PALERMO – Amap o un nuovo soggetto pubblico. E’ questo il bivio di fronte al quale si trova la Regione che deve decidere, entro il 30 ottobre, a chi assegnare il servizio idrico integrato di 42 comuni del Palermitano orfani di Aps, per come lo ha illustrato il governatore Rosario Crocetta ai sindacati e ai sindaci che oggi hanno sfilato nel capoluogo mandando in traffico in tilt.
Circa 200 persone che, da piazza Marina, si sono spostate in mattinata a Palazzo Reale per incontrare il presidente della Regione e chiedere garanzie sul futuro. Il mese prossimo scadrà la proroga all’Aato idrico e il futuro del servizio e dei lavoratori rimane in bilico: lo Sblocca-Italia inoltre ha complicato le cose, obbligando gli enti a far parte di un unico ambito, il che dovrebbe però impedire la restituzione delle reti già impugnata peraltro dal commissario dello Stato.
A questo punto le strade sono due: affidare tutto all’Amap, previo accordo con il sindaco Leoluca Orlando, o formare un nuovo soggetto pubblico. Per la prima ipotesi, però, la Ragioneria dovrà prima verificare come risolvere il credito vantato dall’Amap nei confronti dell’Eas e che ammonta a 50 milioni di euro: si potrebbe ipotizzare una transazione, ma è tutta da verificare e soprattutto la Regione deve scendere a patti con Orlando, che però in passato ha chiesto garanzie economiche ben precise. La Regione si è inoltre impegnata a sbloccare subito 500mila euro, garantendo il pagamento di almeno uno stipendio ai 202 dipendenti, e domani i sindacati saranno ascoltati dalla Quarta commissione dell’Ars. “Alla luce della riunione di oggi – dice Maurizio Terrani della Uil – delle norme previste dallo Sblocca-Italia e dei termini in scadenza della requisizione prefettizia, confidiamo nell’impegno assunto dal presidente della Regione nel prendere contatti con il comune di Palermo. Amap sarebbe la soluzione migliore. Resteremo vigili perché, in tempi brevi, venga riattivo il servizio. Continua comunque l’assemblea permanente dei lavoratori”. “Il percorso che va verso Amap è quello più rispondente all’applicazione delle norme attuali e alle risposte da dare per garantire il servizio idrico integrato e i livelli occupazionali – dice Raffaele Loddo della Cisal – facciamo appello al sindaco di Palermo perché gli impegni assunti possano essere mantenuti e realizzati”.

