Soldi sulla pelle dei migranti| Indagini sulle banche - Live Sicilia

Soldi sulla pelle dei migranti| Indagini sulle banche

Qualcuno aiuta i trafficanti di uomini a riciclare montagne di denaro? Inchiesta dei pm di Palermo.

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PALERMO – Le indagini sui viaggi della disperazione virano sulle banche. Si parte dalle fascette di carta con cui erano legate le banconote trovate nella base operativa del clan. E dalla convinzione di scovare i canali di riciclaggio di una montagna di denaro.

I poliziotti della Squadra mobile di Palermo e del Servizio centrale operativo hanno sequestrato mezzo milione di euro e 25 mila dollari in contanti in una profumeria romana quando, nei giorni scorsi, è scattato il blitz che ha portato in cella 38 persone. C’erano delle fascette che riportavano la dicitura di un istituto di credito. Non solo, alcuni dei “trafficanti” di uomini avevano aperto dei regolari conti correnti appoggiati in diverse banche.

E così gli inquirenti palermitani tentano il salto di qualità investigativa muovendo da un interrogativo: la banda poteva contare su menti finanziarie o appoggi all’interno degli istituti di credito per movimentare l’enorme quantità di denaro? Il procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunto Maurizio Scalia e i sostituti Calogero Ferrara, Anna Maria Picozzi e Claudio Camilleri hanno chiesto ai poliziotti di acquisire la documentazione bancaria che riguarda i correntisti finiti in cella.

L’indagine della Procura di Palermo su una delle maggiori reti criminali che gestiscono il traffico di migranti tra l’Africa e l’Italia è la prosecuzione dell’inchiesta denominata Glauco che va avanti da tre anni e ha già portato a diverse condanne. In questa terza tranche sono confluite le dichiarazioni del primo pentito di un network criminale del genere: Nuredin Atta Wehabrebi.

I particolari che ha raccontato sarebbero agghiaccianti: i migranti sarebbero stati venduti a un gruppo di egiziani, a volte uccisi e usati per la vendita degli organi. Atta ha detto di averlo saputo dai capi con cui ha lavorato in Libia, Ermias Ghermay e Fitiwi Abdrurazak. Poi, ha raccontato i retroscena del giro d’affari. Nella sola estate del 2015 l’associazione criminale avrebbe gestito la traversata di oltre 4.000 migranti con destinazione Palermo. Una volta trasferiti nei centri di accoglienza qualcun altro li aiuterebbe a fuggire verso Roma o Milano, ulteriori tappe verso le mete finali: Germania, Olanda e Scandinavia.

Le cimici nella profumeria di via Volturno a Roma, base operativa assieme a un bar in vicolo Santa Rosalia, a Palermo, hanno registrato operazioni di trasferimento in Sudan o a Dubai. Hanno fatto tutto da solo? I flussi di denaro sono enormi. Atta ha parlato di consegne settimanali, “ogni sabato di 280.000-300.000 euro”.

 


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