Sicilia, le dichiarazioni programmatiche di Schifani: discorso integrale

Sicilia, le dichiarazioni programmatiche di Schifani: discorso integrale

Il programma del presidente della Regione siciliana
IL DISCORSO
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ECONOMIA

Revisione degli Accordi tra Stato e Regione Siciliana in materia di finanza pubblica e per il ripiano del disavanzo.  

Nel corso degli ultimi anni sono state attivate varie interlocuzioni con i Governi nazionali per discutere delle diverse criticità finanziarie che ha dovuto affrontare annualmente la Regione, sia in fase di predisposizione dei bilanci di previsione che in sede di Assestamento dopo l’approvazione del Rendiconto della gestione, e che hanno determinato il concreto rischio di non garantire le complessive esigenze di spesa e di pregiudicare l’adempimento dei compiti istituzionali. 

Interlocuzioni che si sono tradotte in Accordi con lo Stato che, a fronte del riconoscimento di risorse aggiuntive, della riduzione del concorso al risanamento della finanza pubblica,  di agevolazioni nella definizione dei piani di rientro dal disavanzo, hanno impegnato la Regione, in un’ottica di leale collaborazione, ad assicurare una serie di misure volte a realizzare la riduzione strutturale e la riqualificazione della spesa corrente e l’incremento della spesa per investimenti, ad adottare provvedimenti di riorganizzazione e snellimento della struttura amministrativa, di razionalizzazione degli Enti e delle Società partecipate, misure di semplificazione e digitalizzazione, di recepimento di principi statali in materia di dirigenza pubblica, ecc..

E’ intendimento del Governo regionale continuare il percorso intrapreso, tuttavia è evidente che nonostante gli enormi sforzi compiuti permangono ancora gravi problemi finanziari, aggravati dalla difficile situazione economica e sociale causata dagli ultimi anni di emergenza sanitaria, che richiedono l’avvio di un nuovo, serio confronto con lo Stato,per trovare definitive soluzioni ad alcune problematiche non più rinviabili, senza le quali, anche alla luce dei recenti atti istruttori della Corte dei Conti in sede di giudizio di parifica del Rendiconto 2020, diventa concreto il rischio di blocco dell’azione del Governo regionale. 

Confronto che è già stato avviato con il Ministro per l’Economia con l’obiettivo, innanzitutto, di richiedere il dovuto riconoscimento finanziario per la mancata attuazione dei commi 830, 831 e 832 dell’art. 1 della legge 296 del 2006, che è stata già oggetto di riconoscimento in sede tecnica nel confronto tenutasi tra i rappresentanti regionali e i rappresentanti ministeriali. 

Infatti, nonostante la mancata attuazione di tali disposizioni, che prevedevano un accordo tra le parti per il completo trasferimento della spesa sanitaria a carico del bilancio della Regione a fronte della corrispondente retrocessione delle accise, lo Stato, in assenza dell’accordo e senza alcuna compensazione, ha unilateralmente aumentato la quota di cofinanziamento regionale alla spesa sanitaria dal 42,5% al 49,11% con un maggiore onere annuo di oltre 600 milioni di euro. Complessivamente la Regione dal 2006 ha sostenuto un maggiore onere di circa 8 miliardi di euro.

Inoltre, si ritiene che sia necessario affrontare anche la questione del contributo al risanamento della finanza pubblica che sottrae alla Regione entrate tributarie di propria spettanza per oltre 800 milioni di euro annui (A partire dal 2012 la Regione ha stornato allo Stato per il risanamento della finanza pubblica risorse per circa 9 miliardi di euro). 

Tali risorse potrebbero essere destinate ad incremento della spesa per investimenti, con priorità, ad esempio, per i settori esclusi dalle linee di intervento dei fondi strutturali, per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali e delle scuole, per le infrastrutture logistiche a supporto del sistema imprenditoriale, per il potenziamento delle infrastrutture sportive.

Sarà tra gli obiettivi prioritari del Governo regionale intervenire sin dall’inizio della legislatura per affrontare tutte le criticità strutturali rilevate negli atti istruttori della Corte dei Conti in sede di esame del Rendiconto 2020, evidenziando che talune di esse, mi riferisco soprattutto alla ricognizione straordinaria del patrimonio ed alla conseguente rideterminazione del suo corretto valore, necessari per la corretta tenuta della contabilità economico-patrimoniale, potranno essere definitivamente superate soltanto nel medio periodo.

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