedi le scelte di assessori come Pappalardo, Messina o Razza. E invece tanta burocrazia venderebbe l’anima al diavolo pur di scalare le gerarchie del potere.
Di “contromano” riscontro piuttosto: la forte mancanza di garbo e misura nei modi fuori dal raggio d’azione delle telecamere, di cui si sussurra proprio da quella burocrazia di cui sopra, trattata – dicono – come pezza da piedi, ed inoltre la passione maniacale per simboli, divise, esteriore decoro che oggi pare, si, datata e “contromano”.