PALERMO – La Sicilia si posiziona come la prima economia del Paese per crescita del Pil (+23,5% nel periodo 2019-2023) e dell’occupazione (+5,6% nel periodo 2019-2024), mantenendo però la penultima posizione per Pil pro capite, con un valore di 20,7mila euro nel 2023 (rispetto ai 32,6mila euro nella media italiana). Permangono, inoltre, “criticità” con riferimento alla partecipazione femminile e giovanile al mercato del lavoro, per cui la Sicilia si posiziona terzultima in Italia in entrambi i casi (rispettivamente 34,9% e 23,5% contro una media italiana di 53,3% e 34,4%). Sono i dati emersi a Palazzo Auditorium Branciforte di Palermo nel corso del il Forum di presentazione dei lavori della terza edizione dell’Act Tank Sicilia, la piattaforma permanente che TEHA Group ha lanciato nel 2021 con l’obiettivo di suggerire azioni per dare un impulso alla crescita della Sicilia e che è organizzata da The European House Ambrosetti.
L’edizione 2025 dell’Act Tank Sicilia
L’iniziativa vede il coinvolgimento della Regione Siciliana e di un pool di sostenitori privati (BAPS, Gruppo Arena, Lactalis e Confindustria Siracusa) in un percorso annuale che si concentra sulle sfide per l’Isola e le sue imprese. L’edizione 2025 dell’Act Tank Sicilia ha affrontato i temi dello sviluppo industriale e si è focalizzata su alcuni dei fattori abilitanti che il territorio deve valorizzare per promuovere una crescita solida e sostenibile. In occasione del Forum è stato, inoltre, presentato l’aggiornamento del cruscotto di monitoraggio regionale, che misura lo stato di salute dell’economia regionale rispetto a metriche e indicatori economici strategici per il territorio.
Al centro dell’evento, al quale hanno partecipato rappresentanti del mondo politico, istituzionale e della business community dalla Sicilia, dal resto d’Italia e anche da altri Paesi (come la Tunisia) , vi è la presentazione della terza edizione del Rapporto i cui contenuti sono stati elaborati alla luce delle indicazioni raccolte da un ciclo di interviste riservate con gli stakeholder chiave del territorio.
“La fotografia della Sicilia restituisce un quadro ambivalente, caratterizzato da alcuni determinanti primati di crescita ma anche da diversi punti di attenzione nei principali indicatori socio-economici”, dicono gli organizzatori dell’evento.
Tre filiere strategiche per la Sicilia
La Sicilia, però, può contare su tre filiere strategiche “ad alto potenziale”: economia del mare, agroalimentare e vino, meccatronica e Ict, secondo le analisi del report Ambrosetti. La Regione si colloca al terzo posto in Italia per numero di imprese blu attive, con un totale di 28.807 e quinta per occupati della filiera. Tra le eccellenze troviamo il polo cantieristico navale di Siracusa, che nel 2024 ha superato i 22 milioni di euro di export.
Nell’agroalimentare, i 14 distretti siciliani hanno contribuito per il 7,3% al valore aggiunto della filiera italiana, con un valore di 5 miliardi di euro. La Sicilia, con oltre 151ila occupati è la seconda per numero di addetti nel settore. Meccatronica e Ict, invece, hanno generato un valore aggiunto complessivo di 2,4 miliardi di euro, il 2,6% del totale delle imprese regionali. “Palermo e Catania si distinguono per un’elevata concentrazione di imprese e addetti, configurandosi come polo di riferimento per l’innovazione digitale” dice il report. Infine, grazie alla sua posizione al potenziale delle energie rinnovabili, la Sicilia si candida a diventare un hub energetico del Mediterraneo.
Per misurare lo stato di salute dell’economia regionale in un unico strumento di natura organica è stato realizzato e aggiornato il cruscotto di monitoraggio (Tableau de Bord) delle esigenze strategiche della Sicilia, che analizza la performance ottenute dalla Regione in diverse aree chiave dello sviluppo socioeconomico: la Sicilia, infatti, ha migliorato o mantenuto stabili le proprie performance in 39 dei 50 indicatori considerati rispetto all’anno precedente, pari al 78% del totale.
Schifani: “Fase di crescita solida”
“I dati del Rapporto 2025 confermano che la Sicilia sta vivendo una fase di crescita solida”, ha commentato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “Il miglioramento del 78% degli indicatori è il risultato del lavoro portato avanti dai governi regionali di centrodestra, con politiche mirate a sostenere imprese, occupazione e sviluppo – ancora Schifani -. Dopo gli anni difficili segnati dalla pandemia, in cui i progressi sono stati rallentati, oggi la Sicilia mostra una ripresa vigorosa e si colloca ai vertici nazionali per crescita del Pil e dell’occupazione. Proseguiremo su questa strada, affrontando con responsabilità le criticità ancora presenti, dal divario infrastrutturale alla scarsa partecipazione di donne e giovani al mondo del lavoro, per consolidare una crescita duratura e inclusiva, all’altezza delle potenzialità della nostra Isola”.
De Molli:” Sicilia nella top ten per le rinnovabili”
“La Sicilia è nella top ten in Italia sul piano delle energie rinnovabili”, ha detto Valerio De Molli, managing partner e Ceo di Thea Group e di The European House Ambrosetti. “Si garantisce, attraverso la Regione Siciliana, la sicurezza energetica di tutta l’Europa, con un contributo di crescita sulla transizione green, su cui è la prima in Italia, con un ampio spazio di miglioramento”, ha continuato.
“Lo scorso settembre – ancora De Molli – è stato affidato l’incarico per la progettazione dei due termovalorizzatori a Palermo e Catania, per un valore di 22 milioni di euro. Gli impianti tratteranno circa 300 mila tonnellate annue di combustibile solido secondario e produrranno 50 megawatt di energia elettrica. Sul piano dei dissalatori, a giugno, sono entrati in funzione quelli di Gela, Porto Empedocle e Trapani, finanziati dalla Regione per 100 milioni di euro”.

