Soldi, smeraldi, assunzioni: le 'mazzette' del patron di Borgo Parrini - Live Sicilia

Soldi, smeraldi, assunzioni: le ‘mazzette’ del patron di Borgo Parrini

Così le sue cooperative sociali vincevano le gare

PALERMO – “Voi avevate messo pure viale dei Platani (a Partinico, ndr) ma non è che questi bambini da qui (Balestrate, ndr) se ne vengono lì… il centro qua deve essere”, diceva Maria Rita Milazzo a Massimiliano Terzo, uno dei più fidati collaboratori di Giuseppe Gaglio, l’imprenditore di Partinico e uomo chiave del presunto giro di corruzione per aggiudicarsi appalti nel settore dei servizi sociali. Tutti e tre fanno parte dell’elenco degli arrestati nel blitz dei carabinieri della compagnia del popoloso centro alle porte di Palermo.

“C’è possibilità per mia figlia?”

Milazzo, dipendente del comune di Balestrate ora indagata per corruzione e turbativa d’asta, avrebbe dato le indicazioni alla cooperativa “Nido D’Argento” su come impostare il progetto per aggiudicarsi la gestione dei campi estivi per ragazzi: “Potresti fare attività di laboratorio… di pittura … di scrittura… la scuola prevista è l’Aldisio… che c’è un grande giardino attorno se voi avete anche piscine esterne potete fargli fare giochi lì… secondo me queste attività voi potreste proporre…”.
In cambio avrebbe chiesto l’assunzione della figlia e del nipote: “… ti volevo chiedere ma c’è possibilità di lavorare per mia figlia?”. Terzo rispondeva: “… se noi riusciamo ad acchiappare qualcuno sì certo… non ti preoccupare dico che in base alla disponibilità che ha lei la inseriamo”.

La collana di smeraldi

C’era chi, come Michela Sclafani, funzionaria all’ufficio direzione politiche sociali della Città Metropolitana di Palermo, avrebbe velocizzato la liquidazione dei pagamenti che spettavano alla coop per i servizi socio assistenziali svolti (tra cui quello del trasporto scolastico degli studenti con disabilità). Anche lei sarebbe stata ricompensata per il suo aiuto: una collana con smeraldi da 1.800 euro, profumi di marca, olio d’oliva, dolci e panettoni, l’assunzione di amici nella cooperativa.

“Marito e complice”

In una conversazione con il marito, Giovanni Dalia, Sclafani sembrava fare riferimento ad alcune fatture pagate nonostante fossero gonfiate: “Con gli stessi numeri di ragazzini che aveva prima… ma è pazzo. Ma secondo te io posso giustificare i suoi introiti?”. Anche il marito avrebbe ricevuto regali da Gaglio per ingraziarsi la moglie. Così diceva il presidente della cooperativa: “A suo marito ci volevo fare un regalo perché a lei già io l’ho fatto il regalo… siccome siamo amici diventati anche suo marito affettuoso, gliene faccio uno a lui e uno a lei con ste cose che abbiamo per ora… un orologio o un braccialetto di questo tennis”.

“Ora per Natale un altro regalo”

Sempre Gaglio, che ha fatto di “Borgo Parrini” un’attrazione turistica, aggiungeva: “Te l’ho detto che siamo andati a mangiare con la Sclafani… vuole olio però non per lei mi ha detto che è per sua cugina ma secondo me è suo, lei mi ha detto ‘sì però ti devi prendere i soldi perché di mia cugina’ di qua e di là… c’è da fare ora per Natale un altro regalo buono perché ha mandato più situazioni a noi anche di… ora la Sclafani me la sto stringendo un poco per farci pagare quantomeno, abbiamo già 150 mila euro di fatture che ci possono pagare”.

C’era poi chi, come Antonio Geraci, presidente della commissione aggiudicatrice di una gara bandita del Comune di Gela avrebbe fatto sì che a vincere fosse la “Nido d’Argento”, incassando come contropartita duemila euro tramite l’ex sindaco di Partinico Salvatore Lo Biundo. La lista dei favori ricevuti dalla coop in cambio di soldi e regali è lunga.

Per gli inquirenti ad esempio anche il dirigente del distretto socio sanitario di Agrigento, Gaetano Di Giovanni, ora capo dei vigili, avrebbe favorito l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare socio-assistenziale per anziani non autosufficienti (per un totale di 204.051 euro) alla società Medea controllata da Gaglio e dei servizi socio-assistenziali nei comuni di Santa Elisabetta e di Agrigento (per un importo complessivo di 89.355) alla “Nido D’Argento”, in cambio di settemila 500 euro in tre tranche.

“Porcate con quello di Agrigento”

Terzo riferiva a Gaglio dell’avvenuto pagamento, parlava “di porcate con quello di Agrigento” che lo aveva portato nel bagno: “Erano tutte cose impacchettate e chiuse l’incontro con un giornale mi ha portato dentro il bagno… nel posteggio a controllare tutte cose”. L’indagine ha svelato anche che la funzionaria comunale di Marsala, Maria Pia Falco, avrebbe preso soldi per far aggiudicare alla cooperativa di Partinico la gestione dei servizi socio assistenziali e che il responsabile del settore Politiche sociali e culturali del Comune di San Cataldo, Aldo Raimondi, avrebbe favorito la coop in cambio di oltre 10mila euro e un contratto da assistente sociale ad una donna.


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